Foto-racconto a cura di Andrea Picardi sulla mozione congressuale con cui Andrea Orlando si candida alle primarie del Partito democratico in programma il prossimo 30 aprile.
Nel documento – di quasi 30 pagine – il ministro della Giustizia racconta le sue priorità dal punto di vista politico, economico e sociale con un particolare focus sul ruolo del centrosinistra in Italia e sulla crisi che sta attraversando l’Unione europea.
A proposito della legge elettorale, Orlando annuncia di essere contrario alla proposta renziana di ripristinare il cosiddetto Mattarellum, soprattutto perché – afferma – “c’è la piena consapevolezza che sarebbe rigettato dalle altre forze politiche“. Per questo il Guardasigilli ha dichiarato il suo aperto sostegno al progetto targato Gianni Cuperlo che propone una legge elettorale proporzionale con premio di governabilità alla lista più votata e collegi uninominali.
Nel testo della sua mozione Orlando ribadisce, inoltre, uno dei cavalli di battaglia della sua candidatura: la necessità di scindere tra la figura del segretario del partito e quella di capo del governo. Un’idea, com’è noto, nient’affatto condivisa da Matteo Renzi.
Sotto il profilo economico, il ministro della Giustizia tratteggia chiaramente una soluzione che contempla un ruolo maggiormente incisivo per lo Stato (nonostante affermi espressamente di voler rifuggire gli eccessi dello statalismo del passato). In questo senso, Orlando immagina che la Cassa Depositi e Prestiti possa essere chiamata a esercitare funzioni ancor più rilevanti e, altresì, propone quello che definisce un Iri della conoscenza.

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