La cronaca della videoconferenza della Uiltec dedicata al Meridione con il presidente onorario di Merita Claudio De Vincenti e tanti dirigenti sindacali. Soprattutto per il Sud raggiungere la ripresa sarà come compiere una traversata nel deserto

“Occorre sviluppare una seria politica industriale ed evitare ogni forma di assistenzialismo senza sbocco”. Così, Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec, aprendo ieri pomeriggio la videoconferenza on line del sindacato tessile, dell’energia e chimico, dedicata al Meridione a cui sono intervenuti: l’ex ministro al Sud e alla coesione sociale, Claudio De Vincenti; la segretaria della Uil confederale Ivana Veronese, il segretario generale della Uil Campania, Giovanni Sgambati, i segretari nazionali della Uiltec Daniela Piras, Andrea Bottaro, Daniele Bailo, il responsabile del settore Salute e sicurezza del medesimo sindacato, Marco Lupi.

NEL SUD NIENTE RIPRESA RAPIDA

“Temo – ha continuato Pirani- che nel tempo a venire non ci sarà una ripresa a V, in cui le attività economiche ribassano rapidamente per poi risalire altrettanto velocemente. Soprattutto nel Mezzogiorno non si creeranno le condizioni per una rapida ripresa. Qui necessitano azioni contro la povertà caratterizzate da una condizione emergenziale; occorre riportare alla luce il tanto lavoro nero; bisogna riaprire i cantieri; è indifferibile usare lo strumento che contraddistingua le zone economiche speciali; difendere la tenuta del 34% del totale degli investimenti pubblici verso il Sud; Andare oltre la limitata gestione dei servizi su base comunale per affidarli, come accade prevalentemente nel Centro-Nord a multiutility dall’alta gestione imprenditoriale. Al Sud si registrano ombre e luci. Le prime sono rappresentate, per esempio, dalla crisi dell’asse Apulo-lucano caratterizzata dalle difficoltà delle estrazioni di greggio in Basilicata fino ad arrivare al depauperamento della produzione siderurgica a Taranto. E permane l’incognita dei siti produttivi dell’automotive. E poi, si sta determinando l’accellerazione della chiusura riguardante la centrale termoelettrica di Brindisi. Le luci sono accese, invece sulle filiere agroalimentare e della farmaceutica. Un vero e proprio patto della salute può rilanciare ulteriormente la ricerca farmaceutica fino all’estensione delle strutture sanitarie di base sul territorio. Un simile rilancio deve riguardare l’economia verde, gli aspetti infrastrutturali riguardanti la distribuzione energetica, i trasporti marittimi e ferroviari, la rete digitale”.

BENE IL FARMACEUTICO E L’AGROALIMENTARE

L’ex ministro del Sud e della Coesione sociale nel governo di Paolo Gentiloni, Claudio De Vincenti ha confermato la principale preoccupazione di Paolo Pirani sulle prospettive meridionali: “Sì – ha ribadito- la ripresa sarà ad U e ci vorrà tempo per ripartire. Il Sud ha un tessuto connettivo fragile ed in questo contesto tireranno il settore agroalimentare e quello sanitario-farmaceutico. I settori dell’abbigliamento e dell’arredamento dipenderanno dalla quantità reddituale a disposizione delle famiglie e dai comportamenti generati dalle condizioni dell’emergenza sanitaria. L’Automotive dipenderà da come saprà affrontare la transizione energetica da determinarsi con imprese europee ed italiane ed evitare così il rischio di perdite produttive ed occupazionali. Nel settore dei servizi dovranno compiere una vera e propria traversata nel deserto gli addetti del turismo, delle attività culturali in genere e della produzione audiovisive in particolare. Anche il settore aerospaziale soffre il vento della crisi. Rispetto al decreto di 460 pagine presentato dal governo nei giorni scorsi più che di rilancio sarebbe bene definirlo di soccorso. Rilancio, infatti significa l’aspettativa dell’apertura di un mercato caratterizzata dall’attrazione di investimenti pubblici e privati. E nel caso succitato non è proprio così. Nel decreto in questione, un capitolo specifico è dedicato al piano di coesione basato sui fondi strutturali e su quello di coesione che sono stati riprogrammati su parti specifiche per ben 11 miliardi di euro (risorse europee e parte di cofinanziamento nazionali9 dedicate a strutture sanitarie ed ammortizzatori sociali. Una egregia operazione gestita bene! Ed è evidente che bisognerà lavorare sul progetto Paese, perché non basta stanziare le risorse, se poi non si riesce a spenderle. E’ fondamentale aprire i cantieri: un codice appalti deve servire per fare le opere evitando la corruzione. Il Mezzogiorno può diventare la piattaforma logistica nel Mediterraneo. La partecipazione pubblica nelle imprese private, deve evitare oneri impropri, ma aiutare le imprese stesse ad essere la punta di diamante del sistema produttivo nazionale. Il governo deve costituire quel diaframma istituzionale secondo cui il vertice pubblico indica un disegno di interesse generale, ma poi deve essere il manager a realizzarlo attraverso scelte puramente imprenditoriali”.

De Vincenti, che è anche presidente onorario di Merita, l’associazione Meridione Italia, ha indicato i cinque punti che nelle settimane a venire saranno promosse da questo sodalizio propositivo e che riguarderanno le infrastrutture, le zone economiche speciali, il lavoro, i giovani e l’inclusione.

IL SUD CON POCHE INFRASTRUTTURE

Ivana Veronese, segretaria confederale della Uil, ha ricordato come il piano del Sud contenga tante sollecitazioni avanzate dal sindacato all’attuale ministro Giuseppe Provenzano. “Ma nel Meridione – ha detto-mancano le infrastrutture, soprattutto industriali, ma anche sociali. La disoccupazione dei Giovani, quella femminile e degli over 50 supera ogni limite. La rete digitale è quasi inesistente e, soprattutto in questa fase, ne ha risentito l’insegnamento a distanza rivolto agli studenti. Nei prossimi mesi dovremo cimentarci nella cosiddetta ‘specializzazione intelligente’ per migliorare le politiche pubbliche di investimento verso settori in gran parte seguiti proprio dalla Uiltec come la chimica verde, la decarbonizzazione, il design. Poi, bisognerà lavorare molto per le bonifiche ambientali, la decontaminazione dei siti, a riqualificazione professionale, il rafforzamento del sistema produttivo e della Pubblica amministrazione”.

Giovanni Sgambati, segretario generale della Uil Campania ha ripreso il tema dell’automotive, sostenendo che, al di là di tante previsioni pessimistiche, “i siti produttivi e l’indotto collegato della Fca a Pomigliano, Cassino e Melfi continueranno ad essere un baluardo per il manifatturiero meridionale. Il dirigente sindacale ha fatto presente un paio di esempi dell’eccellenza produttiva della Campania: il traghetto prodotto nei cantieri di Castellamare di Stabia che monta il motore in versione green a metano, unico nel suo genere; i prodotti digitali della Apple e della Cisco a San Giovanni Teduccio che, per mancanza di infrastrutture di contesto, sono “come delle macchine da corsa ferme in garage”. Infine, il tema della illegalità e la necessità di contrastare la criminalità da parte dello Stato: “è una questione di democrazia –ha concluso Sgambati- ci vuole la forza che affermi la sicurezza per cittadini ed imprese sperando che gli interventi sulla povertà riportino realtà deviate nell’ambito della legalità”

IL CICLOVIAGGIO VIRTUALE PER LA SICUREZZA SUL LAVORO 

Sempre al Sud sarà incentrato l’evento a favore della sicurezza, salute e prevenzione sul lavoro organizzato dalla Uiltec, in diretta digitale su www.uiltec.it domani dalle ore 11.00 alle 13.00 Si tratta di un cicloviaggio virtuale All’apertura di questo speciale giro ciclistico si collegheranno per intervenire, oltre aPirani: Pier Paolo Bombardieri, segretario generale aggiunto della Uil; Francesca Puglisi, sottosegretario di Stato al Lavoro e alla Previdenza sociale, Franco Bettoni, presidente dell’Inail, Sonia Palmieri, assessore al Lavoro e alle Risorse umane della Regione Campania, Giovanni Sgambati e Vincenzo Tortorelli rispettivamente leader delle Uil della Campania e della Basilicata.

Spiega Marco Lupi, responsabile del settore Salute e sicurezza della Uiltec: “Il #girolevitespezzate è il nome che abbiamo dato a questo viaggio. Inizialmente era previsto un breve viaggio ciclistico con quattro tappe dal 17 al 20 maggio di quest’anno: 17 maggio, prima tappa Paestum – Caggiano 73 Km; 18 maggio, seconda tappa Caggiano – Potenza 40 Km;19 maggio, terza tappa Potenza – Altamura 81 Km; 20 maggio; quarta Tappa Altamura – Matera 24 Km. Per ricordare i caduti e i feriti sul lavoro e per incrementare le iniziative di prevenzione, soprattutto in questa fase di emergenza Covid-19, in sostituzione è stato comunque organizzato per domani questo viaggio virtuale. I chilometri complessivi da percorrere saranno 218 da suddividere tra i partecipanti che pedaleranno con bici sui rulli e con cyclette”.

Rammenta Pirani: “nel 2018 sono stati 1133 i morti sul lavoro e quasi tanti chilometri percorremmo in bici per ricordarli. Nel 2019 sono stati 1089. Tantissimi incidenti si possono evitare, tante volte è accaduto. Una vera e propria strage che non fa notizia, persone più che numeri, ma invisibili, sperduti nei righi di cronaca e dimenticati, nel silenzio, il giorno dopo l’accaduto. Ci siamo tutti lentamente abituati a queste morti. Disattenzione, disorganizzazione, eccesso di confidenza, scarsi investimenti per la sicurezza, sottovalutazioni del pericolo, abitudini scorrette, fretta, superficialità, stanchezza. La stragrande maggioranza degli incidenti sul lavoro, avviene per effetto di comportamenti non sicuri o comportamenti legati ad abitudini sbagliate è l’errore umano la principale causa. Possiamo dire che la causa è la nostra cultura (o non cultura) il modo normale di fare le cose, quell’insieme di comportamenti, abitudini diffuse, modi di agire che ci porta spesso a sottovalutare il rischio, un effetto domino a cascata. Per la sicurezza, in tanti anni si è intervenuti solo attraverso tante norme, ma è chiaro che la risposta non può limitarsi solo a leggi e sanzioni più severe, non bastano per curare le ferite. Troppe persone associano alla sicurezza parole ed emozioni negative, come leggi, procedure, fastidi, multe. La sicurezza non cade dal cielo, il problema siamo noi. La nostra sfida è quella di seminare il proprio campo in modo che crescano radici in cui la sicurezza diventa valore, visione, vita, passione e coraggio”.

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