Secondo alcuni media l'ex Fiat starebbe trattando un prestito garantito da Sace da 6,3 miliardi. Il gruppo però è andato via dall'Italia, sia legalmente sia fiscalmente, da ormai sei anni... E su Twitter esplode il sarcasmo

Fca in lizza per un prestito garantito dallo Stato italiano. Sì, gruppo con sede legale in Olanda e fiscale a Londra (nel Regno Unito l’imposta sui redditi è al 20%, contro il 24% italiano), chiede denaro a una banca, sotto garanzia pubblica.

L’ex Fiat starebbe infatti discutendo l’erogazione di un prestito da 6,3 miliardi di euro con la copertura della garanzia pubblica della Sace, secondo quando previsto dal decreto Liquidità che mira al sostegno di piccole e grandi imprese colpite dall’emergenza economica conseguente all’epidemia da Covid-19.

Lo ha detto una fonte che segue il dossier e riportata dall’agenzia Reuters, spiegando che un prestito di queste dimensioni dovrebbe essere sottoposto al vaglio del board della banca e seguire poi l’iter previsto dal decreto per dare garanzia alle richieste delle grandi imprese. In realtà la notizia circola già da qualche ora. Questa mattina il quotidiano MF-Milano Finanza, ha scritto dell’intenzione di Fca di ottenere il prestito. Indiscrezione poi rilanciata da Bloomberg ma non commentata da Fca.

Se comunque così dovesse essere, scrive ancora Reuters, una volta che Fca si accordasse per il prestito, il dossier passerà alla Sace per una istruttoria preliminare e da lì al Mef, che valuterà l’operazione prima di autorizzare la garanzia con un apposito decreto ministeriale. Cosa dire dinnanzi a gruppi che delocalizzano, spostano sedi e poi avanzano pretese di questo tipo?

Questa testata ha più volte sollevato il caso di grandi aziende che spostano la sede legale altrove (attenzione, ai fini delle tasse conta però il domicilio fiscale. Campari ha spostato la sede legale ma non quella fiscale, per esempio).

Sarcastico Gad Lerner, che su Twitter scrive: “Mi sa che in altri tempi sarebbe stata questa la notizia del giorno da raccontare, sia pure trattata con la dovuta cautela, sui grandi giornali: il sostegno pubblico deve andare a tutte le imprese, comprese le multinazionali con sede all’estero? Cambi di proprietà…” mentre Oscar Giannino, giornalista e saggista, ha imputato la scelta di Fca di chiedere un prestito ai “9 miliardi persi per colpa della mancata cessione di Partner Re a Covea”, nei giorni scorsi.

Ma sono tanti i commenti di imprenditori e professionisti. Uno su tutti, quello di Gianmarco Gabrieli, imprenditore. “Fca fa richiesta per 6,5 miliardi di euro di garanzie a Sace. Vorrei sapere quali sono le intenzioni: utilizzerà tali garanzie concesso dallo Stato italiano per le produzioni in Italia o per foraggiare quelle all’estero?”

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