La nuova Ue di von der Leyen punta (anche) sull’Unione sanitaria. Ecco come

La nuova Ue di von der Leyen punta (anche) sull’Unione sanitaria. Ecco come
Nuova strategia europea per la sanità: costruzione di un'unione sanitaria, rafforzamento Ema, Ecdc e programma Eu4Health, nuova agenzia per lo sviluppo avanzato biomedico e maggiore dibattito intorno alle competenze in materia sanitaria

Via a una nuova Unione europea sanitaria. È quanto auspica e annuncia la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel suo primo discorso sullo stato dell’Unione durante la seduta plenaria del Parlamento europeo, in cui ha annunciato, tra l’altro “un vertice globale sulla sanità in Italia” organizzato con “il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la presidenza italiana del G20 per dimostrare che l’Europa c’è”.

LE PAROLE DI VON DER LEYEN

“Dobbiamo costruire un’Unione sanitaria, è il momento di farlo”, ha detto. “Il programma Eu4Health – ha aggiunto – deve essere pronto per il futuro e ho proposto di aumentare i finanziamenti. Sono contenta che il Parlamento sia pronto a porre rimedi ai tagli imposti dal Consiglio. Il primo passo in questo senso sarà rafforzare l’Ema e l’Ecdc. Poi, costituiremo una barda europea: un agenzia per lo sviluppo avanzato biomedico che sosterrà il nostro livello di preparazione per le minacce transfrontaliere. Abbiamo bisogno di scorte strategiche”. Infine, ha precisato, “Occorre discutere la questione delle competenze in materia sanitaria, il tema sarà trattato nella prossima conferenza sul futuro dell’Europa”.

CONTE: “FELICI DI OSPITARE IL GLOBAL HEALTH SUMMER”

“Felice di ospitare come presidenza italiana del G20 nel 2021 il Global health summit con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Uniti proteggiamo la nostra salute e costruiamo un futuro migliore per le prossime generazioni”, ha commentato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte su Twitter. “È bello che l’Italia sia al centro della sfida per costruire una nuova sanità capace di tutelare la salute di tutti”, ha fatto eco invece il ministro della Salute, Roberto Speranza. A unirsi, anche il viceministro alla Salute Pier Paolo Sileri, che scrive su Twitter: “Il Covid ci ha ricordato, tra le tante cose, che la salute è il nostro bene comune. Lavoriamo uniti propositivi sui problemi, forti sulle difficoltà, orgogliosi sui risultati come questi: un primo passo per un futuro migliore”.

IL RUOLO DELL’EMA 

L’Ema garantisce la valutazione scientifica, la supervisione e il controllo della sicurezza dei medicinali per uso umano e veterinario nell’Unione europea. Le imprese, infatti, vi si rivolgono per richiedere un’autorizzazione all’immissione in commercio unica, che viene rilasciata dalla Commissione europea e che, qualora concessa, consente appunto l’immissione in commercio del medicinale interessato nell’intero territorio dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo (See). Governata da un consiglio di amministrazione composto da 36 membri che ne definisce il bilancio e ne approva il programma di lavoro annuale, è sotto la direzione di un direttore esecutivo, ad oggi Guido Rasi, che è responsabile di tutti gli aspetti operativi, delle questioni relative al personale e della redazione del programma di lavoro annuale. L’agenzia europea dispone inoltre di sette comitati scientifici e opera in stretta collaborazione con le autorità nazionali di regolamentazione dei Paesi dell’Ue, nel nostro caso l’Aifa, e con la direzione generale della Salute della Commissione europea.

COSA FA L’ECDC

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie svolge il compito di rafforzare le difese dell’Europa contro le malattie infettive. Sotto l’attuale direzione di Andrea Ammon, è operativa dal 2005 e si occupa di analizzare e interpretare i dati provenienti dai paesi dell’Ue sulle malattie trasmissibili; fornire consulenza scientifica ai governi e alle istituzioni dell’Ue; assicurare l’individuazione tempestiva e l’analisi delle minacce emergenti; coordinare il Programma europeo di formazione all’epidemiologia d’intervento e il Programma europeo di formazione in microbiologia per la salute pubblica; aiutare i governi dell’Ue a prepararsi alle epidemie; organizzare, infine, l’annuale Conferenza scientifica europea sull’epidemiologia applicata delle malattie infettive.

IL PROGRAMMA EU4HEALTH

Il programma Eu4Health è invece la risposta dell’Unione europea alla pandemia di Covid-19. Con una portata di investimento pari a 9,4 miliardi di euro, rappresenta il più grande programma per la salute di sempre in termini di risorse finanziarie. Gli obiettivi specifici cui mira sono il rafforzamento della preparazione dell’Ue in caso di gravi minacce sanitarie transfrontaliere – cui la stessa von der Leyen ha fato riferimento – attraverso la creazione di riserve di forniture mediche e di personale e a una maggiore e migliore sorveglianza delle minacce per la salute; il rafforzamento dei sistemi sanitari in modo che siano in grado di affrontare le epidemie stimolando la prevenzione, la trasformazione digitale dei sistemi sanitari e l’accesso all’assistenza sanitaria per i gruppi vulnerabili; migliorare l’accessibilità di medicinali e dei dispositivi medici e, infine, la promozione di un uso prudente ed efficace degli antimicrobici.

ultima modifica: 2020-09-16T12:58:50+00:00 da Alessandra Micelli

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