Il premier Giuseppe Conte fa un passo indietro, sul Mes si vedrà e "ne parleremo nelle sedi opportune", in attesa degli Stati generali del Movimento Cinque Stelle. Dopo una giornata di pressing del centrosinistra, ecco il (secondo) cedimento. Poi l'annuncio: ora un patto per la legislatura

Marcia indietro. Giuseppe Conte ci ripensa sul Mes. Il giorno dopo quel no perentorio pronunciato a Palazzo Chigi contro il Fondo Salva-Stati, il premier ritratta, in parte.

“Ieri in conferenza stampa ho chiarito perché il Mes non può essere la panacea di tutti i nostri problemi. Mi sembra di essere stato chiaro e non ritorno su questo. Non è che la questione è stata risolta ieri in conferenza stampa: ci sono le sedi opportune, sicuramente ci sarà l’opportunità per parlarne nelle sedi opportune”. Se non è un’abiura, poco ci manca.

Sarà che quella fatwa contro i 36 miliardi di euro da spendere subito nella Sanità ha sollevato un polverone nel centrosinistra, da Nicola Zingaretti a Matteo Renzi. Sarà per l’imbarazzo di aver incassato l’endorsement di Lega (escluso Luca Zaia) e Cinque Stelle, in un ritrovo virtuale con i vecchi compagni di viaggio.

Conte prende tempo, butta la palla in tribuna, di nuovo. Ritratta, era solo un’opinione personale: “Ho fornito elementi di valutazione che ho messo sul tavolo. Tutti, siccome è un dibattito pubblico, possono fornire la propria opinione per contribuire a chiarire i termini della questione”.

Meglio spostare i riflettori altrove, con un espediente. Sì, ma quale? Eccolo: il “patto per la legislatura”. “Vi anticipo: siccome forze di maggioranza hanno chiesto un momento di confronto per dare nuova linfa, ritengo quanto mai opportuno che ci sia un confronto politico per definire le priorità e un patto in vista del periodo di fine legislatura. È un momento importante”. Tutto rimane sospeso in attesa degli Stati generali del Movimento Cinque Stelle, aggiunge il premier: “Credo sia opportuno consentire al Movimento di definire questo passaggio”.

È il secondo passo indietro, a meno di ventiquattr’ore dal punto stampa sul nuovo Dpcm. Nella notte, una trattativa tirata ha portato a un compromesso con i sindaci e l’Anci, per quella norma nel decreto che affibbiava ai primi cittadini la possibilità di istituire lockdown locali dopo le 21. Ora l’onere sarà condiviso con i prefetti, e la maretta è rientrata. Il valzer continua…

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