I nomi dei protagonisti del dibattito in programma domani pomeriggio alla Camera nel quale sarà presentato il "Rapporto sull'agricoltura del Mezzogiorno" curato da Ismea e Svimez

Sarà la presidente della Camera Laura Boldrini ad aprire il dibattito in programma domani pomeriggio a Montecitorio sull’agricoltura nel sud Italia. Nel corso dell’appuntamento – organizzato dall’Ismea (l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) e dalla Svimez (l’associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) – sarà fatto il punto sulle potenzialità del settore, che – con i giusti interventi di sostegno – è in grado di rappresentare un autentico valore aggiunto per la scricchiolante economia del Meridione.

I PROTAGONISTI

Il dibattito – moderato dalla giornalista Paola Saluzzi – sarà articolato in diverse sessioni, a cui parteciperà un variegato parterre di relatori formato da rappresentanti delle istituzioni ed esperti. Dopo il saluto di Boldrini, ci saranno gli interventi del commissario dell’Ismea Enrico Coralli e del presidente della commissione Agricoltura di Montecitorio, l’esponente del Partito Democratico Nicodemo Oliverio. A seguire, invece, il direttore generale dell’Ismea Raffaele Borriello (nella foto) illustrerà nel dettaglio il “rapporto sull’agricoltura del Mezzogiorno“, con una fotografia sull’attuale stato di salute del settore e sui possibili interventi da mettere in campo. Un’analisi sulla quale saranno, poi, chiamati a dibattere il presidente della Svimez Adriano Giannola, il segretario generale della CEI Nunzio Galantino e il ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti. Le conclusioni saranno, invece, appannaggio del ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina.

UN’OPPORTUNITA’ DA COGLIERE

Nel corso del pomeriggio sarà spiegato per quale motivo l’agricoltura rappresenti, oggi, un’opportunità da non sprecare per il Mezzogiorno. Il dato di partenza, in questo senso, sono alcuni trend ben visibili a livello mondiale. Innanzitutto l’aumento della domanda globale di cibo, che porta con sé anche la richiesta di una sempre crescente qualità. Circostanza, quest’ultima, destinata a favorire il Made in Italy che, come noto, continua a godere – soprattutto dal punto di vista agro-alimentare – di un’ottima reputazione. E poi ancora la crescente integrazione dell’agricoltura con il resto dell’economia (basti pensare agli inevitabili legami con i settori del turismo o dell’energia). A ciò si aggiungano le implicazioni di carattere sociale, sia sotto il profilo della tutela delle aree rurali, sia a proposito dei sempre più rilevanti diritti dei consumatori. Il tutto alla luce di un’esigenza ormai non più eludibile: la necessità di salvaguardare i territori, cui certamente può contribuire il loro utilizzo a fini agricoli.

I PARADOSSI DEL MEZZOGIORNO

Uno scenario che, però, deve fare i conti con la situazione paradossale in cui versa il Sud Italia, come emerge anche da quanto sottolineato dal direttore generale dell’Ismea Borriello: “L’analisi dell’agricoltura meridionale mette in luce il ruolo sempre più forte del settore nell’economia dell’area, a dispetto della sua debolezza rispetto al sistema agroalimentare del Centro-Nord e soprattutto alle potenzialità – ben maggiori – che il Mezzogiorno potrebbe esprimere. Compito della politica è attivare strumenti per risolvere questo paradosso in positivo“.

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