L'ufficio di presidenza ha certificato la presenza di diverse anime interne alla commissione. Ecco tutti i dettagli

Una verità in mezzo a tanto disaccordo. La commissione banche si spacca in tanti pezzi e partorisce alla fine tante versioni dei disastri bancari di questi ultimi anni. E così fallisce miseramente il tentativo di approdare una relazione finale condivisa per fornire in materia di credito una base di partenza solida al Parlamento che verrà. Questa mattina l’ufficio di presidenza ha infatti certificato la presenza di diverse anime interne alla commissione. Col risultato che accanto a una relazione di maggioranza sono stati messi agli atti altri documenti, ognuno recante firme politiche diverse. Su una cosa però i partiti sembrano essere d’accordo. Nei crack degli ultimi 5 anni, la Vigilanza ha fallito.

ATTACCO ALLA VIGILANZA

Sul banco degli imputati, quella Vigilanza spesso e volentieri tacciata di latitanza. “Nello scenario che ha caratterizzato l’ultimo decennio, l’esercizio dell’attività di vigilanza non si è dimostrato del tutto efficace” si legge nella relazione di maggioranza illustrata dal vice presidente Mauro Maria Marino “La Commissione è giunta a ritenere che in tutti i 7 casi di crisi bancarie oggetto di indagine le attività di vigilanza sia sul sistema bancario (Banca d’Italia, ndr) che sui mercati finanziari (Consob, ndr) si siano rivelate inefficaci ai fini della tutela del risparmio”, si legge. E ancora “la disamina e l’approfondimento di alcuni eventi che hanno contraddistinto l’azione della vigilanza – nella specie di Banca d’Italia e Consob – ha fatto emergere, nell’ambito dell’inchiesta, oggettive debolezze nella collaborazione e nello scambio reciproco di informazioni rilevanti tra i due organismi”.

CONSOB NEL MIRINO

Ma è in particolare sulla Consob che si è focalizzata la relazione partorita dalla maggioranza. Per esempio, suggerimento nemmeno troppo velato, “valutare la previsione di allargare a Banca d’Italia i poteri investigativi già riconosciuti a Consob dal Tuf e quindi, tra l’altro, il potere di utilizzare la polizia giudiziaria per effettuare accessi, ispezioni e perquisizioni” . Nonché la necessità di “garantire costanti ed efficaci scambi di informazioni tra le Autorità di vigilanza nazionali, visto che la collaborazione tra Bankitalia e Consob è stata carente e pertanto è necessario rafforzarla”.

CRIMINI BANCARI

Meno corposa invece la relazione del Movimento Cinque Stelle, fino all’ultimo indeciso se presentare un suo testo o meno sulle banche. Tra le proposte, l’eliminazione della prescrizione per i reati bancari così come avviene per i crimini di guerra. L’eliminazione della prescrizione secondo M5S favorirà “un processo di riconversione della finanza moderna in Italia, in quanto costituirà un deterrente formidabile nei confronti di tutti gli operatori del settore dediti ad attività predatorie”. Confermata poi la proposta di contrastare il fenomeno delle porte girevoli con il divieto per i funzionari delle Autorità di accettare per sei anni incarichi presso i vigilati.

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