Alla luce dei casi giudiziari, dell’instabilità politica e delle troppe inefficienze in fondo c’era da aspettarselo: è Roma la città italiana in cui si registra il maggior grado di insoddisfazione da parte dei cittadini. Un primato poco invidiabile che i candidati sindaco non possono ignorare in vista delle elezioni per il Campidoglio del prossimo 5 giugno.

LA RICERCA DI PRIORITALIA

Su una scala da 1 a 10, è  la Capitale a mostrare il disagio più accentuato tra le principali città italiane, con un voto complessivo di poco superiore a 4. Segue il meridione con Palermo, Napoli e Bari mentre le migliori performance sono al nord, a Torino e Milano. La fotografia l’ha scattata Prioritalia, l’associazione fondata nel 2012 dalle più importanti organizzazioni di rappresentanza dei manager italiani e guidata da Marcella Mallen. Il rapporto (presentato nell’ambito dell’iniziativa “Leadership civiche per le città di domani“) è stato illustrato ieri all’Ara Pacis di fronte a tanti ospiti e al ministro per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi.

LE PRIORITA’ DEGLI ITALIANI

Su decoro urbano, qualità del manto stradale, traffico e trasporti pubblici si concentrano le attese principali degli italiani che – salvo qualche rara eccezione (come nel caso della metropolitana a Milano) – hanno mediamente una percezione negativa della propria città. Un sentimento che si trasforma in profondo malessere a Roma, a partire dal tema della corruzione e della legalità, avvertito come il più ingombrante freno allo sviluppo della città, in grado di ripercuotersi negativamente su tutti gli altri ambiti della vita cittadina. Gli altri problemi più segnalati dai romani sono la manutenzione delle strade, i trasporti pubblici, il traffico e la gestione degli appalti.

L’ESEMPIO POSITIVO DI MILANO

Dalla ricerca emerge come il paragone tra Roma e Milano oggi sia, di fatto, quasi impossibile da effettuare. Perchè la Capitale è maglia nera mentre Milano un esempio da seguire in tutta Italia. La valutazione media che i suoi cittadini le danno è 7. Tra i punti di forza i milanesi segnalano la mobilità, la qualità dei servizi e la cultura. Ovviamente non mancano i settori nei quali fare di più: le difficoltà più avvertite dalla popolazione sono le politiche sociali, l’ambiente e l’integrazione.

IL CONTRIBUTO DEI MANAGER

Prioritalia ha poi rivolto ai cittadini intervistati una domanda ulteriore, su quale sia il ruolo che i manager possono svolgere nelle città di domani. La risposta non lascia spazio alle interpretazioni: il 78% degli italiani è, infatti, convinto che il contributo attivo dei manager possa essere molto utile per le amministrazioni locali. Da valorizzare, soprattutto per soddisfare alcune esigenze fondamentali: il reperimento delle risorse economiche, la gestione virtuosa dei conti, l’innovazione, la costruzione di strategie di lungo termine.

I MANAGER E LA POLITICA

Un apporto sottolineato anche da Maria Elena Boschi nel suo saluto introduttivo. Secondo il ministro, c’è una caratteristica, in particolare, che i politici devono prendere in prestito dai manager: quella qualità è il rapporto inscindibile tra risultato e tempo, perché non può esserci il primo senza che venga rispettato il secondo. Boschi ha poi evidenziato quanto il governo di Matteo Renzi – a suo dire – stia facendo per le città: ha quindi citato la legge Delrio sulle città metropolitane, la riforma della Costituzione con il nuovo Senato in cui avranno un ruolo anche i sindaci e il codice degli appalti varato neppure 10 giorni fa da Palazzo Chigi, che – ha detto – consentirà di rinnovare il rapporto tra pubblico e privato.

IL FATTORE TEMPO

Degli elementi positivi che un manager è in grado di trasferire nelle amministrazioni locali, ha parlato il presidente di Federmanager Stefano Cuzzilla. “Il fattore tempo è fondamentale“, ha affermato Cuzzilla, secondo il quale è necessario che ci sia una contaminazione positiva tra il mondo del pubblico e il mondo del privato. E’ però indispensabile – ha avvertito Cuzzilla – che i manager siano svincolati da logiche di tipo politico. “Chi guida una municipalizzata non può essere il primo dei non eletti. Si deve trattare di manager a cui bisogna consentire di organizzare il proprio progetto industriale su base triennale o quinquennale“, ha concluso.

IL CONTRIBUTO DEI PRIVATI

Posizione condivisa da Paolo Messa, consigliere di amministrazione della Rai e fondatore di Formiche. “I manager possono essere un valore aggiunto nell’amministrazione della cosa pubblica“, ha detto Messa, che – a tal proposito – ha citato l’esempio positivo di Milano, dove i due candidati più quotati – Beppe Sala e Stefano Parisi – arrivano entrambi da esperienze manageriali. L’augurio è che una nuova, virtuosa, collaborazione tra pubblico e privato possa concretizzarsi anche a Roma, quale condizione imprescindibile per il rilancio della città eterna.

LE CITTA’ E IL VENTURE CAPITAL

D’altronde, amministrare una metropoli è, in fondo, simile a guidare un’azienda privata con decine di migliaia di dipendenti. Un mestiere che sarà sempre più complesso, anche perché i numeri mondiali evidenziano la crescita esponenziale del ruolo delle città. L’amministratore delegato di Microsoft Italia Carlo Purassanta ha indicato i dati più significativi: le città rappresentano solo il 2% del territorio mondiale ma ospitano il 50% della popolazione e producono l’80% del PIL complessivo. Tra le mancanze del sistema Italia che Purassanta individua, una delle principali è la debolezza del venture capital, ossia il capitale di rischio investito per finanziare l’avvio o la crescita di un’attività in un settore ad alto potenziale di sviluppo. “Nel 2015 – ha detto Purassanta – abbiamo raccolto in Italia solo 100 milioni. Una cifra considerevolmente inferiore a quella che si registra in altri Paesi“.

L’INDIPENDENZA DEI MANAGER

L’amministratore delegato di Acea Alberto Irace ha invece sottolineato che tipo di qualità debba avere un bravo manager. L’onesta e la trasparenza, certo, ma anche l’indipendenza, sia dalla politica che dagli azionisti. Quindi ha evidenziato quanto la digitalizzazione possa essere importante per le città di domani: “E’ un’opportunità per garantire ai cittadini servizi sempre più efficienti“. A tal proposito, ha anche ricordato l’impegno di Acea “per cablare in fibra ottica Roma“. Infine, una considerazione di sistema: secondo Irace, l’obiettivo verso cui tendere deve essere quello di “ridurre il perimetro del controllo pubblico sulle imprese“, con la contestuale attribuzione di una più ampia funzione di regolazione allo Stato e alle sue diverse articolazioni.

Condividi tramite