Dall’archivio dello studio legale panamense Mossack Fonseca sono stati trafugati 11,5 milioni di file segreti, finiti poi in mano all’International Consortium of Investigative Journalist (ICIJ): raccontano decenni di attività offshore tra riciclaggio e evasione fiscale, di 215 mila imprese. È stata già definita la più grande fuga di notizie della storia moderna, una mole di oltre 2,6 terabyters che coinvolge personaggi di primo piano della politica, dell’imprenditoria, del mondo dello spettacolo e dello sport: inchieste aperte nelle procure di mezzo mondo. I “Panama Papers”, così ribattezzati come chiaro riferimento ai “Pentagon Paper”, i documenti che incastrarono il segretario alla Difesa dell’amministrazione Nixon sulla guerra in Vietnam nel 1971.

LEADER E VIP

Il primo ministro islandese Sigmundur Davíð Gunnlaugsson, uno tra i 72 capi di stato e governo tra ex e incarica coinvolti, s’è detto già pronto a dimettersi: oltre 800 gli italiani, tra questi secondo l’Espresso anche il numero uno di Alitalia Luca Cordero di Montezemolo e altri nomi dell’imprenditoria della Penisola su cui il settimanale annuncia “nei prossimi giorni, una volta completate le nostre verifiche, daremo conto di questi affari offshore”. Tra gli altri personaggi famosi coinvolti, la famiglia del premier inglese David Cameron, il calciatore sette volte Pallone d’Oro Leo Messi, la star del cinema d’arti marziali Jackie Chan, alcuni tra i vertici del partito comunista cinese. In mezzo ci sarebbe anche il presidente russo Vladimir Putin, il cui nome non compare mai direttamente, ma molti elementi riconducono a lui: si tratta di oltre un miliardo di dollari, cifra gestita da Banca Rossiya, soggetta a sanzioni, e da alcuni dell’inner circle putiniano, uscita nel 2014 dopo l’annessione della Crimea. I dati contengono anche notizie su società offshore segrete legate alle famiglie e ai soci dell’ex presidente egiziano Hosni Mubarak, dell’ex leader libico Muammar Gheddafi e del presidente siriano Bashar al-Assad.

UN CONFRONTO CON WIKILEAKS

Nei documenti è spiegato come la Mossack Fonseca abbia aiutato i suoi clienti a schivare ogni genere di controllo ed eludere le tasse, con giri di denaro in altri Paesi e creazione di società ad hoc e uso di beneficiari fantoccio per deviare il fisco. Gerard Ryle, direttore del Consorzio (ICIJ), ha detto che i documenti rappresentano il lavoro quotidiano di copertura che la società legale ha fatto per oltre 40 anni. Secondo il Guardian sono qualcosa di più grande e importante dell’intera Wikileaks. I documenti trafugati, sono stati prima passati al quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung, che poi per la mole ha deciso di condividerli con ICIJ: ora 107 organizzazioni media (in 78 paesi) ne hanno ottenuto copia, quasi tutte hanno ammesso di non conoscere l’identità della fonte. È stato creato addirittura un sistema informatico a prova di hacker, Promethus, per la condivisione delle informazioni dell’indagine: all’interno un forum, tramite il quale i giornalisti potevano essere in continuo contatto e condivisione di informazioni.

I NUMERI DELLA MOSSACK FONSECA 

“Riservatezza e mistero circondano da sempre una macchina oliata, capace di allestire veicoli societari nei più lontani paradisi fiscali, grazie a più di 30 uffici dislocati dappertutto: Bahamas, British Virgin Islands, Gibilterra, Lussemburgo, Svizzera, Samoa, Seychelles e tanti altri” scrive Leo Sisti dell’Espresso, uno tra i tanti giornalisti che stanno curando l’inchiesta a proposito dello studio legale di Panama. Sono 203 i Paesi di provenienza dei clienti (ossia, tutto il mondo), oltre 14 mila gli intermediari finanziari che hanno lavorato con lo studio, 511 le banche e gli istituti di credi coinvolti (tra questi istituti enormi, come la Commerzbank, la seconda più grande banca tedesca, su cui lo scorso anno è scattato un blitz dopo che le autorità avevano ottenuto alcuni dei dati dell’inchiesta: la banca è stata poi multata a suon di milioni di euro per aver aiutato suoi clienti a evadere le tasse).

GLI APPROFONDIMENTI DI FORMICHE.NET:

Panama Papers, operazioni lecite o illecite? Parlano i fiscalisti. L’articolo di Simona Sotgiu
Ramón Fonseca e Jürgen Mossack, chi sono i fondatori dello studio legale al centro di Panama Papers. L’approfondimento di Rossana Miranda

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