Signore e signori, ecco l’ultima grillata del Movimento 5 Stelle. Nella storia politica italiana mancava solo un tassello: un capitolo (scritto e pubblicato) di un programma elettorale poi criticato e smontato dal partito stesso.

La lacuna ora è colmata: ci ha pensato il movimento fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.

I fatti. Dopo aver votato e approvato i programmi su Energia, Esteri e Lavoro, e quello sui Trasporti ora in discussione e in votazione tra gli iscritti a Rousseau, nei giorni scorsi sono usciti i primi capitoli del programma sulla Difesa. Alcuni post sono stati già pubblicati sia sul blog di Beppe Grillo che sul Blog delle Stelle e a breve saranno votati. Ma nel frattempo un post/capitolo del programma ha provocato discussioni e polemiche del personale militare e della polizia. E le critiche sono giunte ai vertici del movimento pentastellato.

Lo si evince da un post scriptum con la “posizione ufficiale del M5S” che smonta e critica il post firmato da Toni de Marchi, giornalista esperto di tematiche militari, pubblicato 4 giorni fa sia sul blog di Beppe Grillo che sul Blog delle Stelle. De Marchi ha sostenuto tra l’altro che “quella delle Forze armate è una delle caste più organizzate” e “che “spesso i militari, i poliziotti, i carabinieri, hanno privilegi che sfuggono alla maggior parte dell’opinione pubblica”.

Il risultato – secondo l’autore – “è una spesa eccessiva rispetto a quella che dovrebbe essere salutare e fisiologica”. Il post era condito da altri giudizi sui “privilegi assurdi” di Forze armate e di polizia e di critiche al governo che “ha approvato un decreto legislativo che aumenta le retribuzioni delle Forze Armate e delle forze di polizia, con una spesa che crescerà di circa un miliardo l’anno”. Infine, il post di De Marchi si concludeva così: “Le troppe spese per il personale comportano poche spese per l’operatività, significano poche spese per gli equipaggiamenti, poche spese per tenere la gente per le strade in operazioni, in sintesi l’efficienza complessiva delle forze armate è ridotta. La politica dovrebbe avere il coraggio di intervenire con decisione su questo aspetto”.

A distanza di due giorni, è comparso in fondo al testo un post scriptum che di fatto sconfessa tesi, giudizi e confronti. Ma prima di pubblicare un post programmatico, che insieme ad altri saranno alla base della votazione on line, c’è sempre un vaglio politico del vertice del Movimento 5 Stelle. Quindi resta una domanda: chi ha sconfessato chi? Nell’attesa di capirne di più, ecco il PS completo che sta facendo discutere il movimento:

Ps: Rispetto per i militari e per tutte le forze dell’ordine: la posizione ufficiale del M5S: “Dire che i militari siano una casta è un’affermazione fuori da ogni logica e che non ci appartiene. All’interno delle Forze Armate sussistono dei sistemi di privilegi che abbiamo sempre denunciato, ma che non riguardano e non hanno mai riguardato i militari in sé, se non specifici alti comandanti e particolari processi vicini alla vecchia politica. Al contrario, i militari, che ogni giorno impiegano risorse, impegno ed energie in difesa del Paese e per la nostra sicurezza, sono le prime vittime di queste sacche di potere che internamente continuano a comprimere la base. Questa è la posizione ufficiale del M5S, ribadita in più occasioni. Le parole espresse dall’esperto, come già precisato in altre circostanze, rappresentano dunque le sue libere opinioni personali e non quelle del M5S. Nella fattispecie, anche il confronto con le retribuzioni erogate ai professori ci risulta privo di qualsiasi senso, visto che ogni professione merita di essere guardata con rispetto e dignità, specie quella dei nostri militari”.

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