Le famiglie sono le start up nelle quali investire. Parola di Gigi De Palo

Le famiglie sono le start up nelle quali investire. Parola di Gigi De Palo
In vista della stagione calda della legge di bilancio Formiche.net ha intervistato il presidente nazionale del Forum delle Associazioni Familiari. Che in questa conversazione ha lanciato un chiaro messaggio al governo: "L’anno della famiglia non può essere sempre il prossimo"

Le parole sarebbero anche quelle giuste, ma le chiacchiere stanno a zero: occorre che fin dalla prossima legge di bilancio il governo investa sulla fiscalità familiare. L’anno della famiglia non può essere sempre il prossimo“. Gigi De Palo è il presidente nazionale del Forum delle Associazioni Familiari: dalle sue parole – raccolte da Formiche.net in questa conversazione – traspare una certa soddisfazione perché “finalmente, almeno nelle dichiarazioni, il tema della famiglia è stato riconosciuto in tutta la sua importanza“, ma soprattutto preoccupazione: “Da quello che vedo e sento sembra che anche questa volta la legge di bilancio interverrà su tutt’altro. Eppure investire sulla famiglia vuol dire fissare solidi pilastri per il futuro“.

De Palo, dunque il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?

Di sicuro, sull’argomento tutto il mondo politico – sia il governo che l’opposizione – ha fatto un salto di qualità: mi permetto di dire che anche grazie al lavoro del Forum fiscalità familiare e natalità sono temi ormai centrali del dibattito pubblico. Sono entrati nel linguaggio comune di tutti i partiti. Per fortuna non si parla più di bonus o mancette come avveniva in passato. Però, in concreto, ancora non è stato fatto nulla.

Sì ma la stagione calda del bilancio non è ancora entrata pienamente nel vivo. Quali sono le sue sensazioni?

Siamo preoccupatissimi, non lo nego. Salvo le pur apprezzabili dichiarazioni di principio, per le misure da adottare nella prossima legge di bilancio si parla troppo poco di famiglia.

Le risorse sono limitate. Come se ne esce?

Certamente, per questo insistiamo perché vengano spese nel modo giusto. Siamo di parte – è vero – ma l’Istat lo certifica: occorre investire sulle famiglie che sono le startup per l’Italia di domani. Non è accettabile che fare un figlio sia la seconda causa di povertà in Italia dopo la perdita del lavoro da parte di uno dei genitori. Non è accettabile che i giovani debbano andare all’estero per realizzare i loro sogni lavorativi e familiari: stiamo esportando cervelli e pancioni.

Il Forum che cosa propone?

In Italia esiste una situazione di discriminazione fiscale: le famiglie pagano più tasse di quelle che gli spetterebbero visto che tassiamo i redditi senza tenere conto dei carichi familiari. Una famiglia di due persone con un reddito complessivo di 40.000 euro paga esattamente le stesse identiche di un famiglia con reddito analogo ma composta da sei componenti. Con una differenza: che quella con quattro figli sta dedicando gran parte delle risorse di questi 40.000 euro che gli vengono tassati per costruire l’Italia di domani. Gli stessi assegni familiari – uno dei pochissimi aiuti previsti attualmente dalla legge – sono solo a vantaggio di chi ha un lavoro dipendente. Ma gli under 45, come noto, raramente hanno un contratto a tempo indeterminato: questo vuol dire che da ormai 15 anni le nuove famiglie spesso non possono avvalersi di questo strumento.

Con quali conseguenze?

L’emergenza demografica che stiamo vivendo. Non a caso si formano sempre meno famiglie e nascono sempre meno bambini: è una questione matematica.

Qual è il provvedimento che vorreste veder inserito nella legge di bilancio?

Proponiamo il Fattore Famiglia, con il quale far pagare le tasse in base alla composizione familiare. Se hai più figli paghi meno tasse, perché tu stai investendo i tuoi soldi sul futuro del Paese. Non voglio sembrare un disco rotto ma questa è la vera priorità del Paese.

Ma dalla politica che risposte vi stanno arrivando?

Ne ho parlato personalmente con il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana, con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti e con i leader di Lega e MoVimento 5 Stelle Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Ma anche con il Pd e Forza Italia. E sono tutti d’accordo. Il problema però è che viene sempre prima qualcos’altro. In teoria tutti pensano che demografia e fiscalità familiare siano una priorità assoluta. Ma poi manca sempre la volontà politica di andare fino in fondo: di mettere concretamente le mani sul provvedimento, di fare calcoli, tabelle, tavoli di lavoro e simulazioni e di arrivare alla fine al varo del provvedimento.

In base alle vostre stime quanto costerebbe il Fattore Famiglia?

Al massimo 14 miliardi di euro. Ora sento che nel governo c’è chi vorrebbe prendere i 10 miliardi degli 80 euro e investirli sulle pensioni. Ma a questo punto ha molto più senso metterli sulla famiglia. Non abbiamo mai detto di eliminare gli 80 euro ma se così deve essere non c’è scelta migliore che investire sul futuro del Paese.

O adesso o mai più?

Le rispondo di sì e le spiego anche il perché. Il vero problema è che in Italia i governi durano troppo poco. Se ci fosse un ragionamento di lungo periodo, sarebbe diverso: si potrebbe programmare. Ma nel mondo di oggi – in cui la politica viene ciancicata in meno di un anno – è impossibile. Si costruisce insieme. Insistiamo affinché si faccia adesso e subito perché è probabile che l’anno prossimo arrivi un altro interlocutore con altre priorità. Con la conseguenza di rinviare sempre. Ma l’anno della famiglia non può essere sempre il prossimo.

Se il governo non dovesse ascoltarvi cosa farete? Lei è pur sempre quello che ha portato migliaia di passeggini vuoti sotto il Campidoglio per protestare contro le decisioni assunte dall’allora sindaco di Roma Ignazio Marino…

E’ inutile fasciarsi la testa prima di rompersela. E’ chiaro che la cartina di tornasole delle buone intenzioni espresse dal governo sarà la legge di bilancio. Noi continuiamo a far sentire la nostra voce e la nostra preoccupazione.

De Palo, lei ha cinque figli e ha di recente scritto con sua moglie Anna Chiara Gambini il libro dal titolo “Ci vediamo a casa. La famiglia e altri meravigliosi disastri” edito da Sperling & Kupfer. Che messaggio avete voluto mandare?

E’ un libro dedicato a tutti: a chi ha una famiglia, a chi non ce l’ha, a chi è divorziato, a chi la vorrebbe ma ha paura, a chi è fidanzato. Abbiamo provato a fare un nuovo storytelling della famiglia che in questi anni è stata percepita come qualcosa di noioso, di grigio, di stantio. Ma non è così: partendo dalla nostra esperienza personale, abbiamo voluto dire che non esiste sfida più avvincente. E che chi oggi fa famiglia in Italia non solo è un eroe, ma deve iniziare a raccontarlo: perché è un gran casino, ma è bello. Fare famiglia non è da sfigati, ma è anche contribuire al futuro del nostro Paese e al bene comune.

ultima modifica: 2018-09-16T16:00:05+00:00 da Andrea Picardi

 

 

 

 

 

 

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