"L'emergenza che stiamo vivendo richiede con urgenza la nomina di un'autorità delegata esclusivamente alla sicurezza del Paese". La proposta del presidente del Copasir Raffaele Volpi nel corso della lezione che ha tenuto in videoconferenza al Master in Intelligence dell'Università dell Calabria, diretto da Mario Caligiuri

“L’emergenza che stiamo vivendo richiede con urgenza la nomina di un’autorità delegata asclusivamente alla sicurezza del Paese”. Ad affermarlo questa stamattina è stato il presidente del Copasir Raffaele Volpi nel corso della lezione che ha tenuto in videoconferenza al Master in Intelligence dell’Università dell Calabria, diretto da Mario Caligiuri.

Già nei giorni scorsi dal comitato di Palazzo San Macuto era stato chiesto a Palazzo Chigi di dare la delega all’intelligence a un’apposita autorità,”preferibilmente un ministro senza portafoglio o un sottosegretario” ha detto in una intervista a Formiche.net il vicepresidente in quota Fdi Adolfo Urso. La ratio è questa: preso dall’emergenza sanitaria, il premier Giuseppe Conte non può dedicare la necessaria attenzione agli apputamenti per la sicurezza del Paese, dalla questione del golden power al Cloud della Pa fino ai bandi per la rete 5G.

“Negli ultimi anni il mondo sta radicalmente cambiando, prima con la crisi della Lehman Brothers nel 2008 e adesso nel 2020 con la drammatica emergenza del coronavirus. C’è bisogno quindi di un adeguamento della Legge di riforma dell’intelligence del 2007”, ha detto Volpi spiegando la sua proposta.

Per il presidente del Copasir “bene ha fatto la Consob a chiedere approfondimenti sui passaggi azionari, così come il governo potrebbe valutare l’applicazione della Golden Power per tutelare gli interessi nazionali, che possono essere gravemente compromessi in questo momento”.

“Il mondo che si profilerà dopo il coronavirus – ha detto poi – non sarà più aperto o più chiuso ma più realista con forme di collaborazioni internazionali più consapevoli”.

Per il deputato del Carroccio occorre presto sviluppare e integrare una cultura dell’intelligence, della difesa e della politica estera, “perché è su questi temi che il nostro Paese potrà svolgere un ruolo da protagonista o da spettatore”.

Volpi ha concluso dicendo che, a livello mondiale, “i tempi di diffusione del coronavirus hanno dimostrato che sono più veloci dei tempi delle decisioni pubbliche, per cui servirà a breve una classe dirigente in grado di affrontare i rischi giganteschi di questo tempo”.

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