Mentre la Francia pensa di tassare l’uso di plastica non riciclata per il packaging dei prodotti, in Italia il dibattito è aperto su come migliorare la qualità del riciclo e ripensare i prodotti in plastica. La riflessione di Saturno Illomei, giornalista ed esperto ambientale

Il Pacchetto sull’economia circolare, approvato a Bruxelles alla fine del mese di maggio e che dovrà essere recepito negli ordinamenti degli Stati membri dell’Unione europea, contiene, tra le altre disposizioni, i nuovi obiettivi di raccolta differenziata e di riciclo per alcuni materiali (vetro, carta, metalli, plastica).

Solo qualche dato per avere idea di cosa stiamo parlando: entro il 2025 almeno il 55% dei rifiuti dovrà essere riciclato. L’obiettivo sale al 60% nel 2030 e al 65% nel 2035. Per gli imballaggi il 65% dovrà essere riciclato entro il 2025 e il 70% entro il 2030. Vi sono poi obiettivi specifici per i vari materiali.

Il settore che dovrà impegnarsi di più per raggiungere i propri obiettivi è senza dubbio quello della plastica. Attualmente gli imballaggi avviati a riciclo in Italia raggiungono il 43,5% dell’immesso al consumo; nel 2025 dovrà essere raggiunto il 50%, che dovrà salire al 55% nel 2030.

L’anno appena trascorso, comunque, lascia ben sperare sul futuro di questo materiale. Grazie all’attività svolta in zone storicamente difficili, come il Mezzogiorno, il 2017 ha visto crescere tutti i numeri: è stato raccolto oltre un milione di tonnellate di rifiuti in plastica (+11,7% rispetto al 2016); il dato medio nazionale di raccolta pro capite passa dal 15,8 a 17,7 Kg per abitante, con il coinvolgimento di oltre 7mila comuni, ai quali Corepla ha riconosciuto nel 2017 oltre 560 milioni di euro, a fronte del ritiro degli imballaggi in plastica raccolti in maniera differenziata.

Le previsioni per il 2018 parlano di un immesso al consumo che cresce di due punti percentuali (2 milioni e 320mila tonnellate) e un riciclo che passa al 44,3% con una crescita di quasi un punto percentuale. Questa tendenza, legata anche alla crescita stimata nelle aree in ritardo del Paese, lascia ben sperare per il raggiungimento degli obiettivi previsti dal pacchetto sull’economia circolare. Anche se “ci sarà molto da lavorare”, come dicono in Corepla.

Per quanto riguarda il riciclo dei rifiuti di questo tipo di imballaggi (dati Corepla, il Consorzio per il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica), sono quasi 600mila le tonnellate avviate a riciclo dal Consorzio, alle quali vanno aggiunte le 400mila riciclati da operatori indipendenti e le oltre 300mila tonnellate avviate a recupero energetico, per un risparmio di oltre 8mila GWh.

Non solo gli imballaggi, ma tutta l’industria della plastica è impegnata in questa sfida che si sta giocando nel nostro Paese e in Europa per una maggiore circolarità del comparto per essere sempre più competitivi nell’innovazione e sul mercato. Con circa 11mila aziende (il 22% delle imprese europee), l’Italia vanta un fatturato di 30 miliardi di euro. La produzione dell’industria di trasformazione delle materie plastiche ha registrato, nel 2017, un incremento di oltre il 2% dei propri volumi rispetto al 2016. I tre settori strategici sono l’automotive e i trasporti, le costruzioni e il packaging: da soli rappresentano il 70% dell’industria della plastica. Ripensare il design e la progettazione dei prodotti in plastica e incrementarne qualità e quantità del riciclo saranno le principali sfide future per l’intero settore.

Particolare attenzione viene data in questi momenti alla Strategia sulla plastica che lo scorso gennaio è stata presentata dalla Commissione europea e che in questi giorni si è concretizzata con la comunicazione al Parlamento e al Consiglio, dello scorso 28 maggio, per la messa al bando di alcuni prodotti monouso in plastica. A fronte del costante aumento dei rifiuti di plastica nei nostri mari e ai danni che ne conseguono, vengono introdotte norme stringenti per vietare la commercializzazione di dieci prodotti che rappresentano il 70% dei rifiuti marini. Non a caso la Giornata mondiale dell’ambiente, che si è celebrata lo scorso 5 giugno, è stata dedicata alla lotta all’inquinamento da plastica. Ma l’Italia cerca di non farsi trovare impreparata a queste sfide.

Così, su iniziativa della Federazione gomma plastica (aderente a Confindustria), è stato istituito un Tavolo permanente riciclo di qualità, composto da rappresentanti di enti e associazioni ambientaliste, tra cui Ispra e Legambiente, ed esponenti dell’industria e della filiera della plastica: una risposta italiana alla Strategia europea. Gli obiettivi: migliorare la qualità del riciclo, ripensare e progettare i prodotti in plastica così da allungarne la vita e semplificarne il riciclo a fine vita.

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