L'Istat ha certificato lo stallo del Pil proprio ieri. E oggi dal Centro studi di Confindustria ammettono la dura realtà. Anche la manifattura perde colpi. Ma il governo non sembra toccato più di tanto

Se la crescita si è fermata un motivo ci sarà. Eccolo. La produzione industriale italiana procede anche nei mesi autunnali con una dinamica molto volatile, lungo una tendenza di estrema debolezza. Lo dice chiaro e tondo il Centro studi di Confindustria, diretto dall’ex Fmi Andrea Montanino. A ottobre si è avuto un calo dell’attività dello 0,3%, dopo +0,2% in settembre. “Tale andamento”, spiega Confindustria, “è dovuto al peggioramento di entrambe le componenti della domanda. La diminuzione della fiducia degli imprenditori manifatturieri negli ultimi mesi è coerente con il proseguimento di una dinamica dell’attività fiacca nel resto dell’anno”. Per il terzo trimestre del 2018 a Viale dell’Astronomia stimano una stagnazione dell’attività, dopo il -0,2% rilevato dall’Istat nel secondo.

Più nel dettaglio l’indagine del Csc sull’industria rileva come la produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, avanza in ottobre del 2,1% rispetto allo stesso mese del 2017. La produzione media giornaliera mantiene dunque una dinamica positiva ma risulta in decelerazione nell’ultimo mese. Gli ordini in volume aumentano in settembre dello 0,3% su agosto (-1% su settembre 2017) e in ottobre dello 0,1% sul mese precedente (+1,4% annuo).

Il Centro studi di Confindustria segnala come la dinamica della produzione dell’industria nel corso del 2018 sia stata caratterizzata da forti oscillazioni mensili lungo una tendenza sostanzialmente piatta: i livelli in ottobre sono in linea con quelli toccati in media nei precedenti tre trimestri e non ci sono indicazioni di miglioramento nel resto dell’anno. Ciò che ha contribuito maggiormente a frenare l’attività nei mesi più recenti è stata la bassa dinamica della domanda interna, che è stata intaccata dalla crescente sfiducia, specie nell’industria (da gennaio a ottobre l’indice di fiducia e’ diminuito di 6 punti).

L’allarme di Confindustria arriva nello stesso giorno in cui il governo ribadisce invece il suo ottimismo sulle possibilità della manovra di garantire crescita nei prossimi mesi. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti ha fatto notare come “gli allarmi sono sempre gli stessi ma vengono continuamente ripetuti: sono cose che sapevamo, sono le opinioni espresse anche in altri contesti. Noi abbiamo costruito una manovra che è più ottimistica perché pensiamo che un po’ di ottimismo non guasti e che le cose che abbiamo in mente di fare e abbiamo messo in manovra possano cambiare qualcosa in meglio”.

 

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