Ecco l’Osservatorio TerzJus. Per un Terzo settore protagonista

Ecco l’Osservatorio TerzJus. Per un Terzo settore protagonista
Presentato l'Osservatorio TerzJus, un laboratorio con cui accompagnare la riforma del no-profit. Le riflessioni di Bobba, Gentiloni, Casellati e Amato

Mettere il Terzo settore al centro della Fase 3, del ritorno alla normalità e alla vita di tutti i giorni, o quasi. Con questi propositi è nato Terzjus, l’Osservatorio di diritto del Terzo Settore, della filantropia e dell’impresa sociale, presentato questa mattina nel corso di un digital event. Il Terzo settore, che ruota intorno al no-profit (che oggi coinvolge in Italia quasi sei milioni di volontari e 850mila dipendenti, distribuiti in oltre 360mila organizzazioni, rappresentando più del 4% del Pil), è da sempre uno dei pilastri del nostro welfare e proprio in questi mesi così difficili per il Paese, gli enti e le realtà che ne fanno parte sono chiamati a una missione storica: sostenere la nazione nel ritorno alla normalità, all’indomani di quella che è a tutti gli effetti una crisi epocale.

All’evento online di questa mattina, moderato da Sara Vinciguerra, hanno preso parte tra gli altri, l’ex premier, giudice della Corte Costituzionale e presidente della Treccani, Giuliano Amato, un altro ex premier e oggi Commissario agli Affari Economici in Ue, Paolo Gentiloni e l’ex ministro Giovanna Melandri. Padroni di casa, il presidente di Terzjus, Luigi Bobba, il direttore scientifico, Antonio Fici e il segretario generale Gabriele Sepio.

Il senso dell’iniziativa è stato dato proprio dal presidente Bobba. “Con la riforma del Terzo settore è stato introdotto per la prima volta nell’ordinamento della nostra Repubblica un diritto comune. Un passaggio essenziale per dare un vestito appropriato e distintivo a quel vasto universo di soggetti che il nuovo Codice qualifica con l’acronimo Ets: Enti del Terzo Settore. Ma il viaggio per completare e attuare la riforma sarà ancora lungo e pieno di insidie. Mancano molti atti amministrativi per dare puntuale applicazione alle disposizioni normative contenute in diversi decreti legislativi”, ha spiegato Bobba. “Anche per accompagnare questo processo abbiamo pensato insieme ad altri attori, a un Osservatorio che funga anche da laboratorio per l’interpretazione della normativa”.

Paolo Gentiloni ha invece sottolineato, in un messaggio da Bruxelles, il ruolo che il Terzo settore può avere nel ritorno alla vita di tutti i giorni. “Oggi il Terzo settore è protagonista nella lotta al coronavirus”, ha spiegato Gentiloni. “Quello che tengo a precisare è che il Terzo settore deve diventare protagonista della ricostruzione. Noi vorremmo indietro le nostre abitudini, la nostra vita. Tutto questo lo possiamo avere anche attraverso forme di resilienza. Questa sfida non si può vincere senza il sostegno degli enti e delle organizzazioni del Terzo settore”.

“L’Osservatorio che si occuperà del diritto comune nel Terzo settore consente a Luigi Bobba di proseguire il lavoro svolto nel governo e che ne ha fatto il protagonista della riforma del terzo settore. Le imprese sociali, il mondo delle associazioni sono stati protagonisti assoluti in questi mesi terribili della capacità di risposta sul piano sociale, umano, comunitario del nostro Paese di fronte alla pandemia. Adesso non si tratta di un generico ritorno alla normalità. Vogliamo tornare alla pienezza della vita, alle nostre abitudini, ma vogliamo utilizzare questa opportunità di rimettere in moto l`economia del nostro Paese così come quello di tutti i Paesi europei per correggere, modificare, quelle caratteristiche dei nostri modelli sociali che non funzionano più”, ha aggiunto Gentiloni.

In un altro messaggio, il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha parlato di “risorse preziose, specie in un momento così complesso e delicato come quello della ripresa da una pandemia che ha logorato il Paese e creato nuove fragilità economiche, sociali e umane. Mai come oggi, infatti, gli operatori del Terzo settore rappresentano un alleato di cui le istituzioni non possono fare a meno per arrivare nelle case di tutti, per aiutare chi ha bisogno e per assistere chi versa in gravi difficoltà. Un’alleanza che abbiamo il dovere di salvaguardare anche con interventi normativi che diano finalmente piena attuazione alla legge di riforma del Terzo settore e, soprattutto, che ne riconoscano il ruolo fondamentale nella costruzione di una società sempre più equa, libera e solidale”.

All’evento ha preso parte anche l’ex ministro Giovanna Melandri, per la quale un rilancio del Terzo settore non può non partire da un un confronto con altri contesti europei. “Abbiamo esempi in Europa, in altri Paesi, dove assistiamo a una triangolazione tra pubblico-privato e Terzo settore. Mi viene in mente la Francia. Credo che oggi anche in Italia sia necessario puntare a modelli che si basano per l’appunto sul triangolo Stato-privati e Terzo settore ed erogatori di servizi”.

Infine, Giuliano Amato ha sottolineato la connessione, fortissima, tra Terzo settore e coesione sociale. “Mi chiedo quanti di noi abbiano avuto modo di constatare quanto la coesione sociale del Paese sia diretta conseguenza del grande lavoro svolto dal Terzo settore in questi anni. Una rete di tre milioni di persone che raggiunge una quota di cittadini dieci volte tanta. Non è poco”.

 

ultima modifica: 2020-06-25T16:26:56+00:00 da Gianluca Zapponini

 

 

 

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