Che cosa si legge, e che cosa è scritto in controluce, nel documento riservato rivelato dal Washington Post

Josh Rogin del Washington Post ha rivelato un documento riservato che dovrebbe essere la bozza del testo con cui Russia e Stati Uniti sigleranno un accordo di collaborazione sulla Siria. È da diverso tempo che si parla di un avvicinamento tra le due potenze che fanno da riferimento a un folto gruppo di anti-Assad (gli americani) e sostenitori del regime (i russi). La prima cosa che si nota è che la proposta di collaborazione è più estesa di quanto fin qui speculato, “una profonda cooperazione” la definisce Rogin, e va dal coordinamento militare e di intelligence, fino al compiere attacchi aerei insieme.

OBIETTIVO AL NUSRA

John Kerry, il segretario di Stato americano, discuterà il documento con le controparti russe oggi, giovedì 14 luglio, durante la sua visita a Mosca. Salta all’occhio la disponibilità americana di aumentare gli attacchi contro la Jabhat al Nusra. JN è la filiale di al Qaeda in Siria ed è univocamente considerata un gruppo terroristico. Una sua ala interna, accusata di pianificare attacchi contro l’occidente e passata sotto un prima sconosciuto “Gruppo Khorasan”, è stata oggetto della prima salva di attacchi lanciata dagli Stati Uniti in Siria due anni, ma poi sotto i colpi dei caccia americani i qaedisti sono finiti relativamente poco. Il perché è presto detto: JN in diverse aree condivide la linea del fronte con altri gruppi ribelli, molti dei quali sono quelli che vengono considerati moderati dagli Usa e dai loro alleati (alcuni hanno anche ricevuto training e armamenti), e dunque il rischio è che colpendo i qaedisti si finisca per colpire anche gli altri. Questa partnership tra gruppi ribelli e JN s’è resa necessaria perché gli uomini di al Qaeda in Siria sono più forti, più determinati e hanno avuto nel tempo la possibilità di arricchire i propri armamenti svuotando gli arsenali assadisti: è una scelta pragmatica, abbandonare le letture idealiste per combattere meglio il regime, ma il deterioramento della guerra porta anche a questo.

UN FAVORE AD ASSAD

È univoco pensare che colpire JN significa fare un piacere al regime, perché sono proprio queste intese sul campo tra qaedisti e forze moderate a creare i maggiori problemi per Damasco; e infatti i russi si sono concentrati molto più su al Nusra che sullo Stato islamico. E per questo mettere al centro del mirino al Nusra significa un cambiamento politico per gli Stati Uniti. Un avvicinamento alle richieste di Vladimir Putin, una specie di favore a Bashar el Assad, e una definitiva riqualificazione internazionale della Russia. “Al momento non stiamo conducendo o coordinando le operazioni militari con la Russia, né è chiaro se si raggiungerà un accordo per farlo”, ha detto alla Reuters un alto funzionario del dipartimento di Stato, ma ha aggiunto che Kerry a Mosca avrebbe discusso come affrontare lo Stato islamico e Al Qaeda in Siria, così come gli sforzi per ridurre la violenza, consentire l’accesso umanitario e muoversi verso una transizione politica.

LA SALA OPERAZIONI CONDIVISA

La nuova intesa strategica prevede la creazione di un “Joint Implementation Group (JIG)“, ossia un centro di coordinamento tra ufficiali militari e dell’intelligence americani e russi che dovrebbe aver base ad Amman, in Giordania; il paese del re militarista Abdullah II ha ottimi rapporti sia con Mosca che con Washington. Il ruolo del JIG è “consentire un coordinamento esteso tra gli Stati Uniti e la Federazione russa al di là della sicurezza stabilita dalle procedure di volo”. Dovrebbero esserci sedi separate, ma anche un ufficio condiviso nel quale verrebbero definiti gli obiettivi attraverso la condivisione delle informazioni disponibili, e poi deciso quale forza aerea utilizzare. Su JN è prevista anche una clausola di unilateralità: in caso che forze a terra russe o siriane dovessero finire sotto attacco in non meglio definite “designated areas“, l’aviazione di Mosca potrà colpire senza coordinamento; e questo, inutile dire, apre ampi spazi per i russi che nel corso della loro campagna siriana hanno badato più a difendere Damasco che a combattere il terrorismo dello Stato islamico.

I RISCHI SUL FUTURO DELLA CRISI

Il documento si conclude affermando che gli Stati Uniti e la Russia dovrebbero completare un altro accordo entro il 31 luglio, per stringere la cooperazione militare e di intelligence, per redarre un piano per un cessate il fuoco a livello nazionale e intavolare un nuovo quadro d’intesa per una transizione politica in Siria. Da diverso tempo gli stati occidentali stanno pensando a un avvicinamento ad Assad sulla traccia dell’intesa tra Russia e Stati Uniti: un esempio di questa riqualificazione del rais siriano è la visita del capo del servizio segreto estero italiano di una settimana fa. Il rischio, scrive Rogin, è che questa partnership ufficializzata tra Washington e Mosca, concentrati anche nel colpire al Nusra oltre che l’IS, potrebbe apparire come un apertura al regime e favorire l’infuocarsi di nuove dinamiche di radicalizzazione tra i ribelli.

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