Un accordo siglato fra Regno Unito e Giappone apre la strada del 5G inglese alla giapponese Nec. Così Boris Johnson risponde alle pressioni degli Stati Uniti su Huawei e a quelle dei suoi parlamentari che lo invitano a fare presto: va messa al bando entro il 2025

Dalla Cina al Giappone. Il Regno Unito di Boris Johnson vuole cambiare partner asiatico nella sua rete 5G. Dopo il bando dalla rete core della cinese Huawei in vigore fra sette anni e disposto a luglio, da Downing Street iniziano a filtrare le prime voci sulla concorrenza in arrivo.

La notizia emerge dall’accordo commerciale post-Brexit siglato tra Regno Unito e Giappone. In prima fila fra i concorrenti del colosso di Shenzen nella banda ultralarga inglese c’è la giapponese Nec.

Il dialogo fra autorità inglesi e l’azienda era iniziato sotto traccia a maggio, quando ancora il governo studiava come escludere Huawei dalla rete. Ora l’ufficialità. La scorsa settimana, un tweet del Dipartimento per il Commercio internazionale inglese annunciava che la Nec “supporterà l’implementazione del 5G nel Regno Unito”.

Questo venerdì la svolta, con la firma del Cepa (Comprehensive Economic Partnership Agreement) fra i due governi. Un accordo di libero scambio che assicura al Regno Unito post-Brexit un importante sbocco commerciale nel Pacifico e che, secondo le stime del governo inglese, genererà un interscambio da 15 miliardi di sterline.

A margine del vertice con il ministro degli Esteri MotegiToshimitsu, il Segretario si è intrattenuto con l’Ad di Nec Nobuhiro Endo. Il coinvolgimento di Nec nella rete 5G inglese è un passo voluto da Johnson per rispondere a due pressioni concomitanti. Una esterna, da parte degli Stati Uniti, che da mesi chiedono all’alleato di stringere la morsa sulle aziende tech cinesi.

Una interna, verso una fronda non secondaria di deputati che reclama a gran voce di “fare presto”. In un rapporto pubblicato di recente dalla Commissione Difesa della Camera dei comuni si richiede di mettere al bando Huawei entro il 2025, cioè due anni prima della scadenza indicata dal governo.

Che l’iniziativa provenga da Londra lo dimostrano le aperte reticenze del governo giapponese verso il pressing americano sul 5G. Durante la recente visita del segretario di Stato Usa Mike Pompeo, il governo ha infatti declinato l’invito ad aderire al piano “Clean Networks”, un’alleanza lanciata dal governo statunitense per “pulire” le reti 5G dei Paesi alleati dalla presenza di aziende cinesi sospettate di spionaggio.

Per Nec si apre l’occasione per farsi spazio nel mercato europeo del 5G di cui, per ora, detiene solo una minima fetta. A fronte di Huawei e delle concorrenti europee Ericsson e Nokia, spiega il Japan Times, l’azienda di Tokyo ha in mano una porzione “inferiore all’1%” del mercato globale del 5G.

A giugno il colosso delle telecomunicazioni NTT Corp ha acquisito una quota del 4,8% di Nec, con un investimento di 598 milioni di dollari, con l’obiettivo di lanciare “un 5G made in Japan”.

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