Partito. Il Recovery Fund accende finalmente i motori, per evitare che l’Europa finisca nell’abisso permanente della recessione. Come da previsione, questa mattina la Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen ha alzato il velo su quello che è a tutti gli effetti uno dei piani di aiuto all’economia più sostanziosi dai tempi del piano Marshall. E per l’Italia si preannuncia un bottino, non da poco: 173 miliardi di aiuti, di cui 82 sotto forma di sussidi, dunque soldi a fondo perduto, il resto in prestiti. In pratica la metà delle risorse saranno fondi concessi senza contropartita alcuna. Tanti soldi però vuol dire anche tanta responsabilità, nello spenderli adeguatamente.

UN PIANO DA QUASI 2 MILA MILIARDI

L’annuncio è arrivato direttamente, via Twitter, dal commissario agli Affari Economici, Paolo Gentiloni. L’Europa lancia ufficialmente un Recovery Fund da 750 miliardi di euro, 500 a fondo perduto, i cosiddetti grants, i restanti 250 sotto forma di prestiti. Attenzione però, perché lo sforzo europeo vale molto di più. Il Recovery Fund sarà infatti direttamente agganciato al bilancio Ue al 2027, che vale da solo 1.100 miliardi di euro. Se a questa cifra si aggiungono le risorse del Recovery e gli strumenti già in atto, tra cui il Sure, si arriva a ridosso dei 2mila miliardi. In più, dettaglio non da poco, ci sarebbero anche i 36 miliardi del Mes, concessi senza condizioni a patto che vengano girati direttamente sulla Sanità.

Il piano messo a punto da Bruxelles poggia sostanzialmente su un meccanismo di finanziamento sui mercati: la Commissione infatti emetterà nei prossimi mesi bond garantiti dalla stessa Unione, che permetteranno di raccogliere la liquidità da immettere poi nel fondo. E sono sostanzialmente tre gli ambiti di intervento: sostegno alla ripresa degli Stati, aiutare gli investimenti privati e prepararsi a nuove crisi. Insomma, investire per un’Europa green, digitale e resiliente.

PRIMATO ITALIANO

Il dato però, come menzionato qui sopra, è un altro. E cioè che l’Italia avrà la quota maggiore di fondi, quasi 173 miliardi, di cui la metà fondo perduto. Dietro di lei, solo la Spagna, che potrà contare su un aiuto di 140 miliardi, con lo stesso rapporto prestiti-sussidi: 63 miliardi per i primi, 77 per i secondi. Dunque l’Italia, che quest’anno porterà il suo rapporto debito/Pil al 155,7% sarà il Paese primatista per destinazione delle risorse. Ma avrà dei precisi vincoli di spesa.

OBIETTIVO INVESTIMENTI 

Il cuore dell’operazione Recovery Fund è il sostegno agli investimenti e alle imprese. Niente assistenzialismo, ma soldi spesi per recuperare in fretta il Pil perduto in questi mesi terribili. In particolare Bruxelles chiede all’Italia di promuovere gli investimenti per la ripresa. Ma non è tutto, c’è anche la Pa da snellire, la burocrazia da azzerare, l’energia pulita e i trasporti da migliorare. Perché un passaggio, per nulla banale, da ricordare. E cioè che l’Italia per ottenere i fondi previsti, dovrà presentare un piano contenente le indicazioni della stessa Ue. Roma è avvisata, si giochi bene le sue carte.

 

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