La strada dell’innovazione verde (anche industriale) è obbligata. Parla Braga (Pd)

La strada dell’innovazione verde (anche industriale) è obbligata. Parla Braga (Pd)
Domani un convegno alla Camera metterà a confronto le migliori strategie per salvare il Pianeta dalla plastica, senza arrecare danni all'industria. La riflessione della coordinatrice dell'Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo sostenibile

Il mondo, o parte di esso, avanza veloce verso la transizione energetica, la de-carbonizzazione e gli obiettivi fissati dall’Agenda 2030. Ma per qualcuno i nostri oceani continuano ad essere popolati più da bottiglie di plastica che da pesci. Forzature a parte, la corretta gestione della plastica è il grande tema di oggi ma anche di domani. E la grande industria mondiale non può certo sottrarsi a tale sfida, anche ai tempi della plastic tax. Sfida che animerà domani il convegno alla Camera Rivoluzione plastica – da Natta alla bioplastica, passando per il riciclo chimico: quali prospettive? organizzato da Globe – Associazione Italiana per il Clima e con il patrocinio di Ispra. Ricco il panel: da Enrico Giovannini, portavoce Asvis, a Gianni Girotto, presidente della commissione Industria del Senato, fino ad Alessandro Bratti, dg dell’Ispra, Roberto Morassut, sottosegretario all’Ambiente e Chiara Braga, deputata Pd alla commissione Ambiente e coordinatrice dell’intergruppo parlamentare sullo sviluppo sostenibile.

Chiara Braga spiega così a Formiche.net il senso dell’iniziativa. “Il convegno del 12 novembre Rivoluzione Plastica era stato pensato ben prima della querelle sulla plastic tax di queste settimane. E si tratta proprio dell’evento finale della mostra Planet or Plastic di National Geograpich promossa dall’Intergruppo Sviluppo Sostenibile, di cui sono coordinatrice e, d’intesa con il presidente Roberto Fico, ospitata per un mese grazie al lavoro di Basf e Globe – Associazione Nazionale per il Clima, a Palazzo Valdina”, spiega Braga.

“La mostra descrive con 40 foto dei più importanti fotografi del mondo la questione dell’inquinamento marino da plastica, il cosiddetto marine litter. Ha avuto oltre 18 mila visitatori in tutti Italia, più di mille cinquecento alla Camera dei deputati. Un numero impressionante contando che l’accesso al palazzo, trattandosi di una sede del Parlamento, è più difficile. Oltre 35 scuole la hanno visita: questo per ribadire quanto sia stata anche un momento formativo per le generazioni future in un luogo che spesso se ne dimentica. Per ritornare al dibattito di queste ore penso che l’appuntamento sia un momento importante, forse l’unico concomitante alla sessione di bilancio, per descrivere a rappresentanti istituzionali, associazioni, industrie, osservatori e portatori di interesse che la strada della sostenibilità e dell’innovazione verde – anche industriale – sono percorsi obbligati, senza voler criminalizzare alcun materiale, ma è necessario camminino di pari passo”.

Ma come affrontare il problema della plastica nei prossimi anni? Braga ha la sua ricetta. “La plastica e i comportamenti scorretti ad essa associati, come il mancato conferimento di questo materiale al riciclo, l’inquinamento dei fiumi o la perdita dei carichi nelle grandi navi da trasporto sono in realtà problemi globali. Ma c’è una speranza l’Italia è, nel campo delle bio-plastiche e del riciclo chimico, un paese all’avanguardia. Occorre perciò trovare una linea mediana che aiuti l’industria ad innovarsi, il cittadino a riciclare: un incrocio virtuoso che vada verso una vera economia circolare. In Parlamento lavoreremo insieme al governo per rendere la plastic tax più sostenibile anche per il settore. Del resto la leva fiscale sia uno strumento fondamentale per stimolare e accompagnare la trasformazione in chiave ecologica dei nostri settori produttivi”.

ultima modifica: 2019-11-11T12:20:59+00:00 da Gianluca Zapponini

 

 

 

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