L’avanguardia dell’industria italiana della carta in Europa tra riciclo e innovazione

L’avanguardia dell’industria italiana della carta in Europa tra riciclo e innovazione
Lo studio della Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa, condotto dal professor Marco Frey e presentato oggi a Roma (“Imballaggi, sostenibilità e innovazione: la filiera cartaria in prima linea”) conferma che l’industria cartaria italiana è tra le prime in Europa per capacità di innovare processi e prodotti

La quarta rivoluzione industriale, la cosiddetta Industria 4.0, grazie alla diffusione delle tecnologie digitali, sta trasformando profondamente il comparto industriale e i meccanismi attraverso cui ha finora prodotto valore, innovazione, occupazione e benessere. La digitalizzazione sarà un fattore abilitante anche per la transizione verso il modello di economia circolare. Uno studio della Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa, condotto dal professor Marco Frey e presentato oggi a Roma (“Imballaggi, sostenibilità e innovazione: la filiera cartaria in prima linea”) conferma che l’industria cartaria italiana è tra le prime in Europa per capacità di innovare processi e prodotti.

Secondo l’Ocse per “eco-innovazione” si intende “l’introduzione di qualsiasi prodotto nuovo, processo, cambiamento organizzativo o soluzione di marketing che riduce l’uso di risorse naturali (inclusi materiali, energia, acqua e terra) e diminuisce il rilascio di sostanze nocive per l’intero ciclo di vita”. Il tema dell’eco-innovazione si pone al centro di politiche globali (Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile 2030 dell’Onu), europee (Un futuro sostenibile con l’eco-innovazione) e nazionali.

Obiettivo della ricerca è quello di offrire una ricostruzione e un bilancio complessivo dell’innovazione registratasi in Italia nel settore degli imballaggi in carta e cartone, anche alla luce degli importanti mutamenti sociali ed economici del nostro tempo, i quali impongono una costante ricerca di soluzioni innovative, performanti e ambientalmente sostenibili. I dati di partenza sono incoraggianti: l’industria cartaria europea investe 3 miliardi e mezzo l’anno in innovazione e conta di sostenere investimenti per 24 miliardi di euro entro il 2050; quella italiana 420 milioni l’anno, pari al 12% del dato europeo.

“La vivacità del settore cartario – secondo Amelio Cecchini, presidente di Comieco – è confermata anche dagli oltre 300 brevetti depositati in Italia per quanto riguarda lo sviluppo e la progettazione di imballaggi cellulosici negli ultimi anni. Nel 2017, lo European Patent Office ha ricevuto oltre 4.300 domande di brevetto da parte di imprese italiane, il 23% delle quali ha riguardato il settore delle macchine e delle tecnologie dedicate a carte e cartoni. L’innovazione in quest’area ha portato a realizzare imballaggi sempre più riciclabili e compostabili rendendo l’economia circolare una realtà e non solo uno slogan”.

Le più recenti ricerche condotte dalla MacArthur affermano che tra i nuovi trend che vedono l’innovazione a supporto dell’economia circolare, l’intelligenza artificiale svolgerà un ruolo da protagonista nella progettazione di prodotti, nella gestione dei modelli di business e nell’ottimizzazione delle infrastrutture. E saranno i cosiddetti millennials, la generazione nata negli anni Novanta, che vedranno crescere nei prossimi anni la loro capacità di crescita. Essi introdurranno una “dimensione digitale” del tutto nuova e un cambiamento negli stili di vita del futuro consumatore.

Quali saranno quindi le principali sfide che il settore dovrà affrontare nei prossimi anni? L’e-commerce, innanzitutto: nel 2018 il commercio elettronico nel nostro Paese ha superato i 27 miliardi di euro, con 260 milioni di spedizioni e un incremento del 16% rispetto al 2017; le quantità di imballaggi da raccogliere e gestire cresceranno in modo vertiginoso. La qualità della carta raccolta: dall’agosto del 2017 la Cina ha imposto misure restrittive alle importazioni, prevedendo che la carta non contenga sostanze contaminanti superiori allo 0,5%; migliorare la qualità della carta raccolta può essere possibile solo grazie ad un apporto innovativo e circolare. Infine la gestione degli scarti di “pulper” che non possono essere riciclati ma ad alto valore energetico, che possono essere recuperati in maniera ambientalmente ed economicamente sostenibile. “Questa opzione – secondo il presidente di Assocarta Girolamo Marchi – si scontra con l’impossibilità da parte delle imprese italiane di installare questi impianti all’interno dei propri siti produttivi e la concomitante mancanza, all’esterno, di infrastrutture sufficienti per recuperare gli scarti generati dall’industria del riciclo”.

I nuovi obiettivi di riciclo per gli imballaggi al 2025 e al 2030 contenuti nel Pacchetto sull’economia circolare (in corso di recepimento nella normativa nazionale) testimoniano l’importanza che la politica europea assegna all’innovazione e al continuo miglioramento delle performance. Solo la piana integrazione tra innovazione ed economia circolare, conclude lo studio, consentirà il superamento di tali sfide, andando a confermare gli importanti risultati raggiunti fino ad oggi dall’industria cartaria ed, in particolare, dal settore degli imballaggi in carta e cartone che, con il 79,8% del tasso di riciclo al 2017 ha già superato l’obiettivo del 75% previsto per il 2025.

ultima modifica: 2019-03-20T17:19:38+00:00 da Saturno Illomei

 

 

 

 

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