Le proposte e le ambizioni politiche del segretario della Lega Nord raccontate nel suo libro "Secondo Matteo" pubblicato ieri

Che Matteo Salvini ambisse a guidare il centrodestra e a sfidare in prima persona Matteo Renzi, si era capito da un pezzo. Adesso però c’è la prova provata. Il segretario della Lega Nord ha messo nero su bianco l’ambizione di essere il nuovo leader della coalizione e il candidato premier alle prossime elezioni politiche nel suo libro pubblicato oggi da Mondadori, dal titolo “Secondo Matteo. Follia e coraggio per cambiare il Paese“.

SALVINI E GLI ALLEATI

Un obiettivo per raggiungere il quale Salvini è consapevole sia necessario sgomberare il campo dagli altri leader dell’area del centrodestra. Com’era immaginabile, uno in particolare sembra preoccuparlo. Non è Giorgia Meloni che pure nel dubbio ha spinto a candidarsi a sindaco di Roma, ovviamente nella speranza che conquisti la Capitale ma anche in modo da far svanire qualsiasi possibile equivoco sul tema. Quel leader è Silvio Berlusconi al cui pensionamento Salvini dedica alcune delle pagine più rilevanti del libro.

SALVINI IL ROTTAMATORE

Il capitolo da non perdere è l’ultimo – dal titolo “La storia la cambiano i folli” – nel quale, oltre a delineare le sue principali idee per l’Italia, Salvini prende di petto la questione della leadership e del ruolo di Berlusconi. “Fino al 2013 il pallino è rimasto nelle sue mani, anche perché il consenso popolare era dalla sua parte. Ma ora non è più così“, ha scritto Salvini in apertura di capitolo. Una posizione poi e rafforzata dai giudizi quasi sprezzanti formulati nei confronti di Forza Italia, descritta come “un partito in calo, indebolito da faide interne e dilaniato dal Patto del Nazareno“. Un partito – ha aggiunto ancora Salvini – caratterizzato “soprattutto” dall’avere “un leader politico al quale riconosco un ruolo fondamentale ma che oggi non può più essere il cardine della coalizione“.

SILVIO SECONDO MATTEO

Sono tre – secondo Salvini – i motivi per i quali Berlusconi non potrà più essere il leader del centrodestra. Innanzitutto – scrive – una ragione “di tipo anagrafico“. “Renzi ha quarant’anni, non si può immaginare un futuro confronto con lui quando si è nati nel 1936“, afferma. Il secondo motivo è giudiziario: Berlusconi – mette il dito nella piaga il segretario della Lega –  è stato allontanato dal Senato in virtù della legge Severino ed in questo modo è stata azzoppata “di fatto la sua libertà d’azione politica“. Ad onor del vero, Salvini sul punto Berlusconi lo difende: “Il Cavaliere è stato messo fuorigioco da una magistratura troppo politicizzata e da una legge a mio parere sbagliata“. Poi però – quasi sibillino – aggiunge: “Una legge nata anche grazie a Forza Italia“. Che la votò ai tempi del governo Monti della cui maggioranza faceva parte.

IL CENTRODESTRA DI SALVINI

E’ il terzo, però, il motivo più politico utilizzato per spiegare come il centrodestra sia ormai a trazione salviniana (anche se molti degli alleati non sembrano così persuasi da questa ipotesi, come emerge anche dalle interviste di Formiche.net ad Antonio Tajani e Andrea Augello): “La Lega oggi è il partito più forte della coalizione e quindi tocca a me l’onere e l’onore di guidare l’opposizione contro il Pd“. L’opposizione e, dunque, – almeno secondo lui – pure la coalizione alle prossime elezioni. Il leader del Carroccio ha poi commentato i sondaggi che danno il suo partito intorno al 15%. “Non mi basta“, “in politica si deve vincere“, altrimenti “è necessario cambiare mestiere“, annuncia, prima di lanciarsi in una professione di ottimismo: “Spero di fare il segretario per il minor tempo possibile e andare al governo per cambiare le cose“.

LE PROPOSTE FISCALI

Tra le idee politico-economiche, la prima ad essere illustrata riguarda il fisco, il cui “cardine” è rappresentato “dalla flat tax, la famosa aliquota unica che noi vediamo come ottimale al 15%“, commenta. Il segretario della Lega propone poi di abolire progressivamente “tutte le tasse slegate dal reddito reale, in primis IRAP e tasse sulla casa“. Confermato, inoltre, uno dei cavalli di battaglia salviniani – l’abolizione degli studi di settore – per cui il leader del Carroccio si dice convinto di avere l’appoggio “dell’enorme platea degli artigiani, dei liberi professionisti e dei commercialisti“.

L’EURO E L’EUROPA

Politiche fiscali di cui Salvini parla anche per introdurre un altro dei temi su cui insiste da tempo: il futuro dell’Europa e dell’euro. “Dovranno essere rivisti il trattato sul fiscal compact e il dogma del pareggio di bilancio, con i quali ogni riduzione vera delle imposte è impossibile“, argomenta. Contestazioni che accentua quando tocca l’argomento euro, “la moneta unica che ci hanno rifilato, vantaggio unico per i tedeschi e fregatura unica per tutti gli altri“. “Una moneta senza popolo e senza futuro, da superare“, conclude.

LE POLITICHE PER LA FAMIGLIA

Altra priorità economica indicata da Salvini è la famiglia. “La Lega propone di concentrare le risorse sul sostegno alla famiglia e alla natalità“, scrive il leader del Carroccio. In quest’ottica le proposte concrete prevedono “la gratuità degli asili nido sul modello francese, forti assegni per le famiglie di cittadini italiani che danno alla luce figli oltre il secondo e una fiscalità a misura di famiglia“. L’obiettivo in tal senso è far sì che gli italiani tornino a far figli e che “il ricambio della popolazione” non avvenga “con l’immigrazione incontrollata“. Interventi da finanziare attraverso una serie di misure, tra cui Salvini non esita a inserire anche la regolarizzazione e tassazione della prostituzione, “togliendola dalle strade e dal controllo delle mafie e portandola alla luce del sole, come avviene nei Paesi più civili e sviluppati“.

LA SICUREZZA

Non poteva ovviamente mancare una parte dedicata alla sicurezza, uno dei temi che connotano maggiormente il Salvini pensiero. Il segretario della Lega parla di “forze dell’ordine umiliate” dal governo Renzi, “con pochi soldi a disposizione e un ministro – Angelino Alfano – decisamente non adeguato“. Il programma da questo punto di vista è già pronto. Salvini propone “l’abolizione del reato di eccesso colposo di legittima difesa” e “il potenziamento delle forze di polizia“, eventualmene da attuarsi anche con “l’unione di corpi oggi divisi“. E, ancora, “la lotta all’abusivismo di campi rom o centri sociali che diffondono degrado e criminalità“, “il controllo delle frontiere e il forte contrasto all’immigrazione clandestina” e “la castrazione chimica per pedofili e stupratori“. Soprattutto – tuona Salvini – è necessario che sia ristabilita “la certezza della pena“: “Se sbagli paghi, e paghi fino in fondo“.

RENZI E LE ELEZIONI

Nell’ultimo paragrafo del libro, Salvini si lascia andare anche ad una previsione politica. “Penso che si voterà nel 2017“, scrive, perché “Renzi cadrà vittima della sua arroganza, delle sue promesse non mantenute che hanno fatto dell’Italia un Paese impaurito e precario“. E’ convinto di farcela Salvini, anche grazie al sostegno della sua squadra che – evidenzia ancora polemico – è “ben diversa dal circolo di amici e mediocri di cui si è circondato Renzi“.

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