Tweet al vetriolo dell'inviato Onu in Libia che ha accusato duramente la gestione delle risorse petrolifere nel Paese facendo riferimento a casi di corruzione e agli alti stipendi delle forze governative. È ancora caos nel Paese

Un tweet anomalo per un inviato dell’Onu, esplicito, con un chiaro attacco al governo di Tripoli. È quello che ieri a tarda sera ha scritto Ghassan Salamé, rappresentante delle Nazioni Unite in Libia. “Devo dire – ha twittato il responsabile dell’Unsmil, ponendo una domanda di sfida – che un Paese che esporta 1,3 milioni di barili di petrolio al giorno e ha centinaia di scuole-baraccopoli e dozzine di ospedali che versano in condizioni disastrose e non ha speso milioni per il mantenimento delle sue strutture mentre stanzia il 60 per cento del suo bilancio per gli stipendi e centinaia di milioni di onorari per le sue controverse istituzioni?”.

Un attacco frontale che – pare – diretto soprattutto al governo tripolino guidato da Fayez al Serraj. A rispondere, altrettanto duramente, è stato il Consiglio di Stato libico. In un comunicato, l’istituzione di Tripoli descrive le dichiarazioni del diplomatico libanese come una “deliberata distorsione delle istituzioni del governo”, chiedendo a Salamé di circostanziare le proprie accuse o di scusarsi pubblicamente. Salamé, aveva già rilasciato nella giornata di ieri un’intervista all’emittente televisiva “al Jazeera” denunciando la corruzione diffusa in un’ élite politica libica che ignora la povertà. “Tali affermazioni – ha replicato il Consiglio di Stato – non sono un modo valido per combattere la corruzione; piuttosto, si tratta di un insulto ai funzionari dello Stato con l’obiettivo di minare la fiducia dei cittadini nei loro confronti”.

La polemica scoppia in una fase in cui Salamé è impegnato a portare le parti libiche attorno a un tavolo per una Conferenza nazionale che, nella strategia dell’inviato Onu, costituisce un momento fondamentale per arrivare a nuove elezioni e trovare una soluzione politica alle questioni in sospeso. Soprattutto, questo attacco dell’inviato Onu arriva dopo settimane in cui il Generale Khalifa Haftar ha allargato a dismisura la propria area d’influenza: dopo aver conquistato il Sud libico è arrivato quasi a ridosso della Tripolitania, non distante da Misurata, con le proprie truppe.
Vedremo se lo sfogo di Salamé servirà per dare una scossa alle varie fazioni libiche oppure se saranno un ostacolo per trovare un’intesa a Gadamesh a metà aprile dove tutte le parti si riuniranno alla sua presenza per decidere una data prossima per le elezioni. Le scorse settimane, a Tripoli, già si erano tenute piccole manifestazioni a Tripoli che puntavano il dito proprio contro Salamé, accusato di essersi schierato dalla parte di Haftar. Non resta che attendere.

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