Fatti, nomi, numeri, ricostruzioni e indiscrezioni

Si profilano nuove fibrillazioni tra le maggiori società editoriali. Mentre non si è ancora affievolita, anzi, l’eco dell’uscita del gruppo Caltagirone dalla federazione degli editori (Fieg) per la vicenda legata ai poligrafici, con possibili ricadute anche sul fondo previdenziale Casella, emergono latenti tensioni su alcuni dati Ads relativi agli abbonamenti digitali. Ma andiamo con ordine.

COSA FA ADS

La società Ads “certifica e divulga i dati relativi alla tiratura e alla diffusione e/o distribuzione della stampa quotidiana e periodica di qualunque specie pubblicata in Italia”, basandosi sui dati dichiarati mensilmente dagli editori. I dati vengono verificati da Ads, tramite Società di Revisione, in due modi: attraverso una verifica interna (“avviene presso ciascun Editore o presso il suo Distributore Unico Nazionale”) e una esterna (“presso i distributori locali”). Per le verifiche interne ogni Editore può scegliere tra le diverse Società di Revisione legittimate da Ads, mentre la verifica esterna viene affidata da Ads a una sola delle società. Il confronto tra le due verifiche, fatto dalla Commissione Lavori, stabilirà se rilasciare il Certificato Ads oppure procedere con ulteriori accertamenti. Sono previsti anche controlli mensili “nel caso si evidenzino scostamenti oltre le soglie previste dal regolamento tra il dato mensile stimato e il dato mensile contabile”.

LE INDISCREZIONI DI FORMICHE.NET

In Ads (Accertamenti diffusione stampa) la domanda che ci si pone in questi giorni è se sospendere o no il dato “vendite multiple copie digitali”, a causa di qualche “bisbiglio” e una richiesta di chiarimenti da parte di un gruppo editoriale estero, come ricostruito in un articolo di Formiche.net. Ma a cosa ci si riferisce quando si parla della colonna “vendite multiple copie digitali” delle tabelle pubblicate dalla società ora presieduta da Carlo Mandelli (subentrato alla dimissionaria Azzurra Caltagirone)? Ecco qualche numero e qualche chiarimento.

COSA SONO LE VENDITE MULTIPLE

Cosa si intenda quando si parla di “vendite multiple copie digitali” è spiegato nel regolamento per le edizioni digitali 2015 pubblicato sul sito di Ads: “Per vendite multiple si intende un’offerta commerciale che prevede a fronte di un’unica transazione economica la messa a disposizione di un numero di utenze individuabili pari agli abbonamenti o alle copie acquistate”. Si tratta dunque di pacchetti di abbonamenti venduti assieme, ma da cui derivano, poi, diversi abbonati. La vendita delle copie digitali, si legge nel regolamento, deve essere almeno pari al 30% dell’edizione cartacea e sono certificabili solo le utenze attivate verificabili, ossia “verificate dalla Società di Revisione nell’ambito di un contratto di vendita multipla sottoscritto da un unico acquirente”.

QUALCHE NUMERO

La rilevazione dei dati sulla vendite delle copie digitali dei quotidiani da parte di Ads è iniziata a gennaio 2013. In questo ambito, i dati sono suddivisi in tre categorie: “vendite copie digitali”, “vendite multiple copie digitali” e “vendite abbinate copie digitali”. Per i sette quotidiani analizzati da Formiche.net (Avvenire, Corriere della Sera, Fatto Quotidiano, Messaggero, Repubblica, Sole 24 Ore e Stampa), il dato sulle vendite multiple registra dati molto bassi, se non nulli (come per il Fatto Quotidiano), tranne che per il quotidiano della Confindustria, che registra una crescita esponenziale dal 2013 al 2016, passando da oltre 26mila copie multiple per il mese di marzo 2013 alle oltre 109mila di marzo 2016 (ultimo dato disponibile).

COPIE MULTIPLE DIGITALI

LO SCENARIO E LE PREOCCUPAZIONI

Ma la decisioni di sospendere o meno la pubblicazione dei dati sulle vendite multiple potrebbe avere ripercussioni sistemiche. Dice una fonte Fieg che preferisce l’anonimato: “Nel caso un gruppo in particolare si sentisse colpito da questa eventuale sospensione, ciò potrebbe provocare altre clamorose uscite. Una eventualità che i vertici Fieg cercheranno di scongiurare”. Anche perché, si sottolinea in ambienti sindacali, già l’uscita del gruppo Caltagirone sta facendo ulteriormente scricchiolare i conti del fondo previdenziale Casella riservato ai poligrafici e alimentato proprio dai versamenti degli editori. Comunque le rispettive diplomazie, seppure tra tensioni patenti, stanno cercando di evitare ulteriori spaccature.

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