Washington aggiorna le stime sull'impatto della pandemia nel 2020. L'Italia lascerà sul terreno il 12,8% del Pil, tutta l'economia mondiale brucerà il 4,9% e 300 milioni di posti di lavoro. Ma ci sarà una ripresa eccezionale dal 2021

Impatto forte, più forte del previsto e ripresa più fiacca di quanto si pensi. Il Fondo monetario internazionale spazza via in un sol colpo le stime di aprile sull’economia mondiale per sostituirli nel nuovo World economic outlook con numeri di diversa portata. Il 2020 sarà con ogni probabilità ricordato come l’anno più nero dalla fine della Seconda guerra mondiale e a leggere i numeri diffusi dal Fmi, c’è da crederci.

IL MONDO NELL’ABISSO

Secondo l’istituto di Washington, l’economia globale si contrarrà quest’anno del 4,9%, 1,9 punti percentuali più di quanto stimato in aprile, per poi risalire del 5,4% l’anno prossimo. Complessivamente, alla fine del 2021 il livello di ricchezza mondiale dovrebbe trovarsi 6 punti percentuali e mezzo sotto quel che si stimava lo scorso gennaio, quando era stata prevista una crescita globale del 3,3%. In altre parole, significa che il Covid ha scatenato una previsione di una perdita cumulata per l’economia globale di 12 mila miliardi di dollari nel corso del biennio. Un crollo che la stessa istituzione di Washington ha definito nel suo Outlook, “catastrofico” e che porterà alla perdita di 300 milioni di posti di lavoro.

L’ITALIA SPROFONDA

E l’Italia? Il Pil dello Stivale nel 2020 si attesterà a -12,8% a fine 2020, mentre il debito e il deficit si impenneranno rispettivamente al 166,1 e al 12,7% del Pil. Il Fondo ha osservato che, anche quando le imprese hanno iniziato a riaprire, l’allontanamento sociale volontario e il rafforzamento degli standard di sicurezza sul lavoro hanno pesato sull’attività economica. Inoltre, i tagli dei posti di lavoro e chiusure aziendali indicano che l’economia mondiale si riprenderà molto più lentamente, con una crescita globale del 5,4 per cento nel 2021, molto al di sotto delle sue proiezioni pre-pandemiche. Per il prossimo anno invece, il rimbalzo dell’Italia dovrebbe essere del 6,3%.

IL CASO CINA

Una cosa è certa, secondo il Fondo monetario se quest’anno il crollo dell’economia sarà eccezionale, da tutti i punti di vista, lo sarà anche la ripresa. “Una crisi senza precedenti avrà una ripresa senza precedenti”, ha spiegato Gita Gopinath, capo-economista del Fmi.  Nel rapporto, il Fondo nota il sostegno “eccezionale” fornito dalle più grandi banche centrali del mondo, ma sottolinea la necessità di rimanere vigili, data l’elevata incertezza presente.

Nessun Paese si salva comunque dal taglio delle stime: per gli Stati Uniti l’Fmi prevede una contrazione dell’economia dell’8% (-5,9% ad aprile), per l’Eurozona un -10,2% (-7,5% ad aprile). Anche per la Spagna si stima una caduta del 12,8% (dal precedente -8%), per la Francia del 12,5% (da -7,2%), per la Germania del 7,8% (da -7%). In questo scenario apocalittico fa eccezione la Cina, che già da aprile ha cominciato a revocare il lockdown e per la quale l’Fmi continua a scommettere su una crescita complessiva nel 2020, anche se ferma all’1%. In compenso ci sarà uno sprint cinese nel 2021 (oltre l’8%).

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