Il più politico, forse, tra gli assessori di Virginia Raggi. Di sicuro, comunque, quello che il Campidoglio lo conosce meglio per averci a lungo lavorato negli anni ’90 nella squadra allora guidata da Francesco Rutelli. Ci sono anche queste ragioni alla base della nomina di Luca Bergamo a nuovo braccio destro del primo cittadino di Roma dopo il passo indietro obbligato di Daniele Frongia, che ha mantenuto le deleghe allo Sport e alle Politiche giovanili.

LA SCELTA INTERNA

Che la scelta sarebbe caduta su un membro della giunta, lo si era capito già nella serata di sabato, a seguito dell’infuocata riunione del gruppo consiliare dei cinquestelle in cui erano stati messi nero su bianco il ridimensionamento di Frongia e il siluramento di Salvatore Romeo. Dapprima si era pensato all’assessore alle Partecipate Massimo Colomban, poi – dopo la sua rinuncia – Raggi ha puntato dritta su Bergamo. In un certo senso un outsider nella multiforme galassia pentastellata, entrato in giunta attraverso canali tutti esterni al movimento. A segnalarlo all’entourage del sindaco – lo scorso maggio – pare sia stato Tommaso Montanari, il dalemiano cui inizialmente Raggi aveva offerto il ruolo di assessore alla Cultura. Delega che è stata poi assegnata a Bergamo, tra i primissimi ad accettare una collaborazione con i cinquestelle, alcuni giorni prima della vittoria al ballottaggio contro il candidato dem Roberto Giachetti.

I PRIMI MESI DA ASSESSORE

Ma quali sono state le mosse di Bergamo nei suoi primi sette mesi da assessore capitolino alla Cultura? Quali sono le sue priorità e i suoi piani per Roma? Sono lontani i tempi di Enzimi – il festival ideato dallo stesso Bergamo durante l’esperienza con Rutelli – divenuto un’iniziativa quasi di culto per i giovani romani degli anni ’90. Oggi la vita culturale della città eterna è da ricostruire dalle fondamenta, a tal punto che ancora non si sa se sarà confermato il tradizionale concertone di fine anno al Circo Massimo, dove – ad esempio – lo scorso anno si esibirono, tra gli altri, Edoardo Bennato e i Negramaro. Il rischio che salti – stigmatizzato da molti, specie via social – esiste ancora, ma Bergamo ha annunciato che il Campidoglio sta lavorando affinché si svolga: “Per il concertone della notte di capodanno abbiamo fatto un avviso pubblico. C’è una commissione tecnica che oggi valuterà i progetti ricevuti entro il 15 ed entro pochi giorni sapremo se ci sarà un concerto e chi suonerà al Circo Massimo. Sarà un evento autofinanziato con le sponsorizzazioni“.

UNA PROVENIENZA CHIARA

Che la sua formazione culturale sia “di sinistra”, non lo dicono solamente il suo curriculum e la sua storia personale e professionale (qui il ritratto che Formiche.net gli dedicò dopo la sua nomina ad assessore). Emerge chiaramente anche da alcune delle proposte che ha formulato e dai dossier di cui si è occupato. Un esempio in questo senso sono le parole positive che ha speso negli ultimi giorni per le autogestioni nelle scuole (che sono cosa ben diversa dalle occupazioni): un’esperienza, a suo modo di vedere, da incoraggiare perché in grado di produrre cultura dal basso: “E’ un momento in cui insegnanti e studenti vivono la scuola facendola diventare un posto ricchissimo di scambi culturali, incontri, attività e conferenze. Desidero, e spero di riuscirci il prossimo anno, ricostruire una stagione in cui le autogestioni nelle scuole – un momento in cui i ragazzi sono protagonisti di creazione di cultura – possano essere coordinate da istituti che si trovano in centro città e scuole in zone più svantaggiate, in modo che ciascuno goda di questa ricchezza“.

IL TEATRO VALLE

Conferme in tal senso arrivano anche dall’impegno che ha speso sulla vicenda del Teatro Valle, abbandonato dall’amministrazione pubblica dopo la chiusura dell’Eti (Ente Teatrale Italiano), poi occupato per tre anni – dal 2011 al 2014 – da un gruppo di artisti e attori e infine nuovamente chiuso al pubblico da un paio d’anni a questa parte. Nel frattempo, dopo lunghe trattative, la proprietà del teatro è passata nel 2016 al Comune di Roma. E a breve  – grazie a un accordo siglato con il ministero dei Beni Culturali e il Demanio – inizieranno i lavori di ristrutturazione e recupero per arrivare alla sua ufficiale riapertura. “Ci saranno tre fasi di lavori“, ha spiegato Bergamo, che poi ha aggiunto: “si partirà con la verifica degli impianti e la manutenzione ordinaria, si andrà avanti con la messa a norma e si  concluderà con il restauro“. Una volta riaperto, Bergamo ha anche detto di voler coinvolgere anche gli ex occupanti: “Questi erano i termini dell’accordo raggiunto con loro quando lo lasciarono. Non vedo perché non debba essere mantenuto. Le modalità dovranno essere viste e discusse anche con il Teatro di Roma, ma l’esperienza del Valle va preservata. Nel 2010 lo Stato ha deciso di chiuderlo e da quel momento il Valle non ha avuto un padrone. Nel 2011 queste persone si sono prese cura del teatro e lo hanno tenuto in vita per tre anni, con un intervento di cui dobbiamo essere grati“.

LA RIORGANIZZAZIONE NECESSARIA

Bergamo ha annunciato una delibera per razionalizzare la macchina capitolina anche dal punto di vista della cultura: “Una delle cose fondamentali per noi è riordinare le tante istituzioni culturali che il Comune direttamente controlla o partecipa perché sono troppo concentrate su se stesse e poco aperte alla città. Nei prossimi giorni verrà alla luce un provvedimento a cui abbiamo lavorato in questi mesi che fa un primo riordino delle tante istituzioni culturali“. Un piano che in fondo fa il paio con quello messo a punto da Colomban per le aziende partecipate.

I TRASCORSI DA RUTELLIAN PRODIANO

Tre le tappe fondamentali della sua carriera prima di abbracciare l’esperienza di Virginia Raggi e del MoVimento 5 Stelle. Negli anni ’90 in Campidoglio come capo delle politiche giovanili di Rutelli. Da direttore dell’Agenzia Nazionale per i Giovani durante il secondo governo di Romano Prodi con Giovanna Melandri ministro dei Beni culturali. E, infine, dal 2012 a Bruxelles come segretario generale di Culture Action Europe, network europeo nato con l’obiettivo di fare pressioni sulle istituzioni comunitarie a tutela e difesa di centinaia di musei, teatri, associazioni e biblioteca sparse nel vecchio continente. Un uomo di sinistra che però può contare estimatori anche a destra, come dimostra il commento del senatore di Forza Italia ed ex sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro: “La scelta di nominare vicesindaco Luca Bergamo è giusta e ragionevole. Dopo tanti svarioni finalmente la sindaca Raggi assume una decisione che potrà aiutare l’amministrazione comunale a ritrovare in fretta una sua visione d’insieme. Bergamo è persona solida e competente“.

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