Che cosa (non) ci faceva il numero uno della Cia a Roma?

Che cosa (non) ci faceva il numero uno della Cia a Roma?
Il numero uno della Cia, Gina Haspel, è stata oggi a Roma, presso la nuova sede unitaria dell'intelligence a piazza Dante, dove ha incontrato i direttori di Dis, Aisi e Aise, Gennaro Vecchione, Mario Parente e Luciano Carta

Il numero uno della Cia, Gina Haspel, è stata oggi a Roma, presso la nuova sede unitaria dell’intelligence a piazza Dante, dove ha incontrato i direttori di Dis, Aisi e Aise, Gennaro Vecchione, Mario Parente e Luciano Carta.
Una visita che, è stato detto alle agenzie di stampa, era programmata da tempo, da due mesi e mezzo, e dunque non collegata ai fatti recenti. Difficile stabilire se l’arrivo della 007 americana possa essere correlato alla contro-indagine in corso sul Russiagate voluta dall’amministrazione Trump (ipotesi smentita perché non si sarebbe parlato di questo ma di molti altri temi, compresa la prossima visita negli Stati Uniti del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella) o se si tratti di una casualità. È arrivata, comunque, nel pieno della vicenda del momento.

GLI ULTIMI SVILUPPI

Il pressing americano si è recentemente intensificato. Con una lettera inviata il 2 ottobre, tra gli altri, all’inquilino di Palazzo Chigi Giuseppe Conte, il presidente della Commissione Giustizia del Senato Usa Lindsey Graham, leader repubblicano tra i più vicini a Donald Trump, ha invitato Roma “a collaborare con l’attorney general” William Barr nell’inchiesta. Obiettivo: determinare da dove sia partita l’indagine del Fbi sulla presunta collusione tra il tycoon e il Cremlino durante le presidenziali del 2016. E, stabilire, se ci sia stato un complotto internazionale per danneggiare Trump.
Un concetto ulteriormente rafforzato da Graham che davanti ai media Usa si è chiesto “perché vada bene cooperare con Mueller (il procuratore speciale che ha condotto l’indagine sul Russiagate) e non vada bene cooperare con Barr per stabilire se Trump sia stato vittima di un’operazione d’intelligence fuori controllo”.

LA VICENDA IN ITALIA

Questa vicenda è arrivata a dopo la notizia, data dai quotidiani americani, di un doppio incontro tenuto fino ad allora segreto che Barr avrebbe tenuto a Roma con i vertici dell’intelligence italiana. Un caso che, presto, arriverà al Copasir, il comitato parlamentare di vigilanza sui servizi segreti oggi ha eletto suo nuovo presidente il leghista Raffaele Volpi, dopo la nomina di Lorenzo Guerini a titolare del dicastero della Difesa, tornando così pienamente operativo.

CONTE AL COPASIR

Dopodiché il presidente del Consiglio Conte, che ha dato agli 007 il via libera a tenere le riunioni, sarà convocato dall’organismo per una audizione che mirerà a fare chiarezza su alcuni aspetti ancora poco chiari della vicenda che stanno animando il dibattito politico.
Tra questi: l’Italia ha avuto un ruolo nel Russiagate americano? E se sì, quale? Che cosa si sono detti i vertici della nostra intelligence (ammesso che delle faccende tra Russia e Usa in questione abbiano una conoscenza diretta) e i rappresentanti dell’amministrazione americana giunti nella Capitale? E quale è stato il grado di coinvolgimento del versante politico della Penisola, a cominciare proprio dall’inquilino di Palazzo Chigi, che ha conservato finora la delega ai servizi segreti (anche questo è un tema del quale si discute)?

ultima modifica: 2019-10-09T10:10:09+00:00 da Michele Pierri

 

 

 

 

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