Il punto di Antonino D'Anna

Sarà un autunno caldo per il Papa. Perché sarà un autunno all’insegna di impegni, viaggi e… qualche malumore che è stato sopito. Proviamo a raccontarli a grandi linee.

MADRE TERESA

Il prossimo 4 settembre Madre Teresa di Calcutta sarà canonizzata. Il miracolo, avvenuto in Brasile nel 2008, riguarda Marcílio Haddad Andrino, ingegnere 35enne sposato e oggi con famiglia (un maschietto e una femminuccia) che il 9 dicembre di otto anni fa stava per morire a causa dell’idrocefalia e degli ascessi cerebrali. È stato guarito da una reliquia della futura Santa posta sul suo cuscino da padre Elmiran Ferreira Santos, parroco di Nostra Signora di Aparecida nel paese di São Vicente (Stato di San Paolo, Brasile) dove vive l’uomo, che si è ritrovato perfettamente sano davanti al medico che lo aveva lasciato sdraiato e farneticante sul lettino operatorio. Sarà una Santa Messa in San Pietro alle ore 10.00 del 4 settembre a riconoscere innanzi al mondo la santità di Madre Teresa; ma sarà preceduta da un ricco programma di mostre, preghiere, momenti di riflessione in Italia come a Kolkata, l’antica Calcutta.

IL VIAGGIO IN GEORGIA

Dal 30 settembre al 2 ottobre Jorge Mario Bergoglio sarà in Georgia e Azerbaijan. A Tblisi, il 30 settembre, incontrerà Ilia II, Catholicos e Patriarca di tutta la Georgia nel Palazzo del Patriarcato, insieme con la comunità assiro-caldea nella chiesa cattolica caldea di S. Simone il tintore. Messa il 1° ottobre nello stadio Meskhi e il 2 ottobre in Azerbaijan: a Baku incontro con pranzo con la locale Comunità Salesiana. Occhi puntati sull’incontro privato con lo Sceicco dei Musulmani del Caucaso nella Moschea “Heydar Aliyev” con il Vescovo ortodosso di Baku e con il Presidente della Comunità Ebraica. Il Papa atterrerà all’aeroporto di Ciampino attorno alle 22.00 ora italiana. Nell’udienza giubilare del 30 giugno scorso Francesco ha così descritto il suo viaggio: “Fra tre mesi compirò, a Dio piacendo, un altro viaggio in Georgia e Azerbaigian, altri due Paesi della regione caucasica”. E ancora: “Ho accolto l’invito a visitare questi Paesi per un duplice motivo: da una parte valorizzare le antiche radici cristiane presenti in quelle terre – sempre in spirito di dialogo con le altre religioni e culture – e dall’altra incoraggiare speranze e sentieri di pace”. Quindi: “La storia ci insegna che il cammino della pace richiede una grande tenacia e dei continui passi, cominciando da quelli piccoli e man mano facendoli crescere, andando l’uno incontro all’altro. Proprio per questo il mio auspicio è che tutti e ciascuno diano il proprio contributo per la pace e la riconciliazione”.

LA CHIUSURA DEL GIUBILEO

La Porta Santa di San Pietro sarà chiusa il 20 novembre, festa di Cristo Re dell’Universo. Quel giorno chiuderanno tutte le Porte Sante del mondo e il Giubileo straordinario sarà concluso: bisognerà aspettare – salvo sorprese – il Giubileo ordinario del 2025 per vedere un nuovo Anno Santo. Prima però ci sono una serie di impegni da affrontare: segnaliamo il Giubileo dei docenti universitari e dei centri di ricerca e di alta formazione il 7 settembre presso l’Aula Magna della Pontificia Università Lateranense; quello degli Operatori Sanitari il 21 ottobre; Fratello 2016 l’11 novembre, con l’arrivo a Roma delle persone in situazione di precarietà. Dall’11 al 13 novembre avremo “Noi poveri con Papa Francesco a Roma, nel cuore della Chiesa”. Fratello è un’associazione che organizza e anima eventi con e per persone in situazione di esclusione in partenariato con le associazioni che le accompagnano.
Già nel 2014 è stato organizzato a Roma un primo soggiorno per 200 persone. Ma quest’anno Fratello organizza il festival europeo della gioia e della misericordia, che permetterà a 6000 persone «fragili» e ai loro accompagnatori di vivere un momento straordinario a Roma e di incontrare a più riprese il Papa.

PAPA LUCIANI PRESTO VENERABILE?

È probabile che entro la fine dell’anno Papa Albino Luciani, che col nome di Giovanni Paolo I regnò sul Trono di Pietro appena 33 giorni nell’agosto-settembre 1978, sia proclamato Venerabile (dunque niente atti di culto pubblico) in attesa del miracolo valevole per la Beatificazione. Si parla di un Luciani Beato nel 2017: vedremo. Nel frattempo Parolin ha parlato di recente proprio di Papa Luciani, come ha raccontato l’Osservatore Romano. Solo un caso?

IOR E RIFORMA DELLA CURIA

Che cosa resta sul piatto? C’è lo Ior, l’Istituto per le Opere di Religione, che ha perso due membri del Board: si tratta di Carlo Salvatori e Klemens Boersig, che si sono dimessi a maggio di quest’anno. Per adesso si va avanti a vista, ma certo la questione dovrà essere affrontata e risolta. Quanto alla riforma della Curia, il 1° settembre il nuovo Dicastero per i laici, la famiglia e la vita entrerà in funzione: vedremo quale sarà il suo peso e come crescerà alla guida del nuovo Prefetto, l’ex Legionario di Cristo e arcivescovo di Dallas Kevin Farrell.

GLI ALTRI DOSSIER NEL VATICANO

Chiudiamo infine con la questione di monsignor Georg Gaenswein, che si era spinto a parlare di un “doppio papato” in condivisione tra Benedetto XVI e Francesco. Prima la smentita papale a giugno nel volo di ritorno dall’Armenia; poi l’uscita del segretario della Segnatura Apostolica (la cassazione vaticana) monsignor Giuseppe Sciacca che lo ha smentito; e per finire l’intervista di Benedetto XVI pubblicata da Repubblica nella quale il Papa emerito ha detto che la sua fedeltà al successore non è minimamente in discussione. Se qualche malpancista in Curia volesse continuare a mettere in mezzo l’emerito è ampiamente avvisato. In compenso, i lavori per la riforma della Curia procedono. Almeno così sembra.

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