L'intervento di Giuseppe De Lucia Lumeno, segretario generale dell'Associazione nazionale fra le Banche popolari

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto ricordare attraverso una nota ufficiale diffusa dal Quirinale, una data che per le Banche popolari italiane e per l’Associazione nazionale fra le Banche popolari è piena di significato. Il 29 marzo di novant’anni fa moriva a Roma Luigi Luzzatti, una delle personalità più significative e incisive della cultura politica, giuridica,  economica e accademica che il nostro Paese ha avuto il privilegio di conoscere.

La nostra associazione è stata fondata 140 anni fa proprio da Luigi Luzzatti che, nel decennio precedente, importando in Italia il modello tedesco del Credito popolare, era stato il diretto protagonista della nascita di numerose Banche popolari a partire dal 1865. Una costruzione che con la pubblicazione, nel 1863, dell’opera La diffusione del credito e le banche popolari viene teorizzata in maniera strutturale dopo essere stata sperimentata nella pratica.

“Il credito è uno di quei quesiti dell’economia che più si connettono coi progressi morali della società”. Con queste poche, che lo stesso Luzzatti scrive nell’introduzione proprio di La diffusione del credito e le banche popolari, vogliamo oggi ricordarlo. Sono poche parole ma particolarmente significative e attuali. Tante, invece, le pubblicazioni e le iniziative che Assopopolari, in questi anni, ha realizzato e continuerà a realizzare per diffondere la conoscenza e l’opera di un protagonista della nostra storia per noi non sufficientemente conosciuto e apprezzato.

Queste le autorevoli e assai gradite parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Ricorrono i novant’anni dalla morte di Luigi Luzzatti, accademico, politico ed economista italiano, uno dei principali protagonisti dell’Italia liberale.

Sin dai suoi esordi diede prova di attenta capacità di analisi nello studio La diffusione del credito e le banche popolari in cui sostenne la centralità del credito cooperativo per la crescita e la prosperità economica del Paese, nel rispetto dei principi di equità e di promozione delle classi popolari, affermando una concezione solidarista dell’economia con l’intervento sussidiario dello Stato. L’originalità delle riflessioni e delle formule giuridiche descritte, generò una iniziativa di promozione di cooperative di credito e di consumo, che condusse alla creazione, nel 1876, su suo impulso, dell’Associazione nazionale delle Banche popolari.

Nei molteplici incarichi di governo che gli vennero affidati, sia come ministro sia come presidente del Consiglio, favorì il risanamento della finanza pubblica attraverso una politica di maggiore rigore e promuovendo, al contempo, un circolo virtuoso di sviluppo basato sulla raccolta del risparmio, l’accesso al credito e la moderazione dei profitti delle banche.

Da parlamentare e attento osservatore dei fenomeni collettivi, tratteggiò in modo innovativo una decisa politica sociale: si devono al suo decisivo contributo le leggi sull’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, sull’innalzamento a dodici anni dell’età minima per il lavoro dei fanciulli, sull’istituzione della cassa nazionale di maternità obbligatoria, sulla prima legge organica in materia di case popolari.

Tenace e lungimirante sostenitore di una necessaria pace monetaria tra gli stati usciti dal primo sanguinoso conflitto mondiale, da affidare ad una regolamentazione internazionale, la sua figura ci rimanda a grande passione politica, ai principi di eguaglianza sociale e integrità, ispirati ad un alto spirito patriottico e ideale di italianità”.

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