Sono pienamente d’accordo con Beppe Grillo: quello che è arrivato dagli Stati Uniti è un sonoro vaffa“. Parola di Elio Lannutti, uno degli alfieri italiani nella battaglia contro l’establishment economico-finanziario globale. Presidente dell’associazione dei consumatori Adusbef – che ha fondato alla fine degli anni ’80 – senatore dell’Italia dei Valori tra il 2008 e il 2013, dal 2014 è attivista del MoVimento 5 Stelle: Lannutti è oggi una delle voci più ascoltate nell’universo pentastellato e dallo stesso Grillo, che – spesso e volentieri – ospita sul suo blog gli articoli firmati dall’ex dipietrista, come accaduto con l’editoriale contro le Olimpiadi di Roma arrivato ben prima del no ufficiale di Virginia Raggi. “Parlo però solo a titolo di osservatore: queste opinioni sono mie e non del movimento“, premette in questa conversazione con Formiche.net.

Donald Trump è il nuovo presidente americano: ha festeggiato?

Non ha vinto Trump, ma il popolo americano che per troppo tempo è stato vessato dalle politiche economiche messe in campo dalla Casa Bianca. Il potere delle banche e della finanza, dai tempi di Bill Clinton in poi, non ha fatto altro che crescere e nel frattempo se ne sono andati in fumo 30 milioni di posti lavoro.

Ma qual è il suo giudizio sul miliardario Trump?

Bisogna rispettare chi vince le elezioni: lo valuto come il presidente eletto dal popolo americano. Ha saputo parlare all’America profonda, che le élite, invece, non sono state in grado di interpretare.

La vittoria di Trump è stata definita da Grillo come “un VDay pazzesco”. Vuol dire che il M5S è trumpista? 

Quel video lo condivido in toto: è un gigantesco vaffa. Simile in tutto e per tutto al VDay del 2007 al quale partecipai anche io.

Sì ma oltre al vaffa c’è qualcosa che unisce il M5S a Trump?

Ritengo che, allo stesso modo, interpreti il prevalente sentimento popolare: di rivolta nei confronti di questo sistema al potere che non ha fatto altro che peggiorare le condizioni di vita delle persone. Il messaggio di fondo, in entrambi i casi, che ci vuole una politica completamente diversa da quella che c’è stata finora.

Andando ai temi concreti: come Trump, ad esempio, il M5S è contrario al TTIP e non ostile verso Putin. Esiste questa somiglianza?

Dipende dalla questione che si considera. In alcuni casi questa coincidenza di vedute c’è, ma mi pare non si possa tracciare una regola generale.

A proposito di rapporti con Mosca e di TTIP?

L’embargo alla Russia è stato un errore come viene molto spesso sottolineato dagli esponenti del M5S. Stesso discorso per i trattati in stile TTIP: una vera e propria svendita della sovranità popolare che ci fa consegnare mani e piedi alle corporation e agli affaristi.

Trump è anche che quello che proponeva di costruire un muro al confine con il Messico.

I muri sono un errore: non mi faccia dire che sono d’accordo. Non lo sono e non lo è neppure il M5S. A conferma che non si può parlare di totale assonanza ma solo, in alcuni casi, di identità di vedute.

E’ giusto definire Elio Lannutti un’intellettuale antiestablishment diventato punto di riferimento per il mondo a cinquestelle?

Non sono e non voglio essere l’intellettuale di riferimento di nessuno. E’ da oltre trent’anni che combatto per i diritti, per la legalità e contro la corruzione. Sono contento che le mie idee vengano condivise e raccolte da questo movimento. Tutto qui.

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