Attacca Walter Veltroni, critica Francesco Gaetano Caltagirone, sballotta la metro C, distrugge il progetto del nuovo stadio della Roma e stronca le Olimpiadi. Sono alcune delle posizioni del prossimo assessore all’urbanistica di Roma, Paolo Berdini. voluto dalla grillina Virginia Raggi, che domenica scorsa ha surclassato al secondo turno Roberto Giachetti sostenuto dal centrosinistra.

LE PRIME PAROLE DI BERDINI

Urbanista e ambientalista, Paolo Berdini è l’assessore all’urbanistica in pectore della Capitale guidata da Virginia Raggi. Il suo curriculum indica pubblicazioni di libri (La città in vendita, Donzelli, 2008, e Breve storia dell’abuso edilizio in Italia, Donzelli, 2010) e consulenze per la Regione Lazio, e i suoi contributi sulla visione dello sviluppo urbano nelle città sono stati ospitati, nel corso del tempo, su l’Unità (pre renziana) e il Manifesto, il Corriere della Sera e Libero. Ha definito Walter Veltroni “il peggior sindaco dal punto di vista urbanistico” e si è espresso spesso contro il potere dei costruttori che “controllano” Roma, scontrandosi anche con Francesco Gaetano Caltagirone nel dibattito aperto sugli eventuali lavori per le Olimpiadi del 2024. Ecco cosa Berdini ha detto e scritto non solo negli ultimi giorni ma anche negli ultimi anni.

CAMBIARE IL PIANO REGOLATORE

È stato firmato da Walter Veltroni (“il peggior sindaco dal punto di vista urbanistico”, sostiene Berdini parlando col Corriere della Sera) il Piano Regolatore del 2008, definito “il più scellerato piano urbanistico che Roma abbia mai conosciuto” in un intervento pubblicato nel libro Rome Nome plurale di città a cura di Giorgio de Finis e Fabio Benincasa, molto prima di essere chiamato da Raggi nella futura giunta capitolina. “Col Piano regolatore del 2008 – ha aggiunto Berdini al Corriere – gli accordi di programma e le compensazioni, è esplosa la città. Le periferie sono diventate sempre più lontane e Roma, anche col ricorso ai derivati, è fallita proprio a causa dell’Urbanistica”. Per questo Berdini intende modificarlo, passando dalla “quantità alla qualità”. “Lo farò con il consenso di tutti i protagonisti della scena urbana – ha spiegato l’assessore -. Un elemento aiuta a pensare a una città differente: i valori immobiliari delle periferie sono in picchiata da anni. Dunque costruendo si abbasserebbero maggiormente quelli delle case di tante famiglie romane. Non c’è più bisogno di costruire”.

L’URBANISTA DI SINISTRA

Roma per rimettersi in piedi – secondo Berdini – deve cambiare la sua idea di sviluppo: niente più cemento dovuto alla “deregulation urbanistica” che ha portato a “150mila alloggi nuovi invenduti mentre circa 50mila persone vivono in baracche o in situazioni precarie di occupazione” nella Capitale. “È il fallimento delle politiche liberiste”, scrive ancora Berdini, in cui “la domanda dei ceti poveri non incontra più “il mercato” e la città capitale affonda nel degrado. È dunque soltanto con un lungimirante progetto pubblico che si può pensare al riscatto della capitale”. Perché con Raggi che non è schierata né a destra né a sinistra? Perché c’è una “convergenza sui fatti reali”, ossia la convinzione che l’urbanistica sia una materia pubblica e che spetti all’amministrazione comunale disegnare il futuro sostenibile. “Ho collaborato spesso coi Cinque Stelle in Parlamento – ha spiegato Berdini – poi mi ha chiamato Virginia. Con loro c’è una sintonia, anche se io vengo dalla sinistra: Pci, Pds, Ds, Pd, più le altre varie forme”.

I TRASPORTI ROMANI E LA METRO C

“La costruzione di metropolitane è ormai il passato”, ha dichiarato l’assessore al Fatto Quotidiano il 15 giugno scorso, parlando di come si potrebbero collegare le zone periferiche di Tor Vergata, Tor Bella Monaca con il centro della città. Sono invece i tram i mezzi di trasporto su cui investire per migliorare il trasporto pubblico cittadino, soprattutto nelle periferie abbandonate a loro stesse e scollegate sia tra loro che con il centro della città, ed è per questo che nei primi 100 giorni Berdini intende “accorciare le distanze tra periferia e centro. Il segnale elettorale è questo. Le periferie hanno voluto un cambiamento perché sono state abbandonate”. In attesa di capire come l’assessore intende agire per sbloccare (e eventualmente modificare) il cantiere della Metro C, dal blog ospitato sul fattoquotidiano.it Berdini definiva nel 2014 la Metro C “un caso da manuale di sperpero di denaro pubblico” (qui l’approfondimento di Formiche.net sui lavori infiniti della Metro C), facendo lievitare ulteriormente le spese che graveranno sulle spalle dei cittadini. “Credo che sia inaccettabile pensare di spendere denaro pubblico per una metropolitana che non avrebbe stazioni da piazza Venezia a oltretevere – ha dichiarato Berdini -. È evidente che bisognerà studiare in accordo con gli operatori privati un differente percorso”.

LE OLIMPIADI E LO SCONTRO CON CALTAGIRONE

Per tutta la durata della campagna elettorale, prima dei ballottaggi e poi nelle due settimane successive al primo turno, il neo sindaco Virginia Raggi ha dichiarato che in caso di vittoria le Olimpiadi del 2014 non sarebbero state parte del suo programma (aveva votato “no” in consiglio comunale). Ed è proprio sulle Olimpiadi – che porterebbero investimenti per nuove infrastrutture e per la valorizzazione di quelle già presenti – che Paolo Berdini ha toccato un terreno delicato, facendo il nome di Francesco Gaetano Caltagirone e del Gruppo Vianini di cui Caltagirone è azionista di controllo (possiede il 50,045% delle azioni). Il villaggio olimpico per ospitare gli atleti provenienti da tutto il mondo, infatti, nel caso in cui Roma dovesse vincere l’assegnazione, verrebbe costruito nei terreni di proprietà dell’Università di Tor Vergata (zona periferica di Roma sud) in cui la Vianini ha una concessione esclusiva di costruzione. In quei terreni, ha spiegato Berdini intervistato dalla trasmissione La Gabbia (qui il video completo), è presente l’incompiuta più grande d’Italia: La Città dello sport progettata dall’architetto Santiago Calatrava, struttura che avrebbe dovuto ospitare i mondiali di nuoto del 2009, ma che poi a causa dei ritardi nella costruzione vennero spostati al Foro Italico. I lavori, affidati alla Vianini Lavori del gruppo Caltagirone, furono sospesi dopo una spesa di 400 milioni di euro e sono tutt’ora incompiuti. In attesa di capire se Roma avrà davvero qualche possibilità di vittoria nell’assegnazione, secondo Berdini “sembra dunque giusto che ci sia da parte del nuovo sindaco una riflessione per comprendere se davvero non ci siano altre priorità”.

LA RISPOSTA PUBBLICATA DAL MESSAGGERO

Le parole del neoassessore non sono certo passate inosservate. Una risposta a lui, e al programma televisivo di Gianluigi Paragone, è arrivata dalle pagine del Messaggero: “In riferimento a quanto apparso nel servizio ‘Caltagirone & C: chi comanda davvero a Roma’ a cura di Manuele Bonaccorsi andato in onda durante la trasmissione La Gabbia, e per evitare strumentalizzazioni elettorali sul delicato tema delle Olimpiadi a Roma, il Gruppo Caltagirone, che vuole rimanere estraneo alla contesa elettorale, ritiene doveroso precisare quanto segue: nessuna società del Gruppo possiede terreni a Tor Vergata né in quel quadrante di Roma. I terreni di cui si parla nel servizio sono di proprietà pubblica (Università Tor Vergata)”, si legge nella nota pubblicata dal quotidiano romano diretto da Virman Cusenza, che prosegue: “La società Vianini Lavori del Gruppo Caltagirone, insieme ad altre 9 imprese di costruzioni (e quindi senza alcuna esclusiva), è concessionaria dei lavori per l’Università. Ciò a seguito di gara europea vinta nel lontano 1987. La quota di Vianini Lavori nel Raggruppamento Temporaneo di Imprese è di circa il 33%. Il Gruppo Caltagirone ha quindi incaricato i propri avvocati di procedere giudizialmente nei confronti del conduttore del programma Gianluigi Paragone, dell’autore del servizio Manuele Bonaccorsi, del Dott. Giovanni Caudo e del Dott. Paolo Berdini per le affermazioni gravemente distorsive della verità e lesive della propria onorabilità”. Bedini ha ribattuto dalle pagine del Manifesto spiegando che quella detta a La Gabbia è “una verità incontrovertibile” confermata dalla stessa nota del Gruppo Caltagirone, ossia che “la Vianini, ha la regia delle realizzazioni all’interno del comprensorio. Dunque nel caso venissero costruite le abitazioni per gli atleti sarebbe quel consorzio a realizzarle”.

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