Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio è pronto a inserire la sua misura nel decreto maggio. Detrazione del 110% sulle riqualificazioni energetiche. "Fondamentale che l’ecobonus sia legato a ristrutturazioni in grado di produrre un vero miglioramento dal punto di vista dell’efficienza energetica degli edifici", spiega Leonardo Becchetti, economista e consigliere economico del ministro dell'Ambiente, a Formiche.net

Anche l’edilizia ha il suo bazooka. Del resto si tratta pur sempre di una colonna portante della nostra economia nazionale, che vive la sua notte più buia da sette decenni a questa parte. Se si vuole avere un minimo di speranza che nel 2021 il motore torni a girare, allora bisogna partire proprio da lì, dal mattone. Ma non un mattone come tanti altri: un mattone green, innovativo e soprattutto riqualificato. In una parola, nuovi cantieri e ristrutturazioni. L’operazione ha un costo, che di questi tempi non è un dettaglio. Ed è qui che è entrato in campo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, che da mesi lavora pancia a terra a una proposta che ora troverà il suo spazio naturale nel decreto maggio: un super-bonus pari al 110% per l’edilizia, riqualificazione energetica e adeguamento sismico, grazie al quale sarà possibile detrarre una somma superiore all’importo speso. La filosofia di Fraccaro è quella del Dopoguerra, quando il Paese cominciò a rinascere proprio grazie all’edilizia e alle nuove costruzioni.

UN BAZOOKA PER L’EDILIZIA

Il super-bonus, attivabile dal 1 luglio fino a tutto il 2021 a un costo di 15-20 miliardi in termini di coperture, sarà utilizzabile non solo per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici ma anche per il fotovoltaico, gli accumulatori, l’isolamento delle pareti, gli impianti di riscaldamento a pavimento, gli infissi e tutti gli altri interventi di riqualificazione energetica. Insomma, per una ristrutturazione a tutto tondo. Una rivoluzione destinata a cambiare il tradizionale modello edile del nostro Paese, che ancora oggi sconta importanti deficit in termini di efficienza energetica.

Se dunque una famiglia effettuerà lavori sulla propria abitazione che ricadono all’interno degli interventi previsti dal bonus, riceverà quindi al momento della dichiarazione dei redditi una detrazione pari al 110%, superiore al costo dei lavori, che potrà utilizzare in compensazione in cinque quote annuali di pari importo. Non è finita.

Perché ci sarà un’ulteriore iniziativa. I contribuenti privi della liquidità necessaria potranno optare per lo sconto immediato in fattura del costo dei lavori. In questo modo le imprese potranno poi recuperare la liquidità, dopo aver anticipato la cifra, grazie a un rimborso sotto forma di credito di imposta, che potrà anche essere ceduto alle banche per ottenere immediatamente la liquidità.

NUOVE CASE PER NUOVA ECONOMIA

Lo stesso Fraccaro, in un’intervista al Corriere della Sera, ha spiegato la ratio del provvedimento in dirittura di arrivo. L’iniziativa “potenzialmente riguarda tutte le famiglie italiane. Diluiremo il costo dei lavori per i prossimi anni riattivando l’edilizia e contemporaneamente facendo risparmiare sulle bollette: le case non saranno più energivore come adesso. Non solo: ci saranno meno rischi in caso di terremoti. È una politica keynesiana sostenibile, è ciò che ci chiedono le nuove generazioni in ottica ambientalista”.

IL COMMENTO DI BECCHETTI

Formiche.net ha chiesto un commento a Leonardo Becchetti, economista e consigliere economico del ministro dell’Ambiente. “La direzione di marcia post Covid-19 deve essere quella della ripresa resiliente, ovvero dobbiamo dare priorità a politiche e strategie che creano valore economico e lavoro incidendo in modo positivo allo stesso tempo su salute, sostenibilità ambientale e ricchezza di tempo e senso del vivere”.

Secondo Becchetti “l’ecobonus è infatti vincente per i cittadini che riducono il costo della bolletta, per il settore edilizio che rilancia la propria attività attraverso l’efficientamento energetico degli edifici, per lo Stato che usa risorse pubbliche generando moltiplicatori importanti e minimizzando così impatti negativi sul suo bilancio (il vecchio tra il 2007 e il 2019 ha generato quasi 4 milioni di domande per un valore complessivo degli interventi di circa 41,7 miliardi di euro). Insomma è un buon affare anche per i nostri istituti di credito che possono prestare soldi alle famiglie meno abbienti per finanziare la ristrutturazione della loro casa, prestito il cui onere è fortemente ridotto attraverso la cessione del credito fiscale”.

Di più. “Si tratta di uno strumento vincente per la collettività perché il riscaldamento domestico pesa per quasi il 40% sulle polveri sottili che provocano 219 morti al giorno in Italia e portano a blocchi frequenti di traffico nelle grandi città. Fondamentale però che l’ecobonus sia legato a ristrutturazioni in grado di produrre un vero miglioramento dal punto di vista dell’efficienza energetica degli edifici. Con il nostro gruppo di lavoro al ministero dell’Ambiente abbiamo specificato in quali casi questo avviene”.

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