C'è Cesi nel progetto relativo all'interconnettore euroafricano che porterà alla costruzione di un cavo sottomarino elettrico tra Egitto, Cipro e Grecia. Player principale è la Egyptian Electricity Holding Company (Eehc) che ha formato un comitato per il progetto

Parlerà anche italiano l’Interconnettore Euro Africa, il cavo sottomarino che si snoderà sull’asse Cairo-Nicosia-Atene e che rafforza uteriormente la posizione egiziana nello scacchiere legato al dossier energetico.

L’italiana Cesi si occuperà degli studi tecnici e delle soluzioni adeguate per le rotte pianificate non influenzate da vari fattori climatici, oltre agli aspetti finanziari e legali del progetto. Un altro passo di avvicinamento alla composizione di quel puzzle tutto energetico che vede come protagonista il Mediterraneo.

EUROAFRICA

Un interconnettore sottomarino con una capacità di 2000-3000 megawatt che si somma ai gasdotti e alle nuove rotte del petrolio nordafricano. Ecco il progetto che è stato al centro di un incontro al Cairo tra i ministri degli esteri dei tre paesi, l’egiziano Samech Sucre, il greco Nikos Kotzias e il cipriota Nicos Christodoulides. Gli accordi tripartiti dovrebbero essere firmati entro la fine dell’anno, dal momento che il governo egiziano attribuisce grande importanza al completamento e al funzionamento della interconnessione elettrica con Cipro e la Grecia.

La fase operativa è alle porte, con la progettazione già avviata per costruzione, funzionamento, manutenzione ed assicurazione. Dalla prossima settimana verranno valutati gli studi ambientali e il piano di finanziamento preliminare per la costruzione del cavo elettrico sottomarino, nonché i piani preliminari di attuazione, da vagliare dopo il report dei tecnici incaricati.

“Il progetto fa parte della strategia del governo per rendere l’Egitto un centro energetico regionale”, ha detto il ministro Sucre al Cairo ricevendo i due suoi omologhi, sottolineando che l’Egitto svolge un ruolo unico nel collegare le reti dei paesi a est (Sudan, Arabia Saudita, Oman), a quelle dei paesi a nord-ovest (Algeria, Marocco, Tunisia) e anche al Nord Africa. Da qui si comprende l’importanza dell’Euroafrica Interconnector perché investe geograficamente due segmenti (come quello africano e quello della penisola arabica) che sono interessati da nuove strategie commerciali, sia da parte dell’Ue che da parte della Cina.

AUTOSTRADA ENERGETICA

Il ritornello che è stato alla base dell’interconnettore è la fine dell’isolamento energetico nell’Ue, sia perché l’Europa continentale e la sua sete di energia non possono fare affidamento esclusivamente su rotte prestabilite che sono anche sotto minacce “a intermittenza” da parte di alcuni fornitori, come lo stesso Ceo ha detto nel dicembre scorso davanti agli eurodeputati. Sia perché la nuova autostrada energetica, di fatto, è un ponte tra i due continenti con una lunghezza totale di 1520 km e crea un percorso alternativo affidabile per il trasferimento di energia elettrica da e verso l’Europa.

Tra l’altro contesti energeticamente isolati, come Creta o Cipro, che fanno molto affidamento sui combustibili liquidi importati per le loro centrali elettriche, al momento dispongono rispettivamente di 1.000 megawatt e di non più di 1.200.

Inoltre EuroAsia Interconnector promuove lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO2, con significativi vantaggi economici e geopolitici per i paesi coinvolti e contribuisce all’obiettivo dell’Ue di raggiungere il 10% dell’interconnessione elettrica tra gli Stati membri.

La società cipriota che poserà i cavi, la Quantum Cable, è regista di un altro cavo che si spingerà fino in Spagna da cui ne parte a sua volta un altro in direzione Virginia: e ha dichiarato che il progetto da 200 milioni di dollari sarà completato nel 2020, e avrà una capacità 40 volte superiore a quella dei cavi attualmente esistenti sotto il Mar Mediterraneo. Una rivoluzione. La prospettiva è di avere dati per 160 terabyte al secondo (Tbps) che scorreranno attraverso Israele e gestire contemporaneamente 80 milioni di chiamate video ad alta definizione tra Asia ed Europa.

Si tratterebbe, secondo le prime stime, del 60 percento del traffico online mondiale. Il coinvolgimento di Israele è il fisiologico frutto del trilaterale di cooperazione siglato lo scorso anno a Salonicco dal primo ministro greco Alexis Tsipras, dal presidente cipriota Nicos Anastasiades e dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Obiettivo “supportare lo sviluppo di nuove interconnessioni via cavo tra i tre paesi”.

CEO

Presidente e Ceo di Euroafrica Interconnector è il cipriota Nasos Ktorides, con la sua Quantum Cable, che sin dall’inizio del progetto ha puntato tutto sulla mancata elettrificazione di pezzi di Mediterraneo. Le sue attività si snodano nei settori dell’energia e delle banche. La società è stata determinante nella creazione della Banca commerciale della Grecia a Cipro, della quale era il secondo maggiore azionista.

E’ Vicepresidente esecutivo della Banca commerciale della Grecia a Cipro, Ceo di EuroAsia, di Quantum Cable e di Quantum Energy Group.

Primo Ambasciatore Unicef a Cipro e abile negoziatore, Ktorides è presenza fissa alle Maratone di Atene, Boston, North Pole e Antarctic Ice Marathon, riconosciuta come la maratona più a nord della terra a cui finora solo diverse centinaia di persone hanno partecipato. È anche un paracadutista e pilota di tuta alare in caduta libera addestrato in Russia e membro sia della British Parachute Association che della US Parachute Association.

twitter@FDepalo

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