Quando decidiamo come votare il 17 aprile, ricordiamoci che il nostro Paese, denuclearizzato in forza di un altro Referendum nel 1987, dipende principalmente dall’estero per la propria Energia, e la importa soprattutto da Paesi inaffidabili... L'analisi del ricercatore Luca Longo

Seconda parte di un’analisi più ampia. La prima parte si può leggere qui

IL GAS ITALIANO

Sul fronte del gas in Italia si trovano riserve per 53 miliardi di metri cubi di gas. Questi vengono estratti al ritmo di 6.98 miliardi di metri cubi all’anno. Però consumiamo 995 metri cubi di gas a testa ogni anno. Gran parte dell’energia siamo costretti a comprarla all’estero: siamo il quarto paese importatore a livello mondiale con 54,47 miliardi di metri cubi all’anno; battuti, in questa triste gara alla dipendenza energetica, solo da Giappone, Germania e Stati Uniti. In particolare, ne importiamo dalla Russia 26,2, dall’Algeria 6,4 dalla Libia 6,5, dai Paesi scandinavi 11,4 dalla Croazia 0,3. Come Gas Naturale Liquefatto ne importiamo 4,4 dal Qatar e 0,5 dall’Algeria.

I LIMITI DELLA RICERCA DI IDROCARBURI

Per questo negli ultimi anni – anche in seguito alle instabilità nei Paesi esportatori – sono aumentati gli investimenti per la ricerca di idrocarburi entro i confini nazionali. Seppure con alcuni limiti: come abbiamo detto, nell’ultima Legge di Stabilità sono state bloccate le ricerche e le estrazioni in mare entro 12 miglia dalla costa: era questo l’estremo tentativo del governo di evitare il Referendum anti trivellazioni. La consultazione era stata richiesta da 9 consigli regionali: Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise. Assenti proprio la Sicilia e l’Abruzzo dove sono concentrati i pozzi e le piattaforme più produttive. Degli otto quesiti originali, la Corte Costituzionale ha ammesso il Referendum solo per un unico quesito. Il 17 aprile gli italiani dovranno dire sì o no al rinnovo di sole 21 concessioni estrattive già in essere per giacimenti entro le 12 miglia dalla costa.

COSA DICONO I NO TRIV

Il comitato promotore sostiene che per la scansione dei fondali viene utilizzato l’air gun che danneggia pesantemente l’ambiente marino. Ci guadagnano solo le compagnie petrolifere e il greggio individuato è insufficiente per il fabbisogno italiano. Le riserve equivalgono a 6-7 settimane di consumi di petrolio e 6 mesi di gas.

LE CONSEGUENZE DEL NO ALLE TRIVELLE

Per i contrari al Referendum, fermare le estrazioni significherebbe perdere investimenti e posti di lavoro. Il rischio di incidenti nel settore è molto basso: solo 3 negli ultimi 65 anni. Due a terra (Cortemaggiore nel 1950 e Trecate nel 1994 e 1 in mare a Ravenna nel 1965). Comunque vada il Referendum, la disponibilità di fonti energetiche è fondamentale per il progresso del Paese e per il benessere della comunità. Quando decidiamo come votare il 17 aprile, ricordiamoci che il nostro Paese, denuclearizzato in forza di un altro Referendum nel 1987, dipende principalmente dall’estero per la propria Energia, e la importa soprattutto da Paesi inaffidabili

(2/fine. La prima parte pubblicata ieri si può leggere qui)

LO SPECIALE DI FORMICHE.NET:

ANALISI E COMMENTI

Noi, prof. e professionisti, non votiamo Sì al referendum del 17 aprile. Il manifesto-appello promosso dall’economista Alberto Clò

Renzi, Speranza e i colpi di testa dei politici No Triv. Il corsivo di Michele Arnese

Perché va detto No (con Prodi) ai demagoghi anti trivelle. Il commento di Stefano Cingolani

No Triv, la nuova rotta dell’ambientalismo anti industria. L’analisi dell’economista Davide Tabarelli

Vi spiego perché dico No (alla svedese) contro i No Triv. La lettera di Stefano Cingolani

Tutte le pulsioni Nimby celate nel referendum No Triv. L’analisi di Alessandro Beulcke

CRONACHE E APPROFONDIMENTI

Che cosa c’è davvero sotto le Trivelle. L’approfondimento del ricercatore Luca Longo

Vi racconto il balletto demagogico inscenato da Emiliano e De Magistris. Il corsivo di Stefano Cingolani

Perché io, governatore Pd, contesto Michele Emiliano sul No Triv. L’intervento di Michele Pittella

Ecco l’asse emiliano che dice sì alle trivelle. L’approfondimento di Giovanni Bucchi

Referendum, ecco come Cgil e Cisl discutono e si dividono sul No Triv. L’articolo di Sveva Biocca

Chi sono i vescovi No Triv. L’articolo di Giovanni Bucchi

Ecco come i No Triv esultano per le aziende che lasciano l’Italia. L’articolo di Pietro Di Michele

LE INTERVISTE

Perché io, sindacalista Cgil, non voto No al referendum. Parla Emilio Miceli, segretario nazionale Filctem, intervistato da Giovanni Bucchi

Ecco come sconfiggere l’ideologismo dei No Triv. Parla Bessi (Pd). L’intervista di Pietro Di Michele

Vi racconto le bufale dei No Triv sul referendum. Parla Bessi (Pd). L’intervista di Francesca Santolini

Regioni e No Triv sbagliano sul referendum. Parla Borghini. L’intervista di Michele Pierri

#NoTriv parla il Prof. Vincenzo Balzani. Il post del blogger di Formiche.net, Federico Quadrelli

LE FOTO

Chi c’era alla conferenza stampa dei Sì Triv al referendum del 17 aprile. Le foto
Ecco politici e governatori No Triv. Le foto

 

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