Nessuna loggia unica all’orizzonte in Italia? O l’Inghilterra preme e i massoni italiani frenano?

Le indiscrezioni pubblicate ieri sul Sole 24 Ore secondo cui sarebbe in corso un processo di avvicinamento tra Grande oriente d’Italia (Goi) e Gran loggia regolare d’Italia (Glri) non trovano conferme nelle due logge contattate da Formiche.net. Il Gran Maestro del Goi, Stefano Bisi, a Formiche.net ha negato che tale avvicinamento sia all’ordine del giorno, anche se i rapporti personali con Fabio Venzi (Gran Maestro del Glri) sono amichevoli, ha sottolineato Bisi.

IL RAPPORTO D’AMICIZIA

Sul Sole 24 Ore di ieri si legge che “la massoneria italiana è a un passo dalla rivoluzione. Le due maggiori obbedienze italiane, il Grande oriente d’Italia (Goi) e la Gran loggia regolare d’Italia (Glri), da alcune settimane sono infatti attraversate da scosse che produrranno effetti anche sul mondo politico e finanziario nazionale e internazionale“.

Secondo la ricostruzione di Roberto Galullo del quotidiano diretto da Roberto Napoletano questo percorso di riunificazione sarebbe iniziato formalmente il 19 dicembre del 2015 quando la Gran loggia regolare d’Italia “ha approvato la raccomandazione per instaurare un rapporto di amicizia con il Grande oriente d’Italia“, delibera che deve essere ancora approvata in maniera definitiva.

LO ZAMPINO INGLESE

A premere perché Goi e Glri tornino ad essere un unico soggetto sarebbe, spiega Galullo, è la Gran loggia unita d’Inghilterra (Ugle, fondata nel 1717 rappresenta la più antica loggia al mondo) che, qualche settimana prima del 19 dicembre, avrebbe consegnato alla Glri “una lettera firmata dal Gran cancelliere Derek Dinsmore, con la richiesta di sottoscrivere un trattato di amicizia con il Goi“. Fonti interne al Glri negano, però, che ci sia un programma la riunificazione con il Goi, proprio perché Glri è nata da una scissione con il Grande Oriente nel 1993.

Per regolamento generale, la Gran loggia unita d’Inghilterra non può riconoscere due obbedienze massoniche nel territorio italiano. Prima della nascita del Glri, tale riconoscimento era stato concesso al Grande oriente, ma nel 1993 gli venne negato e concesso, invece, alla Gran loggia regolare d’Italia.

IL NO DI STEFANO BISI

Non c’è in programma nessuna unificazione con la Gran loggia regolare d’Italia, assolutamente no“, ha detto Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande oriente di Italia sentito da Formiche.net. Tra i programmi del Goi ci sarebbero i preparativi per il 70 esimo anniversario della Repubblica italiana, ma nessun avvicinamento con il Glri, afferma Bisi.

UN RAPPORTO CHE NON S’HA DA FARE

Nessuna delle due logge italiane, dunque, conferma il riavvicinamento né tantomeno la possibile futura unione, volontà espressa e auspicata solo dalla Ugle inglese: un auspicio recepito poco positivamente dalle due logge massoniche. La storia di Goi e Glri, infatti, è fatta di scissioni e non di riconciliazioni: il Glri nacque nel 1993 per mano di Giuliano Di Bernardo, già Gran Maestro del Grande oriente e poi fondatore del Glri, che abbandonò il Goi perché “la massoneria che governavo era in gran parte estranea all’idea che di massoneria mi ero fatto nel corso della mia vita“, ha dichiarato Di Bernardo in un’intervista. Per questa ragione un riavvicinamento sarebbe impossibile, rivelano fonti interne al Glri, perché significherebbe snaturare l’essenza della loggia stessa.

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