Energia, esteri, lavoro, trasporti, agricoltura, difesa e scuola. Tessera dopo tessera, si riempie di contenuti il programma di governo del Movimento 5 Stelle. Passaggio totale alle rinnovabili entro il 2050, stop ai finanziamenti pubblici ai sindacati e taglio agli F-35 sono solo alcuni dei punti votati dalla base del Movimento sulla piattaforma Rousseau, mentre sul blog di Grillo sono tuttora in pubblicazione i vari punti che comporranno il programma sulla scuola che prevede, tra le altre cose, la cancellazione dei contributi statali alle scuole paritarie.

Ecco, in sintesi, i punti salienti del programma di governo in fieri del Movimento 5 Stelle.

CARBON FREE ENTRO IL 2050

L’Italia deve cambiare la sua politica energetica, radicalmente. La proposta del Movimento 5 Stelle si articola di diverse parti: l’abbandono delle fonti combustibili a favore di quelle rinnovabili è il punto centrale. Come fare? Un piano che prevede, da una parte, lo stop alla ricerca e sfruttamento dei bacini di idrocarburi nel territorio italiano e dall’altra lo stop delle importazioni dell’energia nucleare. L’abbandono dei combustibili fossili comporta, però, la riconversione degli impianti esistenti in strutture in grado di produrre energia pulita, ma non solo. Il sistema proposto dal Movimento 5 Stelle prevede la produzione distribuita di energia da fonti rinnovabili e l’uso di terreni marginali per impianti eolici e solari.

 RIFORMA DELLA NATO E RAPPORTI CON RUSSIA E USA

Sulla politica estera, le priorità indicate dalla base del Movimento 5 Stelle dopo la votazione su Rousseau, hanno messo l’accento sugli aspetti economici della politica estera: il M5S al governo dovrà infatti impegnarsi nel contrasto ai trattati internazionali come TTIP e CETA; in una maggiore sovranità e indipendenza dai dettami di entità sovranazionali; per un’Europa che non consideri più l’austerità come un “valore” da imporre a Paesi già indeboliti dalla crisi. Ma non solo. Gli altri punti che delineano la posizione del Movimento di Beppe Grillo nei rapporti, ad esempio, con gli Stati Uniti di Donald Trump e la Russia di Vladimir Putin sono stati chiariti da Alessandro Di Battista durante la conferenza stampa di presentazione del programma: “Non siamo filo Trump né filo Putin”, non c’è dunque una presa di posizione netta se non sulla certezza della volontà di ritirarsi dai conflitti in medio oriente in cui l’Italia è coinvolta, ossia l’Afghanistan.

LAVORO MODELLO CREMASCHI

Basta privilegi per i sindacati, maggiore partecipazione dei lavoratori nella vita delle aziende e riduzione dell’orario di lavoro. Lavorare meno, lavorare tutti è la sintesi estrema della sezione lavoro del programma del Movimento 5 Stelle, formulato – almeno sul blog di Beppe Grillo – da ex sindacalisti della Fiom come Giorgio Cremaschi. Da una parte, il Movimento intende scardinare il potere dei maggiori sindacati aprendo la rappresentanza nelle imprese a qualunque sigla sindacale, ma non solo. Se il M5S salirà al governo, eliminerà il finanziamento pubblico così come il rinnovo automatico delle tessere, fino allo stop ai bilanci opachi. Per i lavoratori, invece, ci sarà la riduzione dell’orario di lavoro al di sotto delle 40 ore settimanali e una riforma del sistema pensionistico che si basi sulla staffetta generazionale, come strumento di riduzione dell’orario del lavoratore vicino alla pensione, a fronte dell’assunzione di giovani (qui tutti i dettagli).

TRASPORTO SOSTENIBILE

Eliminazione del finanziamento pubblico agli aeroporti che non raggiungono l’equilibrio finanziario, aumento delle infrastrutture ferroviarie per il trasporto merci e incentivi al trasporto sostenibile. Sono i tre punti che compongono il Programma Trasporti del Movimento 5 Stelle, votato lo scorso 27 aprile sulla piattaforma Rousseau dalla base pentastellata. Un programma che dovrebbe colpire l’inefficienza del sistema dei trasporti, giudicato oneroso e non sostenibile a livello ecologico. Per questo lo spostamento, nel caso delle merci, del trasporto su ferro, anche se significa la costruzione di nuove infrastrutture che possano rendere possibile in modo agevole.

STOP AGLI F-35 E PIÙ CYBERSECURITY

Il punto centrale del Programma Difesa del Movimento 5 Stelle riguarda gli F-35: stop all’acquisto di nuovi sistemi d’arma e dirottamento delle risorse verso un ambito ritenuto, invece, fondamentale come quello della cybersecurity su cui l’Italia è fin troppo debole. Inoltre, il M5S propone una riforma all’americana del bilancio della Difesa, che renda verificabili e controllabili in modo semplice le spese militari. Altro aspetto riguarda, invece, i diritti dei militari che, secondo il Movimento, dovrebbero essere equiparati a quelli degli altri lavoratori del settore civile. In un punto che ha generato qualche polemica, il Movimento ha proposto la valorizzazione e la ottimizzazione delle risorse umane nel settore militare, distribuite in modo disomogeneo. Si propone, quindi, un riordino interno alle forze armate che sia volto a ridurre progressivamente il numero dei comandanti in favore di un incremento del personale in strada a tutela dei cittadini (qui maggiori dettagli).

MENO PARITARIE, PIÙ STATALI

Non è ancora stato votato su Rousseau il programma sulla scuola del Movimento 5 Stelle, ma sono stati pubblicati i punti generali su cui si esprimeranno gli iscritti. Secondo il movimento di Grillo e Casaleggio, lo Stato deve investire più risorse economiche nell’istruzione e per farlo si propone di eliminare i finanziamenti pubblici alle scuole paritarie (tranne che ad asili e materne privati) per destinarli, invece, a quelle statali. Nel programma ancora in fieri, si mette inoltre in discussione lo stesso principio di parità scolastica introdotto dalla legge 62/2000. Ancora, il programma prevede l’aumento delle ore di lezione e delle discipline, così come un contrasto netto alla riforma del governo Renzi, la Buona Scuola (qui maggiori dettagli).

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