L'articolo di Zeffira Zanfagna

Manca sempre meno al 20 gennaio, giorno in cui Donald Trump prenderà ufficialmente il posto di Barack Obama, presidente uscente degli Stati Uniti. Nell’attesa, la famiglia Trump continua a fare la spola tra New York e Washington Dc.

Martedì sera il presidente eletto degli Stati Uniti è atterrato all’aeroporto di Washington “Ronald Reagan”, poco distante da Capitol Hill, per presenziare alla Chairman’s Global Dinner. Il magnate dell’immobiliare è poi ripartito la sera stessa per New York.

CHI C’ERA
L’eslusiva cena di gala – tenutasi il giorno stesso del compleanno dell’ormai quasi ex first lady Michelle Obama – cui  era possibile partecipare solo su invito, ha avuto per scopo di far incontrare il futuro presidente e il suo vice, Mike Pence, con i diplomatici stranieri che lavorano negli Stati Uniti. “È la presa di coscienza della profonda importanza della comunità diplomatica internazionale e, si spera, dell’inizio di un rapporto di cooperazione e mutuo rispetto”, ha detto Thomas Barrack, imprenditore tra i maggiori finanziatori della campagna elettorale di Trump e presidente dell’evento.

Alla cena, tenutasi all’Andrew W. Mellon Auditorium, erano presenti circa 500 invitati, di cui 150 diplomatici e 300 tra celebrità e finanziatori della campagna elettorale del magnate. Erano presenti, tra gli altri, l’ex sindaco di New Rudolph Giuliani, il consigliere alla sicurezza nazionale della prossima amministrazione degli Stati Uniti, Michael Flynn (qui l’articolo di Formiche.net), l’ambasciatore dell’Italia negli Usa, Armando Varricchio, e l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Ron Dermer. Non solo politici e diplomatici, ma anche imprenditori e celebrità hanno preso parte alla cena, come il presidente dei Washington Redskins, squadra di football di casa, Dan Snyder e l’attore Jon Voight. Durante la cena si sono esibiti gli Alabama, un gruppo musicale country, e gli attori del musical di Boadway ShowStoppers. Tuttavia, non è mancato nemmeno chi ha scelto di non presenziare in segno di protesta, come 59 membri democratici del Congresso, riporta il sito di Us Magazine.

IL TEMA
Quando era toccato a Obama prendere parte alla cena che avrebbe inaugurato la sua presidenza i temi scelti erano stati, rispettivamente, “A new birth of freedom” nel 2009 e “Faith in American’s future” nel 2013, si legge sul sito di Us Magazine. Trump, invece, ha scelto di rimanere fedele allo slogan che l’ha accompagnato durante l’intera corsa alla Casa Bianca, “Make America great again.

LE PAROLE DI TRUMP
Trump ha colto l’occasione per confermare le voci che da giorni si rincorrevano su Rex Tillerson, ex Ceo di Exxon Mobil Corp, e a breve segretario di Stato, ed elogiare Pence. “Avrei potuto scegliere tra un paio di candidati. Anche loro erano molto bravi, ma probabilmente non sarebbero stati in grado di lavorare come ha fatto Mike”. “Io penso che lui sia più tenace di quanto pensa. Lui è stato l’artefice della sua fortuna”, ha detto, poi, Trump dell’uomo chiamato a prendere il posto di John Kerry.
E ancora, parole di elogio per tutta la futura squadra di governo: “Sono molto fiero, molto molto fiero di ciascuno di voi. Abbiamo messo su un gran bel team, che nessuno mai prima d’ora è stato in grado di assemblare”.

Condividi tramite