Più auto ecologiche, spinta sulle rinnovabili e progressiva uscita dal carbone ma a caro prezzo. L’Italia va alla ricerca di un nuovo equilibrio in materia energetica, il cui baricentro va necessariamente nella direzione degli accordi di Parigi sul clima. Questo pomeriggio il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha illustrato a Montecitorio, presso le commissioni riunite Ambiente-Attività produttive, le linee guida sulla Strategia energetica nazionale (Sen) 2017, appena messa a punto dal governo, aggiornamento della precedente datata 2013 (qui l’approfondimento di Formiche.net) e a breve oggetto di consultazione pubblica.

FUORI DAL CARBONE IN DIECI ANNI (MA A UN PREZZO)

La prima indicazione certa è arrivata dal fronte della decarbonizzazione, vale a dire il progressivo abbandono delle fonti fossili in favore delle rinnovabili. Calenda ha parlato di “possibile uscita totale dal carbone tra il 2025-2030“. Tutto però ha un prezzo, perché dire addio al carbone costerà, tra nuovi impianti e riconversione dei vecchi, “circa 3 miliardi di euro rispetto allo scenario base e dovrà essere affrontato il tema delle tempistiche autorizzative per nuove centrali e nuove infrastrutture”.

SPRINT SULLE RINNOVABILI

Altra partita: la rincorsa alle rinnovabili che negli ultimi anni ha perso lentamente slancio a causa della fine dell’ondata di incentivi statali. Nelle mire di Calenda c’è il raggiungimento di una quota del 27% entro il 2030. Entro quella data, poco meno del 30% del fabbisogno nazionale potrà essere soddisfatto da fonti rinnovabili. In favore del governo gioca un fattore, rivendicato dal responsabile dello Sviluppo nel corso dell’audizione parlamentare. E cioè che “i target del 2020 sono già stati raggiunti, con netto anticipo rispetto alla tabella di marcia”.

TRA SOLE E VENTO

Adesso c’è da incrementare il peso dell’energia pulita. Nel fotovoltaico per i grandi impianti centralizzati, si pensa in particolare all’introduzione dal 2020 di contratti a lungo termine, da attribuire mediante meccanismi di gara competitiva, mentre per i piccoli impianti si punta invece alla promozione dell’autoconsumo, è il pensiero di Calenda. Nell’eolico, l’obiettivo è invece la promozione di nuovi impianti e il repowering degli impianti esistenti tramite la semplificazione dell’iter autorizzativo con procedure ad hoc e tenendo conto dell’impatto paesaggistico.

AUTOMOBILI, CHE DISASTRO

C’è però una cosa che proprio non va giù al ministro Calenda. E cioè l’attuale situazione del parco auto italiano. Definito senza mezzi termini il peggiore d’Europa: “La situazione del parco circolante italiano è disastrosa: la consultazione pubblica sarà interessante. È un argomento da cui non si può prescindere – ha detto – in vista degli obiettivi di efficienza energetica. É uno dei peggiori parchi circolanti in Europa”. Ma anche qui, servono soldi per cambiare registro: “Occorre valutare l’introduzione di uno  strumento di sovvenzione al rinnovo del parco veicolare e  alla promozione del cambio modale, direttamente proporzionale  al livello di miglioramento di emissioni ed efficienza  energetica”, ha detto per questo il ministro. Che sia il ritorno dell’incentivo alla rottamazione? Non è ancora chiaro, di sicuro “vorremmo un sistema che riesce a dare una botta significativa al parco circolante”.

SE LA RUSSIA E’ PIU’ IMPORTANTE DEL TAP

Sul fronte gas Calenda è stato chiaro. Se la Russia dovesse tagliare le forniture di gas, il gasdotto Tap che rifornirà il nostro Paese di gas azero potrebbe non bastare. L’Italia “mostra un sistema in difficoltà in caso di mancanza di Gas russo, anche con ingresso della capacità del gasdotto Tap, rispetto al picco di domanda massima invernale”, si legge nel documento.

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