Cosa si cela dietro la nuova guerra di carte bollate tra Ucraina e Russia

Cosa si cela dietro la nuova guerra di carte bollate tra Ucraina e Russia
Strascichi da Crimea. La compagnia ucraina Naftogaz ha intentato una causa contro la Federazione Russa per beni che quest'ultima ha sequestrato dopo l'annessione del 2014. E chiede un risarcimento di 5,2 miliardi di dollari

Nuova guerra di carte bollate tra Kiev e Mosca. Dopo gli scontri degli anni scorsi relativamente alle “pratiche anticoncorrenziali” per i guadagni dal transito della preziosa risorsa energetica, Naftogaz va nuovamente in Tribunale e chiama in causa Mosca con la Corte permanente di arbitrato dell’Aia. Secondo una dichiarazione di Naftogaz, la sentenza arriverà non prima della fine del 2020.

QUI KIEV

Strascichi da Crimea: Naftogaz sostiene la tesi di avere avuto in portafoglio i propri beni energetici più preziosi quando vennero confiscati dopo l’invasione e l’annessione nel 2014. Una vera e propria saga quella tra Naftogaz e Gazprom, in cui entrambe le parti si sono accusate a vicenda di violazione degli obblighi contrattuali. Oschadbank, la seconda più grande banca statale ucraina per volume di affari, ha già ricevuto 1,3 miliardi di dollari in crediti persi in Crimea dalla Corte Arbitrale Internazionale.

QUI MOSCA

Mosca contesta i termini del danno stimato (5,2 miliardi) e annuncia ricorso contro la decisione. Circa un anno fa la Corte Arbitrale di Stoccolma si era pronunciata a favore e aveva dato ragione alla compagnia ucraina: dagli originali 4,63 miliardi di dollari dovuti da Gazprom, la corte di Stoccolma decretò che solo 2,56 miliardi di dollari sarebbero stati effettivamente versati a Naftogaz, dato che Naftogaz era stata precedentemente condannata a pagare circa 2 miliardi per arretrati. La corte ha anche obbligato Naftogaz a comprare ogni anno 5 miliardi di metri cubi di gas naturale dalla compagnia russa a partire da quest’anno.

QUI UE

Intanto parte da Bruxelles il ramoscello di ulivo verso Mosca e Kiev: la Commissione europea ha offerto alla Russia e all’Ucraina di stipulare un contratto di transito del gas per dieci anni a partire dall’inizio del 2020 e questa proposta sarà discussa in occasione dei colloqui trilaterali sul gas della Russia, dell’Ucraina e dell’Ue a livello ministeriale.

I dati dell’offerta sono contenuti in una missiva indirizzata da Maros Sefcovic, vicepresidente della Commissione europea e responsabile energetico, ai governi dei due Paesi per tentare di appianare la controversia e programmare le condizioni di transito dal prossimo gennaio 2020. Se da un lato la Russia sarebbe pronta a prendere in considerazione solo la proroga di 13 mesi dell’attuale contratto, l’Ucraina mostra pessimismo.

TRANSITO

Sul punto si registra l’auspicio del ceo di Naftogaz in Ucraina Andriy Kobolyev: spera che la delegazione russa sia presente a Bruxelles il prossimo 16 settembre per partecipare ai colloqui trilaterali sulla continuazione del transito del gas dalla Russia all’Europa attraverso il territorio ucraino. E dalle colonne dell’Handelsblat osserva: “I funzionari russi non sono nemmeno venuti a Bruxelles per i preparativi tecnici per il trilaterale UE-Ucraina-Russia di gennaio. Hanno rimandato il turno successivo per mesi e non hanno nemmeno confermato che avrebbero partecipato a una riunione a settembre”.

Per cui molti sono i dubbi di Kiev sul fatto che Mosca manterrà la sua promessa al cancelliere tedesco Angela Merkel sulla continuazione del transito di gas attraverso l’Ucraina dopo il lancio del gasdotto Nord Stream 2. Se il transito dovesse essere interrotto, l’Ucraina perderebbe annualmente circa 3 miliardi di dollari, pari al 2,5% del Pil.

SCENARI

Sul punto si registra l’annuncio del neo presidente ucraino Zelensky, secondo cui l’Ucraina è pronta a raggiungere accordi con la Russia sul transito del gas già a settembre. “Per quanto ne so prevediamo di continuare questo discorso a dicembre. Ho annunciato la mia posizione e quella del mio team: a settembre vogliamo sedere al tavolo e risolvere questo problema. E penso che lo risolveremo”, ha detto due settimane fa.

La replica di NJSC Naftogaz Ukrainy è apparsa sulla pagina Facebook ufficiale del gruppo, a firma di Yuriy Vitrenko, direttore esecutivo: “Dicono che Gazprom vuole un contratto di transito non per 10 anni, come proposto dalla Commissione europea, ma solo sei mesi o un anno, fino al completamento del Nord Stream 2. Sarebbe apprezzabile che Gazprom rispondesse ufficialmente alla proposta. Se Gazprom non accettasse questa offerta, offra la propria opzione. La parte ucraina ha ripetutamente sottolineato che siamo interessati a continuare il transito, quindi stiamo assumendo una posizione costruttiva”.

twitter@FDepalo

 

ultima modifica: 2019-08-04T10:00:23+00:00 da Francesco De Palo

 

 

 

 

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