Dalla Libia agli investimenti per la Difesa, dall'Alleanza Atlantica alle missioni spaziali. Ecco le priorità del 2020 secondo Gianandrea Gaiani, Mario Arpino, Alessandro Minuto Rizzo, Michele Nones, Vincenzo Camporini e Roberto Battiston

Tra crisi libica e rischio di escalation in Medio Oriente, il 2020 si preannuncia un anno complicato ai confini dell’Italia. Nuovi fronti in ebollizione si aggiungono a sfide già complesse, ibride e intrecciate al confronto tra grandi potenze (Stati Uniti, Cina e Russia) e all’emersione di attori dalle crescenti ambizioni, Turchia su tutti. Un anno complicato per la politica di difesa del nostro Paese.

PRIORITÀ LIBIA

Da dove iniziare? Secondo Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa, sul piano geopolitico la priorità è la Libia: “Dobbiamo tornare ad acquisire un minimo di influenza, non tanto per essere propulsori di un accordo di pace, quanto per non perdere almeno le nostre prerogative energetiche e sul fronte dei migranti”. L’impresa è “difficilissima”, nota l’esperto. Nel giorno del voto in Turchia sul sostegno ad al Serraj, “come ci muoviamo, perdiamo”. Difatti, “non possiamo schierarci con il generale Haftar, anche se, dopo l’intesa tra Tripoli e Ankara, sarebbe la mossa naturale, visti i nostri interessi in Tripolitania”. La situazione è complessa: “Ormai conta chi ci mette le truppe e gli armamenti, e i turchi ci hanno scalzato completamente”. In più, “negli ultimi mesi ci siamo bruciati ogni possibilità di essere influenti, anche con il tentativo di muoverci in un’Unione europea molto distratta sul tema”.

ALLA RICERCA DI UNA POLITICA ESTERA

È per questo che, per il generale Mario Arpino, la sfida è più che altro sul terreno della politica estera: “Quest’ultima, per mesi quasi assente, dovrà trovare la forza di cominciare a svilupparsi con maggior coraggio e iniziativa, senza limitarsi a rimanere pigramente adagiata sulle posizioni dell’Ue e dell’Onu, e non per questo correndo meno rischi”. Il rilancio passa anche dall’Alleanza Atlantica che, seppur con fatica, ha ormai assorbito l’invito italiano a guardare con più attenzione al fronte sud. Ora occorre rilanciare il nostro posizionamento. Come notato dall’ambasciatore Alessandro Minuto Rizzo, presidente della Nato Defense College Foundation, “l’Italia è sempre stata un alleato leale e ha contribuito alle operazioni facendo fino in fondo la sua parte”. Per questo, ha aggiunto, “potrebbe avere un ruolo politico maggiore, tema che ha poco a che vedere con la diplomazia, ma piuttosto con la bassa priorità che la politica nazionale attribuisce alla politica estera”.

TRA INVESTIMENTI ED ESERCIZIO

Segnali positivi sembrerebbero comunque esserci. Sul fronte interno, gli ultimi mesi dell’anno hanno fatto registrare un clima di unità sui temi della difesa, tra maggioranza e opposizione, Parlamento e governo. Dopo la riforma del G2G (gli accordi governo-governo per sostenere l’export), la sfida del 2020 è una legge pluriennale per gli investimenti nel settore. Secondo Michele Nones, vice presidente dell’Istituto affari internazionali (Iai), ciò permetterebbe di “dare certezza di pianificazione alle Forze armate e all’industria” e di “offrire al Parlamento la sede per un efficace confronto sulle scelte da compiere nel campo degli investimenti”, assicurando “all’opinione pubblica un’adeguata trasparenza”. Per il nodo del bilancio, ha rimarcato il generale Vincenzo Camporini, “sarà fondamentale ridare vigore alle attività addestrative e manutentive, quelle sotto il nome di Esercizio che nel passato non hanno avuto risorse finanziare adeguate”. Sfide che dovrà affrontare il ministro Lorenzo Guerini, espostosi su entrambi i temi promettendo novità importanti.

UN ANNO SPAZIALE

Infine lo Spazio, dopo un 2019 intenso che ha comunque mostrato unità d’intenti tra gli ottimi risultati dell’appuntamento europeo di Siviglia (con un potenziamento del ruolo nazionale) e la nascita di un Intergruppo parlamentare con cento tra deputati e senatori, più che bipartisan. Come notato dal professor Roberto Battiston dell’Università di Trento, “il 2020 sarà l’anno della ripartenza del lanciatore Vega (dopo il suo fallimento in estate, ndr) e del primo lancio del Vega C, dopo cinque anni di sviluppo”. Eppure, ha concluso, “gli occhi di tutti saranno puntati su Exomars2020, l’ambiziosa missione europea verso Marte alla ricerca di tracce di vita non terrestre”.

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