Il passo di Mosca in Libia lancia un ulteriore importante messaggio sia alla comunità internazionale sia alle forze che si contendono la regione. Giusto poche settimane fa, infatti, Haftar aveva invocato l'aiuto di Putin

Gli investimenti in Libia attraggono, i disordini nel Paese spaventano, le materie prime di cui la regione è ricca continuano ad alimentare le tensioni. È inutile dire che la possibilità di guadagno resta uno dei motori principali che alimentano le interferenze che in questi anni hanno accompagnato la Libia verso il grande vuoto con cui si trova a combattere in questo momento storico. E mentre la tregua a Tripoli sembra attualmente scongiurare il rogo definitivo sulla stabilizzazione del Paese, ad ormai poco più di un mese dalla Conferenza internazionale che si terrà in Sicilia, la Russia entra a gamba tesa nella delicata situazione e firma un’intesa con Tripoli per attrarre investimenti.

Il ministro dell’Economia del governo di accordo nazionale, Naser al Darsi ha firmato ieri a Mosca il protocollo d’intesa, accompagnato da diversi dirigenti d’impresa libici. Secondo quanto riferito dal ministro libico al giornale Kommersant, la delegazione di alto livello si muoverà sul terreno riguardante progetti di cooperazione nel settore della costruzione ferroviaria. Un accordo preceduto da altre visite, l’ultima appena poche settimane fa, durante la quale, sempre secondo al Darsi, si sono tenuti “meravigliosi negoziati” con la dirigenza delle Ferrovie russe (Rzd) e si è discusso sul progetto del progetto di una ferrovia che colleghi le città libiche di Bengasi e Sirte.

“Una delegazione composta da alti funzionari responsabili delle ferrovie in Libia visiterà presto Mosca accompagnata da ingegneri ed esperti finanziari. Ci sarà una discussione sulla ripresa dei vecchi accordi. La delegazione è pronta ad arrivare non appena la Russia rilascerà loro i visti e fisserà una data per la visita. Abbiamo davvero bisogno di buone strade. In precedenza ci siamo concentrati sugli aeroporti, ma non abbiamo aerei a causa della guerra”, ha detto al Darsi.

Un’idea che era già in cantiere da diverso tempo. Il primo vice amministratore delegato delle ferrovie russe, infatti, ha riferito al sito informato Sputinik come l’azienda stesse valutando la possibilità di riprendere la costruzione della ferrovia, i cui lavori iniziato sotto il regime di Gheddafi, erano stati interrotti nel 2011, a patto che Tripoli avesse compensato i costi.

D’altra parte, il passo di Mosca in Libia lancia un ulteriore importante messaggio sia alla comunità internazionale, che alle forze che si contendono la regione. Giusto poche settimane fa, infatti, Khalifa Haftar aveva invocato l’aiuto russo nella crisi del Paese. Durante l’incontro con l’attivista politico libico Aref Ali Nayed, il rappresentante presidenziale speciale russo per il Medio Oriente e i paesi africani e il vice ministro degli esteri Mikhail Bogdanov hanno confermato la disponibilità di Mosca a promuovere la regolamentazione libica sotto l’egida dell’Onu.

“Il punto focale della conversazione è stato lo sviluppo della situazione di crisi in Libia e le prospettive di regolamentazione. Abbiamo confermato la disponibilità a promuovere lo sviluppo sostenibile del processo politico in Libia sotto l’egida dell’Onu e nel quadro della realizzazione del piano d’azione sviluppato dal rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite in Libia Ghassan Salame“, aveva osservato il ministero.

La parte russa aveva inoltre rilevato “l’importanza di stabilire un ampio dialogo nazionale con la partecipazione di rappresentanti delle principali forze politiche e regioni del paese”.

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