Lega Capitale. Salvini lancia la corsa al Campidoglio

Lega Capitale. Salvini lancia la corsa al Campidoglio
Dal Teatro Italia il leader della Lega lancia la campagna per Roma. Davanti i big romani del partito, da Durigon a Saltamartini, da Bongiorno a Rinaldi. È il battesimo della corsa del Carroccio al Campidoglio, che non sarà tutta in discesa

Sulle note dell’inno di Mameli Matteo Salvini fa il suo ingresso al Teatro Italia, accolto da un tripudio di applausi e bandierine sventolanti dagli spalti. È il battesimo della campagna elettorale della Lega per Roma. La Capitale, obiettivo a lungo ambito dal leader del Carroccio, ora non è più così lontana. Il 2021 è a un passo, e da mesi Salvini ha preso di mira la sindaca Virginia Raggi.

Come la pinna di uno squalo intorno alla preda, il leghista ha preso d’assedio il Campidoglio, un blitz dopo l’altro. Una gita alla discarica di Rocca Cencia, poi nella periferia di Ostia, poi ancora al deposito (chiuso) di Atac e via così, in una guerra a suon di hashtag con la prima cittadina, che risponde colpo su colpo.

Il raduno in teatro blocca mezzo quartiere, in tanti sono costretti ad andarsene mugugnando contro i giovani in pettorina rossa. Giacca e completo, i parlamentari del Carroccio si fanno largo nella calca e occupano le prime file. C’è anche un paio di delegazioni di Forza Italia e Fratelli d’Italia. Niente big. Per gli azzurri si affaccia il senatore Francesco Giro, assieme a un team di coordinatori locali.

Sul muro lo slogan per dare inizio alla rincorsa: “Aiuta Roma a tornare capitale”, adattamento romano del più trumpiano “M.a.g.a”. Salvini siede all’angolo, lascia andare avanti i suoi. La scelta non è casuale: in prima linea schiera i leghisti più romani che ha: il coordinatore del Lazio Francesco Zicchieri, Claudio Durigon, Antonio Rinaldi, Barbara Saltamartini, Giulia Bongiorno.

A rompere il ghiaccio con un pubblico insolito ci pensa l’accento romanesco di Durigon, già sottosegretario al MiSE, oggi scelto da via Bellerio per coordinare dall’alto la marcia sulla capitale. Sullo schermo scorre un breve video di selfie del “Capitano” in mezzo a istantanee di degrado capitale, seguite da una registrazione di dozzine di prenotazioni di analisi mediche senza lieto fine. “Pronto? Per una Tac? Luglio 2020″ e giù di risate, che si trasformano in fischi quando in ballo viene tirato “l’assenteista Zingaretti“. Durigon non usa i guanti: “I grillini li conosciamo, ci siamo stati al governo, sappiamo quanto sono inconsistenti”, “abbiamo raccolto 100mila firme contro la Raggi”.

Gli fa eco la Bongiorno, l’avvocato di ferro che Salvini vorrebbe candidare sindaco. “Ho prenotato per rifare la carta d’identità, mi hanno detto 4 mesi” confessa con stupore. “T’è annata bene!” le urlano in risposta per niente stupiti gli spettatori romani.

Ci mette più verve un’altra quota rosa del Carroccio, la Saltamartini, coordinatrice nell’umbra Terni ma già arruolata dal segretario per la sfida capitale. Affonda il coltello nella piaga dei rifiuti, “i grillini hanno fatto vergognare Roma di fronte al mondo”. Lo show continua con Enrico Tedesco, sindaco di Civitavecchia, prima vera conquista laziale della Lega. Un fiume di “buu” si riversa dagli spalti sulle “Sardine stonate che cantano bella ciao”.

Le arringhe dei leader sono inframezzate dagli annunci in rettotono dei nuovi coordinatori municipali. Il pubblico si spegne. È la prova che, a differenza di Giorgia Meloni e della destra romana, Salvini ancora non può contare su un team locale di grande presa nella capitale.

Per riaccendere la platea, solo alla fine, risale sul palco lui, accompagnato, come sempre, dal Nessun Dorma di Luciano Pavarotti. “C’è un momentaneo presidente del Consiglio che ha detto che mi querela, prenda il bigliettino, prima c’è Carola e poi la signora Cucchi” esordisce l’ex vicepremier fra i ghigni dei presenti. Poi tenta, senza troppa fortuna, di passare al romanaccio:”sto signor Conte me ricorda un po’er marchese der grillo”.

“Torneremo allo stadio Flaminio, a Rocca Cencia, ovunque c’è bisogno — è la promessa alla Raggi — vinceremo le elezioni, arriveremo preparati”. La road map per le urne è fin troppo ambiziosa. La Lega, dice Salvini, vuole fare tripletta: “Mi auguro che la prossima primavera si possa votare a Roma, nel Lazio, e in Italia”. Rimane cauto invece sul prossimo primo cittadino: “Vogliamo un sindaco onesto e capace”. Per il nome ufficiale toccherà aspettare. La discesa a Roma è appena iniziata.

ultima modifica: 2019-11-28T21:00:00+00:00 da Francesco Bechis

 

 

 

 

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