Dialogo e costituente. Le proposte dell’Osservatorio per Roma

Dialogo e costituente. Le proposte dell’Osservatorio per Roma
Tra un anno la Città Eterna festeggierà i 150 anni da Capitale d'Italia. Ma economia, trasporti e immagine scontano problemi sempre più gravi. Dall'Osservatorio parlamentare riunitosi questa mattina alla Camera, una proposta che sa di ultima chiamata. Fassina a Formiche.net: Roma è al bivio, oggi inizia un percorso verso un nuovo modello di sviluppo. Raggi assente? Un errore, grave

Roma, bella, unica e impossibile. La capitale del mondo vive forse i suoi anni più difficili, almeno degli ultimi due secoli, proprio quando manca un anno alle celebrazioni per il suo 150esimo da Capitale d’Italia. Aziende che fuggono, municipalizzate traballanti, strade colabrodo, trasporti inefficienti e una permanente emergenza rifiuti. In altre parole, poco Pil, tanto traffico e troppa spazzatura. Il tempo per salvare Roma, prima che sprofondi nell’invivibilità, è poco e la politica deve dare le risposte che in questi anni sono mancate. Per tutti questi motivi questa mattina, alla Camera, a poche ore dall’atteso intervento di Giuseppe Conte sul Mes, si è svolto l’appuntamento organizzato dall’Osservatorio parlamentare per Roma, presieduto da Maurizio Gasparri. Nell’aula dei Gruppi si è riunito un po’ tutto il mondo sociale, religioso e produttivo romano, frastagliato da diversi parlamentari, a cominciare da Stefano Fassina (Leu) e Fabio Rampelli (FdI).

Con loro, il leader degli industriali del Lazio Filippo Tortoriello, il presidente della Camera di commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti e il sottosegretario all’Ambiente e vicepresidente dell’Osservatorio, Roberto Morassut. Tra gli spettatori Gianni Letta, che conosce bene Roma e le sue debolezze. Filo conduttore dell’evento (assente il sindaco Virginia Raggi), una domanda. Com’è possibile che una città dal patrimonio unico come Roma, cuore del più vasto e organizzato impero dell’antichità, oggi sia diventata una città ai limiti della vivibilità e dallo scarso peso specifico nel novero delle grandi capitali? Due essenzialmente le cause: mancanza di risorse e dialogo pressoché inesistente tra istituzioni e territori.

LA VERSIONE DI FASSINA

E proprio Fassina ha spiegato a Formiche.net il senso dell’iniziativa odierna. “Abbiamo finalmente messo Roma al centro dell’agenda politica e istituzionale del Paese. Abbiamo anche messo a fuoco la necessità di una svolta locale, che parta dalla risorse. Oggi è forse l’avvio di qualcosa, di un percorso che ci porterà verso una rinascita della Capitale”, ha spiegato il Parlamentare di Leu. “Credo che a Roma serva una visione adeguata, che la liberi da un modello di sviluppo finito, basato su edilizia facile e spesa pubblica dissennata. Milano e altre città hanno già superato questo modello di sviluppo. Oggi noi partiamo da questo, da un nuovo modello di sviluppo. Uno sforzo enorme che non è possibile sostenere senza l’impegno di tutti, è evidente”. L’assenza del sindaco, per Fassina, è un episodio grave. “Credo che il sindaco dovrebbe essere protagonista di questo sforzo. E invece oggi non c’era, con tutti questi parlamentari presenti. Invece che snobbare queste occasioni, il sindaco avrebbe dovuto essere qui, tra noi”.

PARLARSI PER RISOLVERE

La conclusione dell’Osservatorio, che riunisce 30 parlamentari, dice un po’ tutto. La politica, le istituzioni, si sono dimenticate della città e dei suoi mali, negli ultimi anni. Senza un vero confronto, sarà impossibile gettare le basi per una rinascita della Città Eterna. “Occorre avviare urgentemente un confronto per individuare le regole che garantiscano alla Capitale il miglior assetto, i poteri e le relative risorse finanziare per una efficace ed efficiente gestione amministrativa. Un confronto che deve essere aperto all’interlocuzione con Roma Capitale e Regione Lazio:è ora di recuperare un insostenibile ritardo storico che pesa sui residenti e sull’Italia intera”. Secondo l’Osservatorio, “le classi dirigenti romane, della politica, dell’amministrazione, della cultura e dell’economia, devono essere all’altezza della sfida e tutti i partiti impegnati per contribuire in spirito di trasversalità e partecipazione al rilancio della città di Roma quale Capitale pienamente adeguata a tale ruolo”.

MORASSUT LANCIA LA COSTITUENTE

Un’idea per superare lo stallo è arrivato proprio Morassut, che a Roma è stato assessore con Walter Veltroni. La proposta è di quelle forti, una costituente per Roma. Perché “una capitale che funziona male non è solo un problema dei cittadini romani ma è un problema nazionale, perché è tutta la Nazione a risentirne. È giunto il momento di aprire una stagione costituente per Roma Capitale perché oggi, su questo, c’è la consapevolezza di tutte le forze politiche del Paese. Roma è l’unica capitale europea a non avere risorse adeguate alla sua funzione. È un tema nazionale perché comune ad altre città come Milano e Napoli con carattere di metropoli, è una grande questione urbana e metropolitana aperta in Italia e che si affianca al tema della regioni”.

Il messaggio di Morassut, è chiaro ed è risuonato nella grande aula dei gruppi. “È giunto il momento di affrontare questi problemi alla vigilia delle celebrazioni dei 150 anni di Roma Capitale. Una Capitale che da dieci anni non ha più una legge speciale per gli investimenti di cui necessita, dato che la legge 396 del 90 fu abolita, di fatto, nel 2009. Roma esiste se esiste un’idea di Stato che declina la condizione di Roma Capitale: è necessario puntare sulle grandi risorse moderne di Roma, fatte di grandi capacità anche nelle periferie. Se l’Italia vuole guardare all’Europa deve guardare anche alle specialità di cui tutte le grandi capitali europee godono all’interno delle loro nazioni.”

UNA MOZIONE PER RINASCERE

La costituente di Morassut può fare benissimo il paio con un’altra proposta, arrivata sempre oggi, forse più pratica. E cioè una mozione parlamentare per sbloccare investimenti mirati in vista dei 150 anni di Roma Capitale d’Italia.  La firma sulla mozione è proprio quella dell’Osservatorio parlamentare. Il documento chiede inoltre di finanziare “un programma di opere pubbliche per la riqualificazione del tessuto cittadino” ed un piano a basso impatto ambientale “per ridurre l’inquinamento fossile” in città. Qualora non si riuscisse a reperire fondi statali per finanziare le infrastrutture viene proposta la formula di “destinare una quota degli introiti dei principali siti archeologici cittadini”.

ultima modifica: 2019-12-02T15:11:41+00:00 da Gianluca Zapponini

 

 

 

 

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