Due leader con un percorso recente difficile e con una innata propensione per trasformare nell’oro della comunicazione il ferro delle rispettive esperienze politiche. Che cosa rappresenta questo incontro? L'analisi di Antonucci

La data è fissata: il 15 ottobre 2019, in seconda serata. Il ring simbolico è il salotto televisivo politico più rilevante d’Italia: Porta a Porta, su Rai 1, dopo la partita della nazionale. Maestro di cerimonie e arbitro del confronto è Bruno Vespa, da sempre depositario del titolo di presidente della terza camera parlamentare: quella della comunicazione televisiva. Difficile immaginare un contesto che più nazional-popolare di questo.

I due contendenti, Matteo Salvini e Matteo Renzi, pesi massimi della comunicazione politica, tutti e due nati a metà anni 70 appaiono tonici dal punto di vista della retorica e della ricerca del consenso a presa rapida, anche se politicamente ai margini, e non nella pienezza del flusso dell’azione del governo e dei percorsi parlamentari.

Renzi sta cercando di costruire una nuova stagione politica grazie all’“invenzione” di un soggetto partitico, del tutto personale. Italia Viva è appena nato e già pare offuscato dai dubbi di chi vi vede lo strumento di Renzi per compiere azioni sulla maggioranza politica di governo volte a minare il futuro dell’esecutivo. Non un viatico propriamente positivo per la creatura politica ai suoi primi passi.

Salvini, dal canto suo, è impegnato nella difficile manovra di recuperare il proprio consenso, battendo piazze, feste e manifestazioni, dopo l’errore di calcolo politico che lo ha portato ad aprire la crisi del governo giallo-verde ad inizio agosto. In Italia si perdonano molte cose: non l’ingenuità politica. Il percorso di ridefinizione della situazione che ha aperto la crisi (“una manovra di palazzo, voluta da personalità politiche attaccate alle poltrone”) è in corso nelle piazze e negli incontri battuti sul territorio dal leader leghista, ma è un percorso complesso, che difficilmente si avvantaggerà delle probabili vittorie leghiste nelle prossime elezioni regionali.

Due leader con un percorso recente difficile e con una innata propensione per trasformare nell’oro della comunicazione il ferro delle rispettive esperienze politiche. Che cosa rappresenta questo incontro?

Un evento puramente mediatico, voluto e sollecitato dai due Mattei per occupare e tematizzare l’agenda mediatica prima, durante e dopo la data del 15 ottobre e dare carburante comunicativo ai rispettivi percorsi politici. Il signore dell’audience dell’infotainment politico, Bruno Vespa, vede nel confronto l’occasione per ribadire la propria centralità nel mondo della informazione politica e pregusta già un audience cospicua, con tanto di contorno di commenti social per tutta la trasmissione. Insomma, due protagonisti perfetti per i duelli verbali, un set televisivo ideale per il confronto, l’arbitro più consapevole della rilevanza dell’evento, ma un evento mediatico e nulla più. La macchina del governo Conte 2 comincia ad avviarsi con la legge di bilancio, le urne per le elezioni politiche si stagliano lontane.

È bene che i due Mattei moderino le forze, in vista del ripetersi del confronto in più puntate. E chissà che non diventi un format con una sua serialità.

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