L’euroschiaffo a Gazprom sul gas riavvicina Mosca e Kiev?

L’euroschiaffo a Gazprom sul gas riavvicina Mosca e Kiev?
Ribaltata la decisione che consentiva al colosso russo di aumentare le consegne in Europa attraverso il gasdotto Opal

La Corte Suprema dell’Ue molla uno schiaffo a Gazprom, ma probabilmente la riavvicina a Kiev. Ribaltata la pronuncia con la quale si consentiva al colosso del gas russo di aumentare le consegne in Europa attraverso il gasdotto Opal, che collega il Nordstream alla Germania, sostenendo che la decisione “ha violato i principi dell’Unione europea”.

IN TRIBUNALE

La Corte di giustizia europea, a sostegno della tesi di Polonia, Lituania e Lettonia, ha osservato che la decisione della Commissione del 2016 era stata presa “in violazione del principio di solidarietà energetica”. Il nodo a questo punto verte sul mancato ruolo del Nordstream II, visto che l’obiettivo dell’oleodotto era ed è di permettere a Mosca di raddoppiare la quantità di gas che invia alla Germania, aggirando i territori polacco e ucraino.

Andando a ritroso in questa faccenda spicca il dato iniziale, che consentiva a Gazprom di utilizzare solo il 50% della capacità di Opal, a causa delle norme dell’Ue progettate per impedire a un singolo gruppo di monopolizzare le infrastrutture energetiche cruciali. Risale al 2016 la decisione della Commissione di eliminare tale limite, con la conseguente appendice in Tribunale da parte di Polonia, Lituania e Lettonia.

SCENARI

Secondo Maciej Wozniak, vicedirettore generale del player polacco PGNiG, un effetto della sentenza della Corte di giustizia europea sarà che Gazprom si vedrà costretta a inviare volumi più elevati in Europa tramite oleodotti alternativi in ​​Ucraina. Un passaggio che potrebbe rendere più difficile per la Russia utilizzare quei volumi per esercitare pressione su Kiev. Il suo ragionamento è che dal momento che il colosso russo non è più monopolista sul gasdotto Opal, non sarà in grado di interrompere il transito di gas verso l’Europa attraverso l’Ucraina, almeno nei prossimi mesi.

E se da un lato la sentenza della Corte potrebbe salvare l’Ucraina e l’Europa dalla turbolenza del mercato come quella di gennaio e febbraio 2009, dall’altro si aspettano i canonici due mesi per valutare se la Commissione europea guidata dalla tedesca Ursula Von der Layen, merkeliana di ferro, farà o meno ricorso.

QUADRO

La sentenza porta in grembo una serie di osservazioni. Il gasdotto in questione ha la capacità di trasportare 36 miliardi di metri cubi di gas all’anno, ma i flussi verranno ridotti dopo la pronuncia di 12,4 miliardi di metri cubi all’anno. Per cui le strade d Kiev e Mosca, dopo le eurocarte bollate, possono tornare ad incrociarsi.

Sul punto sta montando la preoccupazione nei Paesi a ovest dell’Ucraina che le forniture di gas russo potrebbero essere interrotte il 1 gennaio prossimo, per cui i paesi dell’Europa centrale hanno immagazzinato riserve extra di gas per prepararsi alla possibile interruzione. Il numero uno di Gazprom, Alexei Miller, ha detto al Presidente russo Vladimir Putin che ad oggi il problema principale è la fornitura di gas al mercato ucraino. Per cui la questione va collocata all’interno del perimetro di negoziati bilaterali tra Russia e Ucraina. E certamente tali legami hanno registrato un picco di miglioramento dopo lo scambio di prigionieri stimolato dal nuovo presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

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ultima modifica: 2019-09-11T11:10:41+00:00 da Francesco De Palo

 

 

 

 

 

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