Il punto di Andrea Picardi

L’annuncio è arrivato nel cuore della notte: Paola Muraro non è più l’assessore all’Ambiente del Campidoglio. L’ex manager Ama si è dimessa ieri dopo aver ricevuto dalla procura di Roma un avviso di garanzia per presunte violazioni del testo unico in materia ambientale.

L’ANNUNCIO DI VIRGINIA

E’ stata direttamente Virginia Raggi a comunicare la notizia alla città, neanche a dirlo con un video su Facebook postato verso le due di notte, nel quale ha raccontato di aver accettato il passo indietro del suo ormai ex braccio destro e di aver assunto lei stessa le deleghe sui rifiuti. “Ritengo importante dare continuità all’azione amministrativa sia nel risanamento di Ama che nel rilancio di tutto il settore ambientale“, ha commentato sinteticamente il sindaco.

LA VERSIONE DI MURARO

Poco dopo è arrivata anche con un comunicato stampa la versione della diretta interessata. “Tramite il mio legale la Procura di Roma mi ha notificato un avviso di garanzia in riferimento all’articolo 256 del Testo unico sull’ambiente“, ha spiegato Muraro. Che poi ha aggiunto: “Contestualmente sono stata informata che verrò ascoltata dalla Procura il prossimo 21 dicembre. Sono tranquilla e convinta di riuscire a dimostrare la mia totale estraneità ai fatti. Tuttavia, per senso di responsabilità istituzionale e per rispetto verso questa amministrazione, ho deciso di dimettermi in attesa di chiarire la mia posizione“.

TITOLI DI CODA

Una querelle – quella che si è conclusa oggi con le dimissioni di Muraro – iniziata subito dopo la sua nomina ad assessore lo scorso giugno. Il suo mandato sarà ricordato soprattutto per le polemiche che ha generato fin dagli esordi. Il braccio di ferro con gli allora vertici di Ama, i blitz in diretta Facebook per contestare l’utilizzo degli impianti romani di smaltimento dei rifiuti, le dure contestazioni che la stampa al gran completo gli ha sempre riservato. E poi soprattutto l’indagine a suo carico da parte della procura di Roma: iscritta nel registro degli indagati da aprile, Muraro ha sempre affermato di esserne venuta a conoscenza lo scorso luglio e di averne poi immediatamente informato Virginia Raggi. Una notizia divenuta di dominio pubblico al ritorno dalle vacanze durante un’audizione in Commissione Ecomafie, pochi giorni dopo il cosiddetto dimissioni day quando a lasciare furono in un colpo solo l’assessore al Bilancio Marcello Minenna (poi sostituito da Andrea Mazzillo), il capo di gabinetto Carla Raineri, il direttore generale e il presidente di Atac Marco Rettighieri e Armando Brandolese e il neo amministratore unico di Ama Alessandro Solidoro.

LA REAZIONE DEL MOVIMENTO

Quasi di sollievo la reazione all’interno del Movimento 5 Stelle: l’affaire Muraro, d’altronde, aveva assunto sempre di più le sembianze di una bomba ad orologeria pronta ad esplodere. Sarebbe potuto succedere una decina di giorni fa – a ridosso del voto referendario – o magari tra qualche mese quando gli italiani potrebbero essere chiamati di nuovo alle urne per le elezioni politiche. In quest’ottica che sia deflagrata ora non è poi così male per i cinquestelle che avranno più tempo per far dimenticare l’accaduto. Non sorprende, quindi, che i commenti arrivati dalla galassia pentastellata non siano quelli tipici di chi si stracciando le vesti. “Erano dimissioni dovute. L’avevamo sempre detto, in presenza di un avviso di garanzia chiederemo di fare un passo indietro. Credo che Muraro lo abbia fatto di sua volontà, va bene così“, ha commentato ad esempio la senatrice Paola Taverna, tra le più influenti a Roma e non solo. “Le dimissioni dell’assessore  e la decisione di accettarle da parte del sindaco rappresentano una reale scelta di coerenza“, le ha fatto eco il capogruppo dei cinquestelle in Assemblea Capitolina Paolo Ferrara.

LE OPPOSIZIONI RINGALLUZZITE

Sul piede di guerra – com’è naturale che sia – le opposizioni. L’addio di Muraro sembra aver ringalluzzito in particolare l’ala renziana del Pd, alla ricerca di un’occasione di riscatto dopo le ultime difficilissime settimane. “E mentre aspettava di dimettersi, quante cose potrebbe aver insabbiato visto il palese conflitto d’interessi che denunciamo da mesi? #Muraro“, ha twittato l’ex candidato sindaco Roberto Giachetti. “Dimissioni clandestine in piena notte“, ha rincarato la dose il deputato pd e condirettore de l’Unità Andrea Romano. Ironico, invece, su Facebook un altro renzianissimo come Luciano Nobili: “Ave Muraro, frigoriferi te salutant“.

IL CASO BERDINI

Le grane, per Virginia Raggi, potrebbero comunque non terminare con le dimissioni di Muraro. Da settimane si rincorrono incessanti le voci di un possibile passo indietro da parte dell’assessore all’Urbanistica Paolo Berdini. Il noto del contendere in questo caso è il nuovo stadio della Roma: il sindaco e il suo vice Daniele Frongia si stanno sempre più convincendo dell’opportunità di realizzarlo seppur con alcune limitate modifiche, mentre il responsabile dell’Urbanistica al riguardo ha manifestato in più di un’occasione dubbi molto più incisivi. Sarà il prossimo che abbandonerà la barca romana dei cinquestelle?

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