Ecco il trend tecnologico del 2020

Ecco il trend tecnologico del 2020
Nella categoria delle tecnologie umano centriche rientrano l’iper automazione, la multiexperience, la democratizzazione delle competenze, trasparenza e tracciabilità, aumento delle capacità umane. Nella categoria “smart spaces”: il cloud, la blockchain, la sicurezza dell’Intelligenza artificiale, oggetti autonomi, il potenziamento dell’edge computing

Cosa ci riserva il nuovo decennio? Quali sono le tendenze della tecnologia? Gartner, che negli ultimi anni si è affermata come società di consulenza e ricerca nel settore, ha elaborato un rapporto che prova ad individuare le principali sfide tecnologiche, non mancando di sottolineare ancora una volta come ogni tecnologia emergente ha la capacità di cambiare la nostra vita. Ma tutto dipende dall’uso, solo un utilizzo corretto e consapevole della tecnologia può migliorare il nostro modo di lavorare e le strategie aziendali.

Per il 2020 Gartner ha elaborato l’analisi dell’impatto delle nuove tecnologie in due grandi categorie: tecnologie umano centriche e tecnologie “smart spaces”,

Nella categoria delle tecnologie umano centriche rientrano l’iper automazione, la multiexperience, la democratizzazione delle competenze, trasparenza e tracciabilità, aumento delle capacità umane.

Nella categoria “smart spaces”: il cloud, la blockchain, la sicurezza dell’Intelligenza artificiale, robotica, il potenziamento dell’edge compiuting

L’iper automazione ovvero la combinazione di più Machine Learning (ML), software e strumenti di automazione. Per questo è necessario che le aziende abbiano una totale comprensione di ogni momento dei meccanismi di automazione aziendale, per comprendere come gli stessi possono essere tra di essi ricombinati e coordinati. Sebbene ci siano delle similitudini con la Robotic Process Automation (RPA), l’iper automazione richiede anche una combinazione di strumenti per aiutare a supportare la replicazione di passaggi in cui una persona svolge un compito.

Per multiexperience si intende invece quel fenomeno, crescente per il quale l’esperienza con il quale le persone percepiscono il mondo digitale cambia. Si tratta di una modifica della percezione e dell’interazione che porta ad una diversa esperienza multisensoriale e multimodale. Le piattaforme stanno modificando infatti il modo con cui le persone interagiscono con le altre. Ma nel prossimo decennio, anche grazie alla disponibilità di maggiore banda in mobilità, la Realtà Virtuale e la Realtà Aumentata avranno maggiore diffusione, incidendo nella modifica delle modalità di interazione personale. Ovviamente le prime applicazioni saranno di tipo industriale, per coinvolgere poi ogni tipo di interazione persona-macchina e persona-persona. La novità è rappresentata anche dal fatto che le interazioni coinvolgeranno via via e sempre in misura maggiore più sensi oltre vista e udito.

Il tema della democratizzazione delle competenze è fondamentale per non lasciare nessuno indietro. Ciò consentirà esperienze radicalmente semplificate e senza richiedere una formazione estesa e costosa. Gli aspetti chiave di questa tendenza sono: democratizzazione dei dati e strumenti di analisi; democratizzazione dello sviluppo (mettendo al centro strumenti di IA da sfruttare in applicazioni sviluppate su misura); democratizzazione del design (attraverso l’espansione dei fenomeni low-code, no-code e con l’automazione di ulteriori funzioni di sviluppo di applicazioni); democratizzazione della conoscenza (per consentire a non informatici di accedere a strumenti e sistemi esperti che consentono di sfruttare e applicare competenze specializzate al di là delle proprie competenze e della propria formazione).

È sempre più crescente la consapevolezza del fatto che i dati personali hanno un valore e per questo devono essere controllati. La trasparenza e la tracciabilità sono elementi a sostegno di questa esigenza di etica digitale e di privacy. Si tratta di elementi che avranno una ricaduta diretta nelle policy nelle tecnologie utili per soddisfare i requisiti normativi. Ma il vantaggio sarà anche quello di preservare un approccio etico all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, rimediando alla caduta di fiducia nelle aziende. Centrale sarà il tema della proprietà e controllo dei dati personali e di una progettazione delle applicazioni allineata dal punto di vista etico.

La questione più controversa inserita da Gartner nella categoria delle tecnologie umano centriche riguarda l’aumento delle capacità umane, esistono già fenomeni di biohacker (o bodyhacker), persone che hanno impiantato sotto pelle microchip o inoculano vaccini fai da te o il proprio dna modificato. L’aumento può avere due aspetti uno fisico e uno cognitivo, in un caso si tratterà della possibilità di modificare le proprie capacità fisiche intrinseche, impiantando un dispositivo tecnologico nel corpo, ovvero anche in modalità indossabili. Nell’altro attraverso l’accesso alle informazioni e lo sfruttamento massivo di applicazioni su sistemi informatici tradizionali con l’emergente interfaccia multi-experience. Ciò avrà un effetto sui dipendenti delle aziende che cercheranno di sfruttare i loro miglioramenti personali – e persino di estenderli – per migliorare il loro ambiente di lavoro nel suo complesso.

 Nell’ambito delle tecnologie smart spaces prima tra tutte rientra lo sviluppo del cloud. Il territorio del cloud si espande e sarà sempre più distribuito. Ciò significa che la distribuzione dei servizi di cloud pubblico avverrà in diverse località, mentre il fornitore si assumerà la responsabilità del funzionamento, della governance, degli aggiornamenti e dell’evoluzione dei servizi. Ciò rappresenta un significativo cambiamento rispetto al modello centralizzato della maggior parte dei servizi cloud pubblici e porterà a una nuova era nel cloud computing.

La blockchain ha il potenziale per rimodellare le industrie aumentando la trasparenza e la fiducia nello scambio di valore tra i diversi ecosistemi aziendali. Ciò consentirà anche di ridurre i costi di controllo e ridurrà i tempi di riconciliazione. Le aziende potranno apprezzare la tracciabilità dei beni riducendo i rischi di prodotti contraffatti: ciò avrà effetti anche nel settore alimentare dove maggiori sono i rischi di sfruttamento dei nomi di origine per vendere prodotti di scarsa qualità. Un altro settore nel quale la blockchain ha un potenziale di crescita sono gli smart contract, nonostante questo la blockchain può rimanere ancora per molto tempo non adeguata alle implementazioni aziendali a causa di una serie di problemi tecnici, tra cui la scarsa scalabilità e interoperabilità. Però proprio per questo le aziende dovrebbero iniziare a studiare l’utilizzo della blockchain nell’ambito del proprio business, anche se non ne prevedono un’adozione nel breve termine.

L’Intelligenza Artificiale e l’apprendimento automatico (machine learning) continueranno ad essere applicati sempre di più. Se ciò porta indubbiamente ad aumentare le capacità aziendali, dall’altro espone il business a nuovi rischi connessi alla sicurezza informatica. Le questioni chiave saranno quindi: proteggere i sistemi in cui è utilizzata l’intelligenza artificiale; sfruttare la stessa IA per migliorare la sicurezza; anticipare gli attacchi da parte degli aggressori.

Il prossimo decennio sarà quello della robotica. L’utilizzo di dispositivi fisici che utilizzano l’Intelligenza Artificiale per automatizzare funzioni precedentemente svolte dall’uomo, sarà sempre più massivo. Le forme attuali più riconoscibili sono i robot, i droni, i veicoli/navi autonomi e gli elettrodomestici. L’automazione andrà oltre rigidi modelli di programmazione grazie all’intelligenza artificiale per una migliore e più naturale interazione con l’ambiente circostante e con le persone. Inoltre con il miglioramento della capacità tecnologica, con una maggiore regolamentazione (e una crescente accettazione sociale), gli oggetti autonomi saranno sempre più diffuse negli spazi pubblici.

L’edge computing è una modalità con cui l’elaborazione dei dati, la raccolta di contenuti e la consegna avviene più vicino alle fonti dei dati stessi, agli archivi e agli utilizzatori delle informazioni. Di fatto è una tecnologia che cerca di mantenere il traffico e l’elaborazione locale per ridurre la latenza. L’attenzione per l’edge computing deriva dalla necessità per i sistemi di IoT di fornire capacità disconnesse o distribuite nel mondo dell’IoT embedded per settori specifici come la produzione o la vendita al dettaglio. Per questo L’edge computing può diventare un fattore dominante in quasi tutti i settori industriali, aumentando i casi d’uso, grazie al fatto che risorse di calcolo sempre più sofisticate e specializzate, così come una maggiore capacità di storage, sono fattori sempre più diffusi. Inoltre complessi dispositivi, tra cui robot, droni, veicoli autonomi e sistemi operativi accelereranno il potenziamento dell’edge computing.

ultima modifica: 2020-01-01T15:39:57+00:00 da Sergio Boccadutri