L'analisi dell'economista Chiara Oldani

Nel desolante panorama di vuoto programmatico delle elezioni amministrative che accomuna molte città coinvolte dal voto nel ponte della festa della Repubblica, voglio portare all’attenzione dei lettori di Formiche.net un argomento che è stato completamente e volutamente ignorato nel dibattito elettorale, ma che non potrà essere ignorato dai cittadini, chiamati, infine, a pagare il conto.

In questi ultimi giorni di campagna elettorale i candidati sindaco promettono crescita, stringono mani, offrono soluzioni e proposte di lavoro, ma sul grado di realizzazione di queste promesse non scommetterei un euro di plastica, di quelli che uso per il carrello al supermercato.

Dopo le elezioni, con il caldo di luglio, le giunte neoelette approveranno il bilancio per l’anno passato, il 2015, gridando allo scasso, allo spreco o, se rinnovate nell’incarico, al trionfante successo gestionale.

Il Comune di Torino, come molti altri, ha sottoscritto negli scorsi anni contratti derivati OTC e dal 2012 è obbligato a descrivere in bilancio tutte le passività in essere, compresi gli strumenti di gestione del debito, come appunto i contratti derivati OTC. Vediamo i numeri.

Nel 2012 il Comune di Torino ha oltre tre miliardi e trecento milioni di debito, sceso di soli 200 milioni nel 2014. La stessa amministrazione ha in essere circa 800 milioni di euro di derivati OTC scritti su questo debito e paga interessi passivi che vanno dai 16 ai 18 milioni di euro annui (2012-2014). I contratti derivati sottoscritti dal Comune producono anche interessi attivi, incassati dal Comune, per cifre che vanno dai 15 ai 7 milioni di euro annui. Sarebbe di grande interesse avere copia di questi contratti, capire che scenario economico-finanziario sottendono, i loro effetti. Ancora meglio sarebbe sapere cosa i candidati sindaco pensano di fare di queste passività connesse al debito monstre di Torino. So per prima che la materia è tecnica, che si vota solo di domenica, che ci sta un bel ponte, che gli italiani d’estate non s’indignano, ma è davvero fastidioso quest’inutile chiacchiericcio elettorale senza scopo, parlare di materie che non sono di competenza del Comune, per essere sicuri di non “sbagliare”.

Airaudo, Appendino, Fassino, Morano, Napoli, Rizzo e Rosso diteci, che ne sarà di questi contratti?

 

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