La società di Cassa Depositi e Prestiti aumenta lo sforzo per le imprese ferite dalla pandemia. In sei mesi risorse per l'internazionalizzazione aumentate del 37%

La risposta di Sace al Covid-19 si chiama export, il fattore che può fare la differenza in questo momento così difficile. Le imprese italiane, ferite dalla pandemia, hanno bisogno di tornare a padroneggiare i grandi mercati e la società di Cassa Depositi e Prestiti in questi mesi ha aumentato lo sforzo in questa direzione, come certificano i numeri contenuti nella semestrale, presentata questa mattina.

MISSIONE IMPRESA

Nei primi sei mesi dell’anno, si legge nella nota Sace, “le risorse mobilitate a supporto dell’export e dell’internazionalizzazione sono risultate pari ad 11 miliardi di euro (+37% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), con più di 7.500 imprese servite di cui oltre il 90% appartengono al segmento Mid cap e pmi”. In questo scenario, al tradizionale ruolo di supporto all’export e all’internazionalizzazione, si è aggiunta ad aprile 2020 l’operatività Garanzia Italia, lo strumento di garanzia sui prestiti bancari previsto dal decreto Liquidità per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza pandemica, che al 30 giugno 2020 ha totalizzato 8 miliardi di volumi garantiti, ad oggi saliti a oltre 10 miliardi a fronte di oltre 260 garanzie emesse. Nel corso del primo semestre 2020, chiarisce Sace, “i volumi complessivamente mobilitati a sostegno delle imprese italiane ammontano dunque a circa 20 miliardi”.

A TUTTO EXPORT

Scendendo nel dettaglio, a trainare l’operatività è stata prevalentemente la linea di business focalizzata sul sostegno alle esportazioni delle imprese italiane (+82%), con un incremento sia nei prodotti dedicati alle grandi commesse estere sia negli strumenti utilizzati dalle imprese minori. In questo senso, “il supporto di Sace si è focalizzato sui principali settori dell’economia italiana (infrastrutture e costruzioni, chimico, petrolchimico, oil&gas, crocieristico e meccanica strumentale) principalmente nelle Americhe, Europa e Africa”. Mentre l’operatività di Garanzia Italia è stata utilizzata prevalentemente dalle imprese operanti nel comparto dei servizi, dell’industria metallurgica e di quella meccanica.

Una spinta in ogni caso figlia di conti solidi. L’utile netto rimane positivo, nonostante il contesto e nei sei mesi si è attestato a 64,5 milioni di euro (in diminuzione rispetto ai 127,3 milioni di euro dell’esercizio precedente per effetto del peggioramento della perdita attesa del portafoglio determinata dalla congiuntura economica negativa dei primi sei mesi dell’anno). Regge all’urto anche il patrimonio netto è pari a 4,8 miliardi di euro (sostanzialmente stabile rispetto al 31 dicembre 2019), mentre le riserve tecniche lorde ammontano a circa 4,9 miliardi di euro (+22%), a fronte di un portafoglio assicurato lordo pari a 67,3 miliardi di euro.

LO SFORZO DI SACE

“Ci troviamo di fronte a una crisi complessa, non sistemica ma temporanea, che ha comunque significativi impatti a livello globale, in particolare sul commercio internazionale, con catene produttive in difficoltà e una domanda interna che stenta a ripartite”, ha spiegato Rodolfo Errore, presidente di Sace. “In questo contesto, Sace si posiziona come uno strumento a supporto del Sistema Paese, con un ruolo cruciale sia nella fase emergenziale sia nella ripresa”.

Secondo il ceo di Sace, Pierfrancesco Latini, “le risorse che abbiamo mobilitato in questo semestre a supporto di export e internazionalizzazione e i volumi totalizzati dall’operatività Garanzia Italia sono un chiaro segnale che Sace, soprattutto in questo momento difficile, è al fianco delle imprese italiane. Nel periodo di lockdown abbiamo intensificato i nostri sforzi, non solo a livello operativo, ma anche incrementando le iniziative di accompagnamento, specialmente quelle rivolte alle filiere produttive, particolarmente impattate da questa emergenza. Abbiamo attivato in tempi rapidi la nuova operatività di Garanzia Italia, consentendo di dar seguito velocemente e online a tutte le richieste di garanzia sui finanziamenti bancari, anche di decine e centinaia di milioni di euro, i cui impatti si estendono ben oltre gli importanti volumi erogati. Dietro ogni operazione realizzata con Garanzia Italia, infatti, non c’è mai la sola azienda beneficiaria, ma tutto l’indotto generato sul territorio, i lavoratori, i fornitori, le famiglie”.

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