Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo vuole accorpare Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza

Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo vuole accorpare Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza
Tutti i dettagli sul risultato del voto on line su Rousseau del Programma Sicurezza del Movimento 5 Stelle

Ruolo dei privati nella sicurezza, maggiore cooperazione nello scambio di dati tra pubblico e privato per la cyber security, accorpamento delle forze dell’ordine. Sono i 3 maggiori  punti sulla sicurezza votati dalla base del Movimento 5 Stelle su Rousseau e che ne compongono, ora, le linee programmatiche che si aggiungono a quelle già votate (qui tutti i dettagli). Intanto, sul blog di Beppe Grillo è iniziata la pubblicazione dei post sui temi della salute, che verranno votati la settimana prossima.

SICUREZZA PARTECIPATA

Il primo quesito presentato agli iscritti riguardava la sicurezza partecipata. In 17272 su 20239 si sono pronunciati positivamente. Ma cosa significa “sicurezza partecipata”? Sul post nel blog di Beppe Grillo in cui sono stati pubblicati i risultati della votazione non è specificato il quesito proposto agli iscritti, ma il contenuto si può ricostruire in base a quanto scritto in passato sul blog di Grillo. Nel post firmato da Umberto Saccone, già capo della security dell’Eni, si parla della possibilità di far entrare soggetti privati nell’ambito della sicurezza: “In una nuova prospettiva di sicurezza – si legge sul post – si assiste peraltro alla spinta verso un crescente ruolo dei privati, non solo in veste di attori che operano all’interno di una collettività, ma anche in qualità di imprese private. Da un lato – prosegue Saccone – i tagli alla spesa pubblica inducono le amministrazioni centrali e locali a contrarre i servizi prestati ai cittadini e a esternalizzare alcune funzioni, dall’altro lato cresce la domanda di sicurezza privata presso le aziende e il terziario”. Saccone sottolinea anche le criticità dell’apertura ai privati spiegando che “il processo di privatizzazione della sicurezza, tuttavia, porta con sé alcuni effetti che vanno valutati in termini di costi e benefici: in primis dal punto di vista della capacità di garantire il bene comune e in secondo luogo dalla prospettiva delle fasce sociali più svantaggiate”, considerati minoritari dai votanti, visti i risultati.

CYBER SECURITY

Come migliorare la cyber security? Nel secondo quesito si è chiesto agli iscritti in che modo agire sui sistemi di sicurezza informatica dell’Italia “entro i limiti costituzionali”, ponendo tre possibili scelte: la più votata è stata, con 8957 preferenze, “disciplinare forme di cooperazione tra pubblico e privato nello scambio di dati informatici, al fine di garantire una maggiore sicurezza dell’intero sistema paese”; la seconda opzione più votata proponeva lo stanziamento di maggiori risorse pubbliche nell’ambito della cyber security (7338) e la meno votata, con 3867 preferenze proponeva “misure di defiscalizzazione per le aziende che investono sulla sicurezza”. Sul tema, si era espresso Pierluigi Paganini con un post sul blog di Beppe Grillo.

SICUREZZA E LIBERTÀ

Libertà e sicurezza, si legge sul post di Renato Scalia nel blog di Beppe Grillo, sono “tra i fondamenti di una civiltà democratica” che vengono spesso considerate una in opposizione all’altra ma che sono, invece, complementari. Per questo, si legge nel post, è stato chiesto agli iscritti di “identificare in maniera chiara e non equivoca gli interessi prevalenti che il Movimento 5 Stelle deve tutelare, evitando che questi interessi prevalenti siano piegati, di volta in volta, alle derive emozionali causate da eventi tragici”. Tra sicurezza collettiva e privacy-libertà personali, gli iscritti al Movimento hanno scelto di tutelare la prima (12901 preferenze), mentre 7337 iscritti hanno scelto la tutela delle libertà personali e della privacy.

RIORGANIZZAZIONE FORZE DELL’ORDINE

Punto cruciale del Programma Sicurezza riguarda la riorganizzazione delle Forze dell’Ordine. Su cinque opzioni, gli iscritti hanno scelto l’accorpamento di “Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Penitenziaria, e trasformando le attuali qualifiche esclusive di ciascun soggetto in nuove specialità in seno alla nuova ed unica Forza di Polizia. Con l’eccezione della Polizia Militare che verrebbe devoluta ad apposito soggetto in seno alle Forze Armate”, con 10081 voti. A seguire, con 8184 voti, è stato invece indicato il modello francese “nei centri urbani maggiori solo la Polizia di Stato e nei centri urbani minori la sola Arma dei Carabinieri”, poi con 7022 preferenze, è stato votata la possibilità di “distribuzione esclusiva per provincia indipendentemente dalla grandezza. Ogni provincia è destinata in maniera esclusiva alla presenza di una delle due forze di polizia, le quali tuttavia avrebbero nelle rispettive province di competenza le stesse specificità, mentre la Guardia di Finanza e la Polizia Penitenziaria conserverebbero specificità e organizzazione territoriale attuali”. In fine per due nuove forze di polizia si sono espressi favorevolmente in 5985 mentre perché nulla cambi si sono espressi in 4282.

POLIZIA LOCALE

Riorganizzazione delle Forze dell’Ordine, ma anche della Polizia locale. L’ultimo quesito riguardava, appunto, le polizie locali e a spiegarne ruolo e funzioni, con possibili miglioramenti è stato, sul blog di Grillo, Diego Porta, comandante della polizia locale di Roma confermato da Virginia Raggi. In 12207 hanno scelto la proposta di riorganizzazione così formulata: “Ritengo che vada distinto il ruolo e soprattutto la funzione del Poliziotto Locale dagli altri dipendenti dell’ente, privi di qualifiche di Polizia Giudiziaria, Pubblica Sicurezza e Polizia Stradale (di cui invece è titolare il vigile urbano) e quindi che il rapporto di lavoro vada regolato con un contratto di tipo pubblicistico come tutte le altre figure in uniforme che hanno la prerogativa di tutelare i cittadini e far rispettare le leggi”. In 6490 hanno votato invece la seconda opzione secondo cui i Vigili Urbani “non attenga ad una funzione di polizia, ma vada limitato ad un ruolo sanzionatorio a vantaggio dell’ente locale di riferimento (Comune, Provincia o Città Metropolitana) con un contratto identico agli altri impiegati pubblici”.

ultima modifica: 2017-06-05T17:05:55+00:00 da Simona Sotgiu

 

 

 

 

 

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