L'approfondimento di Rossana Miranda

Si chiama Alghad FM la radio indipendente che sfida i terroristi dello Stato islamico con canzoni di musica pop, commenti calcistici, consigli di bellezza e salute. Le frequenze dell’emittente partono dal Kurdistan iracheno e si possono ascoltare fino a Mossul, bastione del Califfato in Iraq.

Il direttore della radio si fa chiamare Mohammed al-Musalli. Ha 28 anni, ha studiato ingegneria negli Stati Uniti ed è uno dei fondatori di Alghad FM. L’idea è nata nel 2015, quando la città – la seconda più grande dell’Iraq – è caduta sotto il controllo degli estremisti islamici. Dopo avere perso tutto, ed essere scappato con la sua famiglia, il senso di colpa nei confronti di coloro che sono rimasti intrappolati a Mossul ha spinto Musalli a fare qualcosa. La radio era l’unico modo per comunicare con i suoi cari.

COM’È NATA L’IDEA

Musalli descrive Alghad FM come la “prima stazione radio che trasmette musica e programmi culturali in una roccaforte di Isis”. In un’intervista con Al Jazeera Musalli ha detto che “era impossibile rimanere in contatto con coloro che sono ancora dentro la città. Così ho pensato che una radio poteva essere l’unico modo per comunicare con la mia gente”.

Musalli aveva cominciato con tre programmi ogni tre giorni, mentre oggi trasmette 24 ore al giorno per un totale di 16 programmi, alcuni in diretta, sette giorni alla settimana. La frequenza è riconosciuta dal governo regionale del Kurdistan e gli studi si trovano nel Kurdistan iracheno. Il giovane sostiene che il rischio più grande è stato raggiungere le zone dove collocare i ripetitori: ci sono volute sette ore per installare le antenne e l’intera infrastruttura. Musalli e il suo team sono riusciti a bloccare Al Bayan, la radio del Califfato, e a utilizzare la sua vecchia frequenza.

LA PROGRAMAZIONE

Dai benefici del suco di limone a come trattare i problemi ai reni. A Mossul mancano le medicine, per cui la diffusione dei rimedi fatti in casa è un servizio sociale. Alghad FM trasmette dai talk show ai programmi sullo spettacolo, il cibo e lo sport. Vanno in onda anche programmi culturali sulla poesia, la religione e l’intrattenimento. Gli argomenti più delicati, quelli che riguardano la sharia e l’ideologia di Isis, sono trattati da un vecchio storico musulmano. “Ci sono stati interventi di jihadisti che chiamano per spiegare il loro punto di vista. Ma anche telefonate per minacciare. Questo aumenta gli ascolti”, ha detto Musalli. Il programma “Io sono un cittadino” permette agli ascoltatori di sfogare le frustrazioni della vita sotto il regime di Isis.

TRA RISCHIO E SERVIZIO SOCIALE

Lavorare a Alghad FM è un atto di militanza molto pericoloso. Mohamed Al Zakaria è uno dei pochi speaker che ha svelato il suo vero nome. Conduce un programma sulla cultura e le tradizioni di Mosul. Ha 100mila collegamenti e 1300 commenti su Facebook.

Ad agosto un uomo ha chiamato per dire: “Mamma, se mi ascolti stai tranquilla, sono vivo e sono in Svezia”. “La Croce Rossa sostiene che più di un milione di civili vivono sotto il controllo di Isis a Mossul – si legge su Al Jazeera -. Alghad FM è diventato un modo per rompere l’isolamento e una nuova forma di resistenza”.

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